Esercenti disperati: “Fateci lavorare!”
Confcommercio ai sindaci:
“Contributi di liquidità, stop tassa rifiuti”

25/1/2021 – “Fateci lavorare!”: è diventato un coro di richieste, di proteste, di suppliche quello degli esercenti, vittime principali – dal punto di vista economico – delle restrizioni anti-Covid imposte dai dpcm Conte e a cascata dalle ordinanze Bonaccini e dei sindaci. E’ crescente il numero degli operatori che stanno levando la loro voce in queste ore, e non mancano i sindaci, come quello di Casalgrande, che si fanno avanti con proposte per gestire meglio la situazione. Oggi torna alla carica anche il presidente di Confcommercio Reggio, Davide Massarini, che chiede senza giri di parola la riapertura di bar e ristoranti e, ai comuni, l’erogazione di contributi di liquidità alle attività commerciali colpiti, oltre alla sospensione della tassa rifiuti.

Davide Massarini

“Dagli chef stellati come Andrea Vezzani ai sindaci Emanuele Cavallaro e Giuseppe Daviddi, in queste ore si alza un coro al quale ci auguriamo si uniscano gli altri sindaci della provincia” dichiara Massarini, che fa proprie le parole di un ristoratore: “Fateci lavorare: e se questo è chiedere troppo è forse perché non avete idea di quanto tempo, fatica, sogni, tenacia ci siano dietro al nostro lavoro” e quanti posti di lavoro siano a rischio.

“Dopo il confronto con il sindaco di Casalgrande, non possiamo che unirci all’appello di questi professionisti e dei primi cittadini del nostro territorio – aggiunge il presidente Confcommercio – Il 18 gennaio abbiamo presentato al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, la drammatica situazione dei pubblici esercizi e avanzato delle proposte concrete: riaprire almeno fino alle 18 anche in zona arancione e riaprire l’attività serale di ristorazione in zona gialla; rafforzare le misure economiche a sostegno del settore rivedendo i meccanismi di calcolo dei contributi su base annua; esentare i pubblici esercizi dal pagamento dell’Imu 2021; prolungare gli ammortizzatori sociali fino al termine del periodo di crisi; prorogare il credito d’imposta sulle locazioni commerciali e incentivare i locatori a ridurre i canoni; estendere a quindici anni il periodo di ammortamento anche dei prestiti fino a ottocentomila euro garantiti dal Fondo centrale di garanzia”.

“E’ necessario anche invertire la stessa impostazione di principio riservata in questi mesi al settore dei pubblici esercizi, vittime di un rating reputazionale massacrato dalle insinuazioni sulla sicurezza e dalla classificazione di attività non essenziali”.

Le conseguenze di queste restrizioni “non investono soltanto le attività stesse, ma penalizzano a caduta tutto il settore del commercio. Per queste ragioni facciamo appello a tutti i sindaci della provincia di erogare, come alcuni Comuni hanno fatto già, un sostegno diretto di liquidità a tutte le attività, con particolare attenzione a quelle della filiera con codici Ateco esclusi dai contributi nazionali”. Come già dichiarato dal nostro presidente provinciale Fipe, la federazione dei Pubblici esercizi aderenti a Confcommercio, Fabio Zambelli, inoltre, data l’inattività dei pubblici esercizi la tassa rifiuti dovrebbe essere sospesa o drasticamente ridotta e, aggiungo, questo invito è rivolto a tutti i primi cittadini della nostra provincia di modo che non vi siano differenze di trattamento tra un Comune e l’altro.

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