Palamara-choc sulla nomina del procuratore Mescolini
“Il Pd ora parli, fuori la verità”

22/1/2021 – Era previsto il rumore suscitato dal libro choc di Luca Palamara con Alessandro Sallusti, in libreria solo da poche ore, che scoperchia il “Sistema” dei rapporti infetti tra magistratura e politica, e sui quali marcisce la democrazia italiana. E anche se molti fanno ancora finta di non sentire, il rumore è assordante a Palazzo di giustizia di Reggio intorno alla vicenda della nomina del procuratore Mescolini, che l’ex-magistrato Palamara sistema con due righe-bomba.

A pagina 132 del libro si legge: “ … C’è di tutto, ma non c’è tutto. Penso, e sono solo degli esempi, alla nomina del procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini, fortemente sostenuto dal PD locale …” .

Sallusti, Palamara e le toghe

Le reazioni a centro destra sono adeguate alla gravità del caso: dopo la presa di posizione di Marco Eboli (FdI), che già in estate anche sollecitato Mescolini a dimettersi che oggi chiede al Pd di parlare, è intervenuto a ruota il senatore Enrico Aimi, coordinatore regionale di Forza Italia “Attendiamo un chiarimento dal Pdl ocale, coinvolto pesantemente dalla “confessione” di Palamara. Vogliamo la verità“. Aimi ricorda le vicende emblematiche di Giovanni Paolo Bernini di Parma e di Giuseppe Pagliani di Reggio Emilia “finiti nel tritacarne della giustizia e poi assolti”.

Giuseppe Pagliani con Giovanni Toti i

“ La notizia – che per noi è oramai una non notizia – ritorna ad esserlo nel momento in cui la “certificazione” delle forti pressioni del PD reggiano alla nomina del Procuratore Capo in città, non arriva da Forza Italia, ma proprio dal vero protagonista della vicenda: Luca Palamara”, afferma Aimi. Le parole a pagina 132 del suo libro sono inequivocabili e, se così è , “il quadro è inquietante. La terzierà dei magistrati – in questo il sistema – risulterebbe subordinata a torbide logiche politiche. Allora aveva ragione Berlusconi – aggiunge il senatore – a denunciare una persecuzione giudiziaria a suo danno. E abbiamo ragione noi, a sostenere che qualcosa è accaduto nei casi giudiziari degli azzurri dottor Giovanni Paolo Bernini e Avvocato Giuseppe Pagliani, finiti nel tritacarne della giustizia e poi assolti”.

A questo punto attendiamo un chiarimento dal PD locale, in particolare perché la “confessione” di Palamara – che se fossimo in un processo penale avrebbe addirittura la dignità di regina della prova – li coinvolge pesantemente. Vogliamo la verità.”

Il procuratore Marco Mescolini

Interviene anche Giovanni Paolo Bernini, l’ex assessore di Parma messo sotto accusa da Mescolini per concorso esterno nel processo Aemilia e poi assolto due volte. Una vicenda che ha rovinato la carriera e la vita di Bernini, il quale da tre anni risponde con una personale crociata: dal libro “Storie di ordinaria ingiustizia“, nel quale aveva fra l’altro sollevato il tema dei rapporti tra Mescolini e il Pd, sino alla deposizione davanti ai pm di Perugia che indagano sulle chat di Palamara e sul famoso incontro tra magistrati di Unicost, Luca Lotti e Cosimo Ferri all’hotel Champagne. Oggi Bernini rivela di aver chiesto ai magistrati perugini l’apertura di un nuovo filone del processo Aemilia dedicato ai livelli politici nell’inquinamento ndranghetista in Emilia.

Storie dci ordinaria ingiustizia, il libro di Bernini



“Ho chiesto alla Procura di Perugia, nella mia deposizione rilasciata recentemente, la riapertura del filone delle responsabilità e collusioni
politiche con il clan della ndrangheta nel maxi processo Aemilia”, afferma l’esponente di Forza Italia.

“Finalmente – aggiunge – Palamara ha iniziato a parlare, anzi a scrivere nero su bianco di come funzionava e funzioni tutt’ora il sistema criminale denominato Palamara dentro la Magistratura politicizzata. Palamara conferma quanto da me
sostenuto già nella pubblicazione del mio libro nel 2019″.

ANCHE “CAMBIAMO!” CHIEDE LA VERITA’

“Che una parte della magistratura sia politicizzata lo sappiamo purtroppo da tempo. Come sappiamo anche questa parte di magistratura abbia forti legami con il Pd e la sinistra. Tanti episodi ce le hanno fatto sospettare (ad esempio tutte le vicende giudiziarie del centrodestra parmense). Ora a certificare tutto ciò è proprio uno dei protagonisti di quel sistema, cioè Luca Palamara”. Lo afferma Francesca Gambarini, coordinatore regionale di Cambiamo!, il movimento politico che fa capo al governatore della Liguria Giovanni Toti.

Nel suo libro Palamara fa un chiaro riferimento alla nomina del procuratore capo di Reggio Emilia Marco Mescolini dicendo che questi è stato “fortemente sostenuto dal Pd locale”. Se così fosse, sarebbe gravissimo. Il Pd locale, tirato in causa da Palamara, deve assolutamente ed immediatamente chiarire il senso di tali pesantissime parole. La magistratura non può piegarsi a logiche politiche. A questo punto, vogliamo sapere come stanno le cose. Vogliamo la verità”.

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4 risposte a Palamara-choc sulla nomina del procuratore Mescolini
“Il Pd ora parli, fuori la verità”

  1. Pietro Rispondi

    27/01/2021 alle 19:49

    Per quanto il Male cerchi di occultare la Verità, questa emerge, in tutta la sue evidenza. La piovra ha mille tentacoli, che possono insinuarsi ovunque. Ma una volta in pentola, la piovra cuoce nel suo stesso brodo, che straborda in ebollizione, perché’ la pentola no ha coperchio. Perché il diavolo fa le pentole, non i coperchi. Aspettiamo la verità, e con essa la piovra bollire e il brodo strabordare. Questione di tempo. Perché il tempo, a differenza di taluni, e’ galantuomo.

    • Diotima Rispondi

      28/01/2021 alle 08:25

      ….’il male il diavolo la piovra il brodo’…ma cosa si è mangiato???

      Vedrà che tutto, ma proprio tutto, sarà sempre peggio, e lo farà l’uomo, anzi l’ometto… questo disastro.
      Non scomodiamo entità superiori che non sono altro che proiezioni ‘troppo umane’ dell’io.
      Qui è questione di karma, non altro. Questione di responsabilità, consapevolezza, e azioni umane (troppo umane).

      buon karma

  2. Marco Rispondi

    28/01/2021 alle 09:07

    Report è ormai l’unico quotidiano che provoca e scrive fuori dalle righe e rispettoso solo della propria libertà. Così non posso più dire della arta stampata locale e quanto mi piacerebbe che lei direttore tornasse anche in queste e ricordo sempre il suo Giornale di Reggio e le sue battaglie e ascolti. A volte lo sconcerto e il timore di una magistratura politicizzata e indirizzata tolgono il sonno alle tante persone per bene che hanno idee diverse da quella imperante o ritenuta l’unica giusta e intoccabile. In 70 anni di governo ininterrotto di una sola parte politica, non è possibile credere che non siano mai stati commessi errori, sottovalutazioni, superficialità. Allo stesso tempo non si può incolpare il vincitore delle elezioni amministrative perché le vince, senza farsi la domanda delle ragioni per cui questo accade. Io non sono di centro destra e tanto meno di sinistra e vorrei potermi ascrivere al gruppo politico del cosiddetto buon senso. Quindi il buon senso mi dice che la misura è colma e la giustizia deve essere sopra le parti e la politica un affare serio che tratta il bene di tutti. L’alternanza è il sale della democrazia e scherzando direttore concludo con il dirle che la nostra città ha perso sapore e coraggio per la verità. Fiducia alla magistratura, ma rinnovamento con recupero dei valori di giustizia. Fiducia alla politica, ma con rinnovamento di questa classe dirigente incompetente indipendentemente dal colore.

  3. il giudeo Rispondi

    28/01/2021 alle 16:04

    Condivido l’opinione di Marco. Purtroppo ricerchiamo una classe politica ed una magistratura ideali. In realtà esse sono lo specchio della realtà del paese e dei suoi cittadini, con i furbetti, i disonesti, gli ambiziosi ed i corrotti. In mezzo a tutti anche un certo numero di galantuomini. Lottiamo comunque per avvinarci sempre più all’ideale e far sì che i galantuomini incrementino. I bravi e coraggiosi giornalisti possono aiutarci in questo.

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