Iren pignora il conto corrente dei no-biogas
La risposta: “Non ci arrendiamo”
Cosa fa il sindaco per difendere i cittadini?

16/1/2021A la guerre comme à la guerre. E’ così anche nel conflitto che oppone il moloch Iren al popolo iinquinato per il progetto del mega digestore dei rifiuti organici in costruzione delle verdi campagne di Gavassa, deputate ai foraggi per la filiera del Parmigiano Reggiano Dop.

Dunque il gruppo Iren attraverso i suoi avvocati si è avventato sui no-biogas pignorando per la somma di 3 mila euro il conto corrente del Coordinamento provinciale Comitati Ambiente e salute, a ristoro delle spese di giudizio del procedimento di fronte al Tar. Ora, i cittadini di Gavassa dovrebbero essere difesi dal sindaco di Reggio, che però è uno dei principali azionisti pro tempore della stessa Iren che aggredisce il conto corrente dei cittadini stessi. Sarebbe interessante sapere se Iren ha avvertito il sindaco, coordinato del patto di sindacato, e quali iniziative intende assumere per difendere i cittadini che si oppongono con messimi legittimi e previsti dalla legge al mega impianto Forsu da 156 mila tonnellate/anno di trattamento della frazione organica dei rifiuti, che sorgerà in una campagna incontaminata.

Il busto di Prampolini con la mscherina no-biogas

Scrive in proposito il coordinamento dei Comitati ambiente e Salute: “Non avremmo mai creduto che si potesse arrivare a questo punto ma, probabilmente, siamo troppo idealisti e ingenui. Iren ha dato mandato a un avvocato di Parma per pignorare il conto corrente del Coordinamento Provinciale dei Comitati Ambiente e Salute di Reggio. Già ci sarebbe da sorridere, ma siamo solo all’inizio.

 Un’azienda quotata in Borsa ormai sempre meno presente sul nostro territorio, se non per realizzare impianti senza alcuna logica ambientale, ma anche economica, come quello contro cui abbiamo presentato appello al Consiglio di Stato, ha ritenuto di disporre il pignoramento della somma che il Tar di Parma ha ingiunto al Coordinamento dei Comitati per via del rigetto della propria istanza cautelare.

Eppure, si pignora chi non paga e fugge, non chi resta, anzi cerca la verità, spendendo il proprio tempo e denaro. Che messaggio ha inteso inviare Iren con questo atto?

Riteneva che i Comitati fossero fuggiti e che il conto corrente fosse stato chiuso?

L’azienda indebitata per 3 Miliardi è forse figlia di 3.000 euro che comunque sono già stati pagati? Il Coordinamento è qui, non scappa.

Qualcun altro in questi anni è scappato, rifiutandosi di partecipare ai contraddittori, agli incontri, ai confronti pubblici per stabilire la verità su quell’impianto. Iren avrebbe potuto trovarci quando voleva: peccato che non lo abbia mai fatto. E ora ci insegue come malfattori, disponendo un odioso e insensato pignoramento i cui tempi appaiono peraltro piuttosto sorprendentemente solleciti.

Che messaggio ha inteso inviare al Coordinamento Provinciale dei Comitati Ambiente e Salute? Non lo sappiamo, ma non ci intimidisce. Il nostro messaggio di risposta è: noi siamo qui, non siamo mai scappati, paghiamo quello che c’è da pagare, non ci siamo mai sottratti e andiamo avanti. E non ci arrenderemo“.


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