Una mattina al S. Maria Nuova davanti a una porta rotta
Manca l’autorizzazione, niente riparazione
Reparto aperto, ma accanto si fanno i tamponi drive

DI ALESSANDRO RANIERO DAVOLI*

16/1/2021 – Venerdì 15, era programmato un importante intervento chirurgico a mia madre di 87 anni, che lo attendeva dal 27 dicembre scorso. Per alcuni problemi dovuti all’indisponibilità della sala chirurgica destinata gli interventi vascolari, prima lunedì 11, poi in mattinata, il chirurgo può finalmente intervenire, grazie al “prestito” della sala operatoria riservata agli interventi cardiaci.

Massima la disponibilità del personale medico e infermieristico, in particolare del dott. Giovanni Casali, chirurgo vascolare, anche nell’approccio con noi parenti.

Prima dell’intervento ci ha voluto incontrare. Con parole chiare, in modo estremamente gentile, fa un quadro in qualche modo rassicurante, illustrando il tipo di operazione e le condizioni della mamma.

Io, mia sorella e la badante, molto affezionata (tanto da chiamarla mamma lei stessa), rimaniamo per oltre due ore in attesa che termini l’operazione, seduti nella sala davanti al reparto di cardiologia.

A lato c’è una porta automatica che si affaccia sullo spazio dedicato ai tamponi drive-through, (i test per il Covid). Ogni tanto quella porta si apre, facendo entrare sbuffi di aria fredda.

A questo punto noto con sorpresa che vicino a questa vi è un’altra porta, per entrare al reparto di cardiologia: ma è bloccata in apertura, la porta scorrevole è rotta e non si chiude.

Arriva dopo mezzora un tecnico della manutenzione, con la borsa degli attrezzi legata alla cintura. Guarda da ogni lato la porta non funzionante del reparto, fa una telefonata, scrive su un notes. Lo avvicino e per fare conversazione: osservo che è un bel problema, avere la porta sempre aperta, mentre a pochi metri si fanno centinaia di tamponi.

Piuttosto scocciato mi dice che non devo esagerare, che non devo pensare che il virus del Covid possa arrivare sino li, (ci saranno forse sei sette metri), che non si trasmette in questo modo.

Rimango perplesso per la reazione del tecnico. Inutile la mia replica che in effetti il coronavirus Sars Cov 2 si trasmette proprio per via aerea e avere un punto di prelievo vicino, (in media, dai dati, almeno uno su dieci risulta infetto), con l’esposizione dei tamponi all’aria, prima di essere infilati nelle provette apposite, dopo essere stati introdotti nelle cavità nasali degli automobilisti che arrivano, (estraendo muco e fluidi vari), non è il massimo della sicurezza per i pazienti che passano a piedi, a pochi metri di distanza o che aspettano come noi, sulle sedie a lungo, prima di essere chiamati alla visita dai medici in cardiologia.

Porta bloccata, reparto Cardiologia aperto

Il tecnico scrolla la testa indispettito, un momento dopo arriva un cardiochirurgo che, quasi parola per parola, ripete lo stesso concetto all’operaio e chiede perché la porta del reparto non è ancora stata riparata. Gli fa notare che la richiesta è già stata fatta, dai medici del reparto, numerose volte nei giorni scorsi, al responsabile del reparto manutenzione dell’Ospedale Santa Maria.

Il tecnico non contesta il dottore, come invece ha fatto con me, ribatte solo che lui interverrebbe anche subito, ma che il preventivo per la riparazione deve essere approvato dal suo superiore.

Il chirurgo domanda a chi deve telefonare, è in gioco la sicurezza dei pazienti e del personale medico, la porta sempre spalancata è un rischio per la salute. Esce una dottoressa, molto decisa, senza indugio chiede la riparazione immediata della porta. La porta del reparto cardiologia deve rimanere chiusa e aprirsi solo per il personale o i pazienti autorizzati.

La vicinanza alla porta automatica esterna, che continua a spalancarsi, (il sensore di movimento scatta anche per il passaggio nel corridoio di persone che vanno altrove), è un inconveniente non solo per l’aria gelida che soffia a tratti, ma per polvere, virus ed altro che può essere trascinato dentro.

Spazio tamponi drive con porta chiusa

Qui, l’ormai soprafatto operaio della manutenzione ripete che non dipende da lui, che il preventivo deve essere approvato. La dottoressa esasperata alza la voce, e quasi urla, che ormai hanno fatto decine dei telefonate al suo superiore: “mi dica chi altro devo chiamare, la porta del reparto deve essere riparata subito, ha capito, qui siamo tutti a rischio!”

Io nel frattempo esco, vado al parcheggio, prendo la mia macchina fotografica che porto sempre in auto, rientro e scatto alcune foto.

Con queste righe, voglio chiedere con forza al responsabile della manutenzione e alla direzione del Santa Maria Nuova, di riflettere sull’assurdità della situazione burocratica che si trascina da troppi giorni, di approvare immediatamente il preventivo, (credo poche centinaia di euro) e far aggiustare domani stesso la porta del reparto cardiologia, permettendone la regolare chiusura. Ne va della salute dei pazienti, del personale sanitario, e, credo, anche dell’immagine della sanità reggiana.

Ai medici e agli infermieri tutti, che da quanto vedo stanno svolgendo un ottimo lavoro, in medicina vascolare, in chirurgia vascolare e in cardiologia, grazie di cuore, anche a nome della mia mamma.

*Consigliere comunale, capogruppo CASTELNOVO LIBERA, consigliere Unione Montana Appennino reggiano

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5 risposte a Una mattina al S. Maria Nuova davanti a una porta rotta
Manca l’autorizzazione, niente riparazione
Reparto aperto, ma accanto si fanno i tamponi drive

  1. Fausto Poli Rispondi

    17/01/2021 alle 09:06

    Buongiorno Sig. Davoli. Mi dispiace molto che esista questo problema. Mi pare tutto risolvibile. Spero che Sua mamma stia bene. Cordiali Saluti.

    • Fausto Poli Rispondi

      17/01/2021 alle 09:07

      Scusi, Davoli.

    • Alessandro Raniero Davoli Rispondi

      17/01/2021 alle 10:20

      Grazie per il pensiero.
      Un saluto.
      Alessandro Davoli

      • Fausto Poli Rispondi

        17/01/2021 alle 14:27

        Grazie. Un giorno ci conosceremo. Mi pare Lei sia un democratico che vuole ordine e tutela dei cittadini elettori. Gli elettori desiderano considerazione da parte di chi li rappresenta. Non mi importa il marketing politico di rete 4 e di Emilio Fede. Come diceva una signora da Enzo Tortora ( e non aggiungo nulla….) a Portobello diceva che tra il dire e il fare ci sta il mare….E io avevo 11 anni o giu’ di li’. Cara Italia, amministrata a regola avresti più riguardo per i tuoi cittadini. Ora, dei 2700 bilions stanziati dall’ Europa per emergenza covid, i cittadini che vantaggi avranno ?

  2. Autodafè Rispondi

    25/01/2021 alle 23:00

    Si salvi chi puo’…

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