Minacce, danni e porn revenge
Perseguita la cognata anche dai domiciliari: uomo di 47 anni finisce in carcere

24/1/2021 – Ha continuato a perseguitare la cognata, anche con una spregevole azione di revenge porn, mentre si trovava agli arresti domiciliari. Per questa ragione il giudice di Reggio Emilia su richiesta della Procura, a seguito delle segnalazioni dei carabinieri di Quattro Castella, ha spedito in carcere un uomo di 47 anni già accusato di atti persecutori nei confronti della donna.

In agosto l’uomo era stato arrestato dai militari castellesi a seguito lo stalking messo in atto nei confronti della cognata che colpevole, ai suoi occhi, di essere intervenuta in difesa dei suoceri che, rifiutandogli i soldi per comprare la droga, avevano subìto minacce di morte e ingiurie, e anche un’aggressione fisica: lo stalker li aveva spinti entrambi giù dalle scale di casa. Anche la cognata è stata presa di mira con minacce di morte e insulti (sia di persona che tramite messaggi vocali WhatsApp), per tacere dei danni all’auto della vittima, provocati dall’uomo con un estintore. Il 9 agosto scorso i carabinieri lo hanno arresto in esecuzione di  un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari.

Nonostante il divieto di comunicare all’esterno, si è lanciato in condotta persecutoria nei confronti della donna, con la quale in precedenza aveva avuto un rapporto confidenziale a distanza, peraltro interrotto dalla stessa vittima. Dopo averla minacciata con affermazioni come “ti faccio pestare da persone che conosco”, e “ti faccio del male a te e a chi sti sta vicino”, il 47enne è passato alla porno vendetta, inviando via mail una fotografia di lei in abbigliamento intimo, sia al compagno della donna, sia ai colleghi di lavoro. Ferme restando le responsabilità penali di questa condotta persecutoria, lo stalker è finito in carcere avendo violato la misura cautelare dei domiciliari proprio per gli atti persecutori contro la cognata . Ieri l’uomo è stato prelevatO dalla sua abitazione di Reggio Emilia dai carabinieri che l’hanno condotto in carcere.

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