Ricordo di un ragazzino trucidato dai gappisti
Nanni Lasagni, l’ingiustizia dura da 76 anni

3/1/2021 – “Il 1° gennaio del 1945 il sedicenne scandianese Nanni Lasagni venne prelevato e il suo corpo non fu mai più ritrovato. Il CLN locale venne nella determinazione di fare trasportare il giovane Lasagni perché sospettato di essere una spia avendo troppi frequenti contatti con elementi noti per attività fascista e per questo  secondo una nota del CLN riportata nel volume “Il Triangolo della morte” di Giorgio e Paolo Pisanò fu trattenuto in montagna. Pietro detto Nanni era stato prelevato- come si asserisce a pagina 100 del volume –  dalla sua abitazione dai gappisti Ivo Vecchi e Oscar Zanichelli. A questi nomi si aggiunse quello di Ismo Mattioli detto “Marco”, l’ultimo ad avere visto il giovane Nanni vivo. 

Con queste poche notizie la madre si rivolse al Procuratore di Reggio Emilia, il dottor Loffredo, perché iniziasse delle ricerche ufficiali. Per prima cosa Loffredo ordinò l’arresto di Vecchi e di Zanichelli che venne eseguito il 12 novembre del 1945. A questo punto in base a quanto scritto nel “Triangolo della morte”, interviene Didimo Ferrari detto “Eros”.

La fornace di Cà de Caroli

Gli sviluppi della vicenda sono ricostruiti dall’articolo apparso sulla “Nuova Penna” firmato da “Il Solitario” (Giorgio Morelli) in data 22 dicembre 1946. “Ha inizio l’istruttoria, Vecchi e Zanichelli vengono interrogati. Di ciò che i due imputati hanno deposto in istruttoria non è dato sapere nulla. Dopo pochissimi giorni di detenzione, improvvisamente, i due responsabili del prelevamento vengono messi in libertà. Il giudice Loffredo giustifica questo suo atto giudiziario con l’appellarsi alla legge del 12 aprile 1945 che ritiene non perseguibili dalla giustizia tutte le azioni compiute a scopo di guerra.

Con questa bugia palese ha termine quella che possiamo chiamare “la dura morte di un minorenne”. 

Chiaramente il cadavere di Nanni non fu mai ritrovato e fa parte di quel gruppo di persone scomparse alla Fornace di Cà de Caroli.

Questo episodio è dalla sinistra a Scandiano e a Reggio Emilia volutamente da sempre dimenticato, non si può addivenire ad una vera pacificazione se si  continua ad utilizzare la storia in modo speculativo politico, gli assassini del minorenne Nanni Lasagni furono lasciati in libertà perché coloro che condannarono da subito il rapimento del giovane si adoperarono poi per scarcerare gli esecutori del delitto di un minorenne innocente, e a far dimenticare una pagina vergognosa del partigianato comunista scandianese.

Noi non dimentichiamo e fino a quando potremo ridaremo onore e memoria ai martiri innocenti uccisi dai partigiani comunisti”.

Elena Diacci, circolo Fratelli d’Italia Don Carlo Terenziani

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