Giovanni e Teresa Amore, storia e fermenti di libertà
nella Reggio del ‘700. Un romanzo di Carlo Baldi

29/1/2021 – Si intitola “Giovanni e Teresa” l’ultima fatica letteraria di Carlo Baldi: un romanzo ambientato nella Reggio del secolo dei Lumi, quando già facevano capolino, pur emergendo a fatica dall’occhiuto controllo culturale e politico del Duca d’Este e dell’alto clero conservatore, i fermenti sociali che culmineranno alla fine del Settecento con la Rivoluzione francese e, a Reggio, con la nascita della Repubblica Cispadana.

Il romanzo, in libreria da pochi giorni per i tipi di Paryrus editore, anticipa la trama già nel sottotitolo: “Amore, storia e fermenti nella seconda metà del 700“.

E’ infatti storia romanzata -tuttavia basata su fatti veri e documenti, rintracciati grazie a una attenta ricerca archivistica e bibliografica – di due giovani innamorati, Giovannino figlio del conte Rocca, e Teresa figlia del popolo, e del loro amore contrastato con furia eppure indistruttibile. I ragazzi (lei aspetta un bambino da lui) sfidano le rigide convenzioni sociali dell’epoca e nonostante l’assoluta contrarietà del conte padre, si sposano in S. Prospero con uno stratagemma. Su di loro si abbatte la tempesta. Alla fine la Corte di Giustizia con una sentenza pilatesca dichiara valido il matrimonio, ma al tempo stesso condanna i due giovani sposi all’esilio da Reggio, pur imponendo al conte di mantenerli in modo decoroso sino a quando non potranno sostentarsi con i loro mezzi. La storia si chiude col ritorno a Reggio dei due sposi, in età matura, nel pieno dei moti rivoluzionari della fine del secolo.

La copertina di Giovanni e Teresa

“Giovanni e Teresa” non è solo un romanzo ben scritto e ricco di colpi di scena, ma è anche un affresco sulla Reggio settecentesca, i suoi luoghi, le chiese, le piazze i palazzi, i suoi personaggi, le sofferenze e i segreti (un capitolo è dedicato alla Massoneria), il clima culturale in ebollizione. Chi vuole avere un vivida e agile della città in quel periodo storico, non può fare a meno di leggerlo.

L’autore, nome eminente del mondo professionale ed economico reggiano, e uomo di cultura (è fra l’altro presidente della Far-Studium Regiense, da lui rilanciata negli ultimi anni), dichiara: “Il manoscritto di un frate domenicano, un po’ di ricerche storiche, per le quali sono grato anche a un amico bibliofilo, e la fantasia mi hanno aiutato nel comporre il racconto romanzato di un fatto avvenuto a Reggio Emilia nella seconda metà del Settecento”.

“La fine del diciottesimo secolo – scrive Baldi nella premessa a “Giovanni e Teresa”- è il periodo nel quale avviene, con la Rivoluzione Francese, una frattura nella storia. L’anteprima però comincia con i fermenti culturali e con i movimenti che si sviluppano durante tutto il secolo, coinvolgendo non solo Parigi e la Francia, ma anche l’Europa e in particolare l’Italia, specie in alcune città”.

Carlo b<ldi

E Reggio è fra questi centri propulsori del nuovo “un po’ per l’influenza dei messaggi che provenivano da Parigi, un po’ per l’incremento della circolazione delle mercì e delle idee, e un po’ per l’apporto culturale di alcuni giovani al seguito di Carlotta di Aglae d’Orleans, sposa di Ercole d’Este. E partecipa a questi fermenti “a ciò sollecitata anche da una situazione economica disastrosa, dove i poveri e i mendicanti rappresentavano una buona parte della popolazione ed i giovani si vedevano chiusa ogni possibilità di emergere se non erano collegati alla nobiltà o al clero. Hanno aiutato la città a ribellarsi – nota ancora l’autore – anche le Accademie e l’Università che, malgrado il controllo ducale ed ecclesiastico, hanno contribuito a formare uomini liberi di pensiero, diventati protori del cambiamento”.

Il libro è dedicato a Renzo Bagni, “esperto d’arte e valido mercante”, storico gallerista della mitica Via Roma 13 e fra i maggiori conoscitori di Ligabue. Con Renzo, scrive Baldi, “ho percorso gli anni giovanili delle pedalate con le molle nei calzoni e quelli maturi delle scampagnate tra rovi, mirtilli e ciliegi selvatici”.

Carlo Baldi vive e lavora a Reggio Emilia. Ha pubblicato fra l’altro Dialoghi in ProvenzaCultura, economia e libertà edito da Marsilio, Ciao Capellone (su Otello Sarzi Madidini) edito da Aliberti, L’Amorotto – L’attualità, la storia, la passione (Aliberti) , La balalaika e Cooperazione e reggianità (ed. Tecnograf).

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3 risposte a Giovanni e Teresa Amore, storia e fermenti di libertà
nella Reggio del ‘700. Un romanzo di Carlo Baldi

  1. Federica Rispondi

    01/02/2021 alle 10:31

    Ho letto il libro e lo consiglio vivamente! Sono contenuti tanti dati ed informazioni storiche della mia città, Reggio Emilia, della seconda metà del ‘700 di cui non ero a conoscenza e costituisce sicuramente un grande arricchimento culturale. La lettura poi è veloce e fluida

  2. Barbara Rispondi

    02/02/2021 alle 10:44

    Un bellissimo libro che ti fa entrare nei luoghi e pensieri e contrasti della Reggio settecentesca. Un tuffo nel passato a molti di noi ignoto, che affronta dissidi e contrasti anche molto attuali. Un libro da leggere in un fiato e rileggere, per approfondire e radicare le informazioni….e per vivere appieno la tribolata vicenda amorosa di Giovanni e Teresa. Lo scrittore sempre lucido, arguto e di una cultura infinita. Un libro da non perdere nelle biblioteche di famiglia.

  3. Ivan strozzi Rispondi

    13/02/2021 alle 19:35

    Lo leggerò con grande piacere per approfondire un passato a me poco noto !

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