Ordine avvocati: “Perchè ci siamo dimessi”
Le accuse degli ex consiglieri a Tinelli
Mancata collegialità e caso Mescolini,
la lettera agli iscritti

14/1/2021 – Nessun fulmine a ciel sereno, e tanto meno motivi inconfessabili (come invece affermato dall’ex presidente Celestina Tinelli), bensì il punto d’approdo di un disagio che culminava da tempo, generando già tre dimissioni dal consiglio e dalle commissioni di lavoro, e di un mancato rispetto della collegialità del Consiglio, sempre più accentuato dall’inizio dell’emergenza Covid.

Questa la sostanza di una lunga lettera che i consiglieri dimissionari dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia hanno inviato oggi agli iscritti all’Ordine e alle associazioni dei giuristi, per spiegare le ragioni delle dimissioni rassegnatge il 3 novembre e il 23 dicembre. Con le successive dimissioni del decano avvocato Franco Mazza, il consiglio e la presidente sono decaduti, con l’inevitabile commissariamento dell’ordine reggiano e l’indizione di nuove elezioni: almeno tre istanze in questo senso sono partite all’indirizzo del Consiglio Nazionale Forense, organismo competente a decidere.

Nella lettera, i consiglieri Preite, Corsi, Fornaciari, Gramoli, Marchesini, Porta, Sica e Simonazzi affermano che troppo volte il Consiglio è stato messo di fronte al ftto compiuto, sia per progetti importanti sia per pratiche portate in ratifica, e che la rottura è culminata “con la nota vicenda relativa all’audizione della Presidente al CSM, della quale si è appreso dai quotidiani e sulla quale la Presidente ha opposto al Consiglio un improbabile segreto“.

La lettera, che pubblichiamo integralmente di seguito, non è firmata dall’avvocato Mazza, che è stato l’ultimo consigliere a dimettersi.

ORDINE AVVOCATI, LA LETTERA AGLI ISCRITTI EDGLI EX CONSIGLIERI DIMISSIONARI

I sottoscritti ex Consiglieri ritengono doveroso prendere posizione e spiegare le ragioni delle dimissioni comunicate ufficialmente in data 3 novembre (quanto all’Avv. Preite) e 23 dicembre 2020 (quanto agli avv.ti Corsi, Fornaciari, Gramoli, Marchesini, Porta, Sica e Simonazzi), con riferimento a quanto dichiarato dall’ex Presidente avv. Celestina Tinelli e da altri Consiglieri e riportato dalle testate giornalistiche locali in merito alla decadenza del Consiglio avvenuta in data 28 dicembre 2020. Desideriamo precisare che il silenzio mantenuto fino ad ora rispondeva ad un’esigenza di salvaguardia del profilo istituzionale, nell’unico ed esclusivo interesse dell’Avvocatura; tuttavia, stanti le numerose dichiarazioni apparse sulla stampa e le legittime richieste di chiarimenti di molti Colleghi, non ci possiamo esimere dal rendere conto delle nostre effettive motivazioni, pur nel rispetto del segreto che ci vincola.

Abbiamo letto con grande stupore che le dimissioni sarebbero state “un fulmine a ciel sereno” in un contesto di grande armonia e di unanimità; ebbene, tale dichiarazione conferma a pieno titolo l’ostinazione nel rifiuto da parte della ex Presidente – nella sua qualità di rappresentante e responsabile della conduzione dell’Ente – di prendere atto, ascoltare e gestire il grave disagio espresso, a più riprese, con modalità anche formalizzate per iscritto e culminate in seguito con le dimissioni di otto Consiglieri.

Neppure le plurime dimissioni hanno convinto la Presidente a mettere in discussione le modalità di gestione della consiliatura, al punto che l’unica emergenza che la stessa ha avvertito non è stata una costruttiva ricerca di chiarimenti ma semplicemente la convocazione informale dei Consiglieri rimasti in carica, senza indagare le ragioni di un gesto così eclatante e privo di precedenti per il nostro Ordine.

Se si fosse trattato di un “fulmine a ciel sereno”, la Presidente e gli altri Consiglieri non dimissionari avrebbero cercato prima di tutto di comprendere. Ma così non è stato.

Per chi aveva manifestato il proprio dissenso, seppure con la forza del gesto delle dimissioni, non vi è stata alcuna possibilità di confronto, atteso che nessun Consiglio è stato convocato per discutere della questione, laddove la convocazione del Consiglio è prerogativa esclusiva della Presidente, che evidentemente non ha ritenuto di esercitarla.

Invece i segnali del disagio erano assolutamente noti a tutti i componenti del Consiglio ed erano stati manifestati anche con formali prese di posizione. Infatti, nel maggio e nel settembre di quest’anno sono intervenute per ben due volte le dimissioni di uno dei Consiglieri, avente funzione necessaria in seno al Consiglio, dimissioni motivate, almeno le seconde, da gravi dissidi con la Presidente. La revoca di dette dimissioni è stata possibile solo a seguito dell’impegno, assunto durante una seduta consiliare dalla Presidente e da tutti i componenti, di “cambiare passo” nella gestione dell’Ordine, ovvero dall’impegno solenne a tenere in maggiore considerazione “la squadra” e a rispettare l’autonomia delle commissioni e dei gruppi di lavoro, fermo restando il potere deliberativo in seno al Consiglio, organo collegiale.

L’avvocato Celestina Tinelli

A questo impegno non sono purtroppo seguiti i fatti e non si è verificata la auspicata “svolta” nel maggiore rispetto della collegialità, tant’è che altri due Consiglieri hanno rassegnato le dimissioni da gruppi di lavoro e commissioni che si occupavano di progetti strategici per l’Ordine; anche in questo caso le dimissioni, motivate da gravi conflitti con la Presidente, sono state formalizzate e inviate a tutti i componenti del Consiglio.

E’ di pubblico dominio che l’insediamento sia stato alquanto difficile e le nomine consiliari siano state frutto di una lunga opera interna di mediazione; ciò nonostante, già dalle prime sedute, tutti i Consiglieri avevano dichiarato apertamente la loro disponibilità a collaborare in unità di intenti per il buon funzionamento dell’Ente e dell’Organo collegiale, in pieno spirito di responsabilità rispetto alla funzione istituzionale di cui erano investiti e nell’interesse esclusivo della categoria.

E’ cosa certa che molto sia stato fatto, avendo il cessato Consiglio posto in essere numerose iniziative, che hanno comportato continua assiduità operativa e molte ore dedicate ai lavori consiliari, nonché a quelli delle commissioni e dei gruppi di lavoro.

Poi, con il passare del tempo e, soprattutto, dall’inizio della emergenza sanitaria, abbiamo percepito una crescente difficoltà della Presidente a rapportarsi con la collegialità e con le prerogative del Consiglio. Non possiamo in questa sede per evidenti motivi di necessario riserbo entrare nel merito delle singole vicende, ma certamente possiamo esporre le nostre critiche con riferimento alle modalità di predisposizione degli ordini del giorno, ad atteggiamenti non accettabili nei confronti di opinioni espresse da componenti il Consiglio, alla mancata convocazione – senza alcun motivo – di alcuni Consiglieri a riunioni di Uffici, Gruppi di lavoro e Commissioni di cui erano componenti, alla mancata o tardiva messa a disposizione dei Consiglieri di documenti e materiali necessari alla discussione, alla non rara richiesta al Consiglio di intervenire in ratifica su documenti già firmati senza possibilità di interlocuzione, costringendo così i Consiglieri a prendere atto di situazioni già cristallizzate in assenza di una preventiva discussione; tutto ciò è avvenuto con riferimento a molteplici progetti, che riteniamo strategici per l’interesse dell’avvocatura reggiana.

Infine, lamentiamo alcune iniziative della Presidente verso terzi, sulle quali il Consiglio non è stato coinvolto, né prima per ottenere mandato, né successivamente per riferire, atteggiamenti culminati con la nota vicenda relativa all’audizione della Presidente al CSM, della quale si è appreso dai quotidiani e sulla quale la Presidente ha opposto al Consiglio un improbabile segreto.

La decisione – tanto sofferta quanto ponderata – di rassegnare le dimissioni non ha mai perseguito fini inconfessabili, bensì ha rappresentato per noi l’unica via per tutelare gli iscritti rispetto ad una situazione che stava degenerando sempre più e per rispettare il mandato che ci era stato conferito dai nostri Colleghi.

Cordiali saluti.

Reggio Emilia, 14 gennaio 2021

Avv. Francesca Corsi, Avv. Marcello Fornaciari, Avv. Paolo Nello Gramoli, Avv. Matteo Marchesini, Avv. Franca Porta, Avv. Francesca Preite, Avv. Giulio Sica, Avv. Maura Simonazzi

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