Ma abbiamo il diritto di sapere tutto sulle chat di Palamara
Procura di Perugia vs Riformista: una guerra sconcertante

DI SABRINA PIGNEDOLI *

16/1/2021 – Ci riempiamo la bocca di Stato di Diritto, di libertà di stampa, ma poi quando la stampa scrive articoli “scomodi” allora è meglio che non sia più tanto libera. Al Parlamento Europeo, quando si è parlato di minacce ai giornalisti, ho voluto sollevare un tema che spesso non viene preso in considerazione ed è altrettanto grave: quello delle querele temerarie e delle pressioni che vengono fatte ai giornalisti dal potere.

Sabrina Pignedoli

Leggere quindi che la procura di Perugia ha chiesto al Csm la tutela contro gli articoli che in queste settimane ha pubblicato il Riformista mi ha sinceramente sconcertato. Intanto perché sto seguendo con molto interesse la vicenda del caso Palamara e devo dire che solo pochissimi giornali ne stanno scrivendo. I giornaloni, dopo il gradito scoop iniziale, hanno interrotto gli approfondimenti.

Io come cittadina, invece, vorrei sapere tutto quello che c’è sotto l’immenso materiale acquisito dal caso Palamara, non solo quello che ha fatto comodo a una parte. Come cittadina voglio sapere, per esempio, perché il trojan è stato attivato anche nelle cene con parlamentari (quando doveva essere disattivato secondo quanto previsto dalle nostre leggi) e non quando Palamara era a cena con l’ex procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone. Lo voglio sapere perché è mio diritto di cittadino.

Tanto più che la stampa dovrebbe essere il cane da guardia del potere, non solo quello politico, ma anche gli altri poteri. E la magistratura è uno di questi. Anzi, un magistrato dovrebbe essere grato ai giornali che approfondiscono il caso Palamara, perché stanno emergendo tutti gli intrighi che minano la credibilità di un organo dello Stato tra i più importanti, quello che decide in merito alla vita dei cittadini.

Il Csm è l’organo di autogoverno, ma proprio le chat di Palamara hanno mostrato quanto debole e influenzabile sia questo autogoverno che ha visto dimettersi ben sei suoi consiglieri togati. Allora ben vengano le inchieste giornalistiche, anche quando non fanno comodo. Se vengono date informazioni non corrette esiste sempre la possibilità di smentire e non credo che la procura di Perugia non abbia palcoscenici importanti su cui farlo. Senza bisogno di tutela, che oggettivamente è un provvedimento che nulla ha a che vedere con la verità delle notizie che vengono scritte e, pertanto, lascia il tempo che trova.

*Parlamentare europea M5S

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2 risposte a Ma abbiamo il diritto di sapere tutto sulle chat di Palamara
Procura di Perugia vs Riformista: una guerra sconcertante

  1. Alberto Rispondi

    17/01/2021 alle 15:04

    Credere che il caso Palamara sia solo il romanzo di un manovratore di carriere fa semplicemente ridere. Facile per i nostri mezzi di disinformazione raccontarla così. Ma non è così. Carriere in cambio di sentenze ed inchieste pilotate o addirittura bloccate, a favore degli amici e del grande potere politico ed economico. Questa è la Giustizia Italiana.

  2. Luigi Rispondi

    17/01/2021 alle 16:43

    Onorevole, io non ho votato e mai voterò il suo partito o l’asfisiante e affaristico PD. Tano meno non ho mai votato e voterò la Lega di Salvini o gli eredi del MSI di FdI. Tralascio FI, anch’essa a me lontana, perché non trova il coraggio di sganciarsi dagli alleati storici che sono la sua palla al piede. Come può notare non resta nulla di rilevante o interessante da votare per cambiare il paese e l’Europa. Quindi non mi rimane che scegliere le persone indipendentemente dal partito e lei è una donna coraggiosa, giusta e per bene. Probabilmente la voterò. Lei non si è accontentata delle risposte di chi governa Reggio Emilia da oltre 75 anni e che a suon di varianti al piano urbanistico, negli anni ha reso edificabile ogni terreno agricolo di potenziale interesse e valore. Alcune famiglie, aziende private o cooperative hanno legittimamente visto incrementare il valore delle loro aree. Tra questi forse non tutti sono stimabili, ma non spetta a me dire altro. Quindi condivido completamente il suo intervento e la esorto ad andare avanti in questo suo lavoro politico di trasparenza e legalità. Io vorrei entrare in un palazzo di giustizia garantito e sicuro di chi dovrà esprimersi. Questa città nella fattispecie ha bisogno di un nuovo vento di libertà e di una rinnovata serietà ad ogni livello. Chi ha responsabilità di governo non ha la forza di fare autocritica e amministrare in discontinuità con il passato e mi riferisco alla nostra città e occorre che le donne e gli uomini come lei, trasversalmente, facciano un passo avanti e tolgano la polvere. Non è questione di destra o sinistra o di potere o non potere, ma di amore per il bene comune, correttezza e onestà politica. Chi ha l’onere e l’onore di governare, deve anche essere capace di avere una visione di lungo termine di carattere istituzionale a garanzia di quella democrazia per cui i nostri avi hanno dato la vita. A livello locale vorrei che i cittadini, indipendentemente dal colore politico, riflettano e riescano a comprendere che 75 anni ininterrotti di Governo esercitato da una sola parte politica e di uno stesso partito, possono creare distorsioni e confusioni tra l’interesse di tutti e quello di una sola parte. Questo vale ovunque. Lo stesso PD, escludendo interamente l’attuale modesta Giunta e tutto il Consiglio Comunale, i peggiori della storia, in passato ha espresso uomini e donne lungimiranti e competenti e se vuole essere all’altezza della sua storia deve avere la forza e capacità di rinnovarsi. L’innovazione non passa certamente per i nomi degli uomini e donne attualmente impegnati e per le stesse alleanze. Lei Onorevole, insieme ad altri, è una risorsa per il nostro territorio e la prego di guardarsi intorno tralasciando i partiti, ma osservando il buon senso e la qualità dei soggetti. In cambiamento deve essere vero. Infine la giustizia deve essere giusta e “uguale per tutti”. Buon lavoro

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