Il futuro di Reggio sarà elettrico, o non sarà
Dal disastro deve nascere un deciso cambiamento

DI MARCELLO NIZZOLI*

Marcello Nizzoli

19/1/2021 – Prima di tutto un plauso ai Vigili del Fuoco che ancora una volta hanno portato a termine un difficilissimo e duro lavoro, mettendo le loro vite in pericolo, limitando i danni al deposito di SETA, nella notte del 17 gennaio.

Da un sinistro gravissimo deve nascere una grande opportunità per un deciso cambiamento che nessuno può permettersi di perdere: i moderni autobus elettrici a batteria sono silenziosi e molto confortevoli per tutti, anche per chi li guida, per i conducenti, per i passeggeri e per chi gli è vicino, per strada, i pedoni e chi abita, chi lavora, vicino alle linee bus, migliorando immediatamente la qualità della vita delle città.

Il disastro al deposito Seta

Spero che questa gravissima sciagura sia gestita opportunamente, visto che per il TPL di Reggio è previsto, fino ad oggi, solo uno scarsissimo 8% di nuovi mezzi pubblici, mischiando, ingiustamente, motorizzazioni Diesel ed elettriche BEV, senza però precisare, con informazioni accurate sul vero numero di nuovi bus a zero emissioni, elettrici, che saranno acquistati per Reggio Emilia.

Ora è il momento per un cambiamento, una decisione forte, che vada verso la decarbonizzazione dei trasporti pubblici di Reggio, già intrapresa con vigore da molte città italiane, anche vicine. Oggi, per Reggio Emilia è ancora previsto un massiccio acquisto di autobus a gas, mentre molte città italiane li stanno già dismettendo per le preoccupanti emissioni di CO2, pericolose per l’ambiente, che favoriscono i cambiamenti climatici.

Il disastro al deposito Seta

Il grave incendio al deposito di autobus di SETA sembra, innescato da un obsoleto bus a gas, fortunatamente non c’è stata nessuna vittima, ma ha fatto tanti danni: oltre 15 autobus distrutti e coperture completamente abbattute.

Ora occorre che la Regione Emilia Romagna risponda all’incidente in modo adeguato con investimenti in nuovi veicoli, dedicati, in linea con le migliori tendenze europee: in Danimarca, già oggi il 78% dei bus immatricolati è elettrico, a zero emissioni. Sollecito quindi la Regione e SETA a investire nel parco automezzi, per migliorare l’inquinamento dell’aria e le emissioni climalteranti di CO2, con più decisione, scegliendo autobus elettrici a zero emissioni e costruendo nuove pensiline solari fotovoltaiche dotate di colonnine di ricarica, al posto delle tettoie distrutte dal fuoco.

Anche a livello nazionale serve un cambiamento coraggioso: nelle statistiche aggiornate di T&E (Transport & Environment), che analizzano gli investimenti nel trasporto pubblico, i numeri dell’Italia sono ancora troppo bassi: solamente il 5,4% degli autobus immatricolati sono a zero emissioni, elettrici, rispetto alla già citata Danimarca con il 78%.

* Marcello Nizzoli è un marketing manager del settore automotive, sempre più specializzato nel settore dei veicoli per la mobilità sostenibile, veicoli elettrici, autobus, mezzi commerciali. Da 34 anni, dal 1987 studia a livello universitario l’economia e la politica dei trasporti, della mobilità.

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2 risposte a Il futuro di Reggio sarà elettrico, o non sarà
Dal disastro deve nascere un deciso cambiamento

  1. Fausto Poli Rispondi

    21/01/2021 alle 20:27

    Buonasera Dr. Nizzoli.
    Per i nuovi autobus, spero su nuovi e copiosi investimenti. Per l’alimentazione, stanno sperimentando l’idrogeno. I credo che l’Emilia Romagna abbia le risorse per ammodernare il parco mezzi. Naturalmente i più ecologici possibili. Ma spero che almeno si possa contare su mezzi numerosi. Io non so quanti soldi la Regione spendera’. Mi spiace per quanto successo. E’ stato orribile.

    Alternative:
    per esempio, una linea sopraelevata completamente elettrica, cosa ne dice ?

    • Marcello Nizzoli Rispondi

      22/01/2021 alle 15:32

      Sig. Poli,
      Buongiorno
      Grazie ancora per l’attenzione,
      La nostra città ha bisogno di soluzioni immediate per il TPL, affidabili, per ora gli autobus elettrici sono utilizzati con efficacia in molte città italiane ed europee.
      Per l’alimentazione ad idrogeno, lasciamo che altre città, più evolute e meno inquinate, che lo sperimentino, possibilmente, nelle due declinazioni: a celle di combustibile, cioè un bus elettrico che al posto delle batterie ha un generatore elettrico basato sull’idrogeno, oppure nella versione con motori endotermici, alimentati ad idrogeno.
      L’Emilia Romagna deve investire risorse per ammodernare veramente i mezzi senza provocare altissime emissioni di CO2, provocate invece, dai bus a gas metano.
      Oggi gli autobus più ecologici possibili, disponibili, già in produzione di serie sono elettrici a batterie.
      Gli esperti hanno le idee chiare sul trasporto pubblico: sarà elettrico, flessibile su richiesta ed in futuro con la guida autonoma.
      Investire in infrastrutture costose, pesanti e rigide, oggi è molto rischioso e potrebbe non essere risolutivo, mentre puntare a soluzioni tecnologiche innovative, anche grazie alla digitalizzazione può dare risultati molto buoni.
      Grazie ancora per l’attenzione

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