Aemilia: Gianluigi Sarcone
si dissocia dalla ndrangheta
Pena ridotta di 5 anni in appello

25/1/2021 – Processo Aemilia: la Corte d’appello di Bologna ha ridotto di 5 anni la pena a Gianluigi Sarcone, uno dei principali imputati del processo Aemilia contro la ndrangheta reggiana ed emiliana, e lo ha condannato a 14 anni e sei mesi. La sentenza unifica con la continuazione dei reati la parte processata in primo grado col rito ordinario (definita a Reggio Emilia con tre anni e sei mesi) e abbreviato (16 anni e quattro mesi) per associazione mafiosa.

Gianluigi Sarcone

Il sostituto pg Lucia Musti aveva chiesto la pena finale di 18 anni.
    La posizione di Sarcone era stata stralciata dal filone principale dell’appello, chiuso a dicembre con 91 condanne per oltre 700 anni di carcere, dopo la ricusazione del collegio giudicante da parte dell’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Vezzadini. Gianluigi è il fratello di Nicolino Sarcone, già condannato in via definitiva e considerato il capo della cosca emiliana sgominata nel 2015.
    In una lettera inviata alla Corte Gianluigi Sarcone si è dichiarato colpevole dell’accusa di aver fatto parte dell’associazione, dal 2004 al 2015, chiedendo scusa e dicendo di volersi dissociare dal gruppo. Ha anche detto che non intende ricorrere in Cassazione, ma ha negato di essere stato un organizzatore dell’associazione, dal 2015 al 2018, durante la detenzione. Non gli sono state concesse attenuanti.

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Una risposta a 1

  1. Ridere per non piangere Rispondi

    25/01/2021 alle 22:57

    Era meglio il Sarchiapone. Almeno si rideva di gusto..

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