Grande traffico di droga, decine di arresti
Fiumi di cocaina tra Reggio e Modena
Colpo a organizzazioni albanesi e magrebine

12/1/2021 – La Squadra Mobile di Reggio Emilia, col supporto della direzione centrale Anticrimine della Polizia delle qusture di tre regioni ha sgominato una vasta rete che faceva capo a trafficanti di droga albanesi e magrebini, e operava prevalentemente nelle province di Reggio Emilia e di Modena.

Questa notte oltre cento tra agenti e funzionari delle Squadre Mobili di Reggio, Bologna, Cremona, Firenze, Forlì, Mantova, Modena, Parma e Torino hanno eseguito decine di arresti nell’ambito dell’operazione Trexit, coordinata dalla Direzione distretturale antimafia di Bologna e dalla Procura della città del Tricolore.

Un nascondiglio di soldi e cocaina nell’auto del corriere

Venti le misure cautelari, di cui 18 arresti per concorso in traffico di stupefacenti, eseguiti su ordine del Gip di Bologna sulla base delle indagini coordinate dal sostituto Ceroni della Dda. Nove invece le misure emesse dal Gip reggiano su richiesta del sostituto Giacomo Forte.

Nel complesso sono 26 le misure cautelari in carcere, di cui 11 nel reggiano e 2 gli arresti ai domiciliari mentre a un indagato è imposto l”obbligo di dimora. A un grosso broker della droga albanese, preso durante uno dei viaggi in Italia, il mandato di arresto è stato notificato in carcere a Belluno, dov’è detenuto.

La droga trovata nella casa del trafficante marocchino

L’operazione è stata illustrata in una conferenza stampa dal questore di Reggio Emilia Giuseppe Ferrari e dal dirigente della Mobile Guglielmo Battisti.

Il dirigente della Mobile Battisti e il questore Giuseppe Ferrari

La Trexit è collegata a due indagini sempre della Mobile reggiana del 2017 (Exit) e del 2018 (Rexit). Nel complesso, considerati anche i due spezzoni precedenti, sono stati arrestati 102 soggetti e sequestrati 301 chili di hascisc, 24, 7 chili di cocaina, 2,1 chili di eroina, 31 chili di marijuana oltre a 4 pistole detenute illegalmente, a 192 mila euro in contanti e sette auto dotate di sofisticati nascondigli a doppio fondo per il trasporto della droga. Veri gioielli di di ingegneria automotive che permettevano ai corrieri di effettuare i trasporti in quasi totale tranquillità, sino a quando non si sono imbattutti negli investigatori reggiani, che hanno fatto smontare le auto in carrozzeria per trovare i nascondigli: tre di questi mezzi sono ora in dotazione alla squadra antidroga della Mobile reggiana.

Il questore Ferrari e il dirigente Battisti hanno fra l’altro sottolineato che qiueste indagini sono nate dalle azioni sul territorio, con il contrasto allo spaccio nelle zone calde di Reggio (stazione, ex-Reggiane etc) che hanno permesso di risalire a poco a poco alle centrali del traffico, che hanno i loro vertici all’estero.

L’irruzione della Mobile nella casa del trafficante

A inondare di cocaina i territori di Reggio e Modena era nello specifico un’organizzazione che faceva capo a un boss marocchino, che comprava dai 6 ai 7 chili di polvere bianca da immettere nel mercato emiliano. Il referente era uno spacciatore magrebino incastrato dalla Polizia con una telecamera posta davanti alla sua abitazione nei pressi del casello A1 di Modena. dove smistava le consegne: in occasione del blitz avvenuto nel 2020, nella casa gli investigatori avevano sequestrato due chili di cocaina, più un altro grosso quantitativo ancora occultato nella macchina del corriere che aveva portato la droga. A rifornire i marocchini erano invece due sodalizi albanesi, tra l’altro “in concorrenza” tra di loro. I presunti capi di uno di questi erano di stanza a Modena, mentre al vertice dell’altro c’era appunto il broker albanese che entrava in Italia solo per condurre le trattative per la droga proveniente dall’Olanda: gestiva i suoi affari dall’Albania tramite una fitta rete di corrieri, che comunicavano tramite un complesso sistema di messaggi criptati. Alcuni di questi, tra cui l’unica donna coinvolta, una spacciatrice lituana, erano residenti nella Bassa Reggiana.

I marocchini compravano così tanta cocaina da riuscire a spuntare il prezzo di 29 mila euro al chilo, ritenuto dagli investigatori “molto basso” rispetto a quello corrente sul mercato illegale, che si aggira intorno ai 36 mila euro

Il questore Giuseppe Ferrari ha riferito deI vivo apprezzamento espresso dal Procuratore Distrettuale di Bologna, Giuseppe Amato, e dal Procuratore di Reggio Emilia Marco Mescolini per i risultati dell’operazione. Amato, in particolare, ha sottolineato il successo del coordinamento della Procura Distrettuale con quelle di Reggio Emilia e Modena,” frutto non solo della disponibilità personale dei magistrati, ma anche del protocollo operativo in essere che consente un ottimo contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata in regione”.

Amato e Mescolini “formulano un particolare apprezzamento nei confronti delle diverse articolazioni della Polizia di Stato (dallo SCO alle diverse Squadre Mobili coinvolte), per l’impegno, il sacrificio, la sapiente capacità di investigazione e di controllo del territorio. Il risultato concreto – attestato fra l’altro dai quantitativi di stupefacente sequestrati- è una risposta concreta alla richiesta di sicurezza da parte della collettività”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *