La guerra dei Ferrarini
Amco in graticola alla Corte dei Conti
Esposto della cordata Bonterre contro la finanziaria di Stato alleata di Pini

15/1/2021L’affare Ferrarini è sempre più ingarbugliato. La guerra tra le due cordate Pini-Amco e Gsi/Bonterre-Opas-Hp che si contendono il gruppo reggiano del prosciutto, in concordato dal luglio 2018, si combatte su molti tavoli. Anche quelli della politica. Nei giorni scorsi Re-Food (società veicolo della cordata Bonterre) ha presentato un ricorso alla sezione di Sorveglianza della Corte dei Conti mettendo sotto accusa “l’impudente gestione di Amco“, finanziaria pubblica del ministerod ell’Economia, che nella vicenda Ferrarini è presente con uno stupefacente intreccio di ruoli : “è creditore, e” azionista al 20% del veicolo Rilancio industrie Alimentari controllato (80%) da Pini, che ha fatto la proposta di concordato” , e ha anche concesso un finanziamento da 12 milioni al gruppo alimentare emiliano.

Nello specifico è stato chiesto l’avvio di una istruttoria da parte della Corte dei Conti sulla stessa Amco, oggetto inoltre assieme a Ferrarini e Pini di un secondo esposto al Tar della Campania.

Nelle more di queste partite legali non va trascurato che continua a slittare l”adunanza dei creditori della societa” che e” fondamentale per la valutazione delle due offerte e per il salvataggio dell”azienda stessa.

La sede di Ferrarini Spa a Rivaltella

Dicevamo dei vari tavoli su cui si combatte la guerra di Rivaltella: la direzione generale Competition Ue di Bruxelles ha chiesto chiarimenti al governo italiano sul ruolo e sulla possibile tematica degli aiuti di Stato di Amco. Inoltre nei prossimi mesi dovrà pronunciarsi la Corte Costituzionale sulla competenza territoriale nel concordato Ferrarini, a seguito del conflitto di competenza che oppone il tribunale di Reggio Emilia a quello di Bologna (al quale si erano rivolte Intesa e Unicredit,fra i principali creditori fi Ferrarini che sostengono la cordata Bonterre).

Nel frattempo continua a slittare l’adunanza dei credito (nelle more del secondo concordato) in una situazione di congelamento che vende il gruppo Pini, con tutti i suoi problemi giudiziari in vari Paesi, sempre di fatto sul ponte di comando di Rivaltella.

Intanto il gruppo alimentare reggiano ha approvato i conti d’esercizio del 2019 chiusi con ricavi per 126,76 milioni, in calo dell’8,7%, un Mol di 3,1 milioni (a fronte di un dato negativo di 46,5 milioni del 2018) e una perdita di 3,3 milioni rispetto a un rosso di 66 milioni dell’ anno precedente e con un patrimonio netto negativo di 175,2 milioni. I revisori dei conti di Bdo non hanno espresso un giudizio.

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Una risposta a 1

  1. un creditore Rispondi

    19/01/2021 alle 17:51

    Perché BDO non ha espresso un giudizio ? Ha motivato ?
    Sta diventando una storia infinita, mentre i creditori mettono nei frigo loro e le loro aziende sperando di ritornare un giorno in vita!

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