Diga di Vetto, nuovo no in Regione
La sinistra boccia risoluzione Rete civica-Lega

20/1/2021 – Clamoroso no in Regione all’invaso sull’Enza: respinta in commissione Territorio, ambiente , Trasporti, con i voti della sinistra, una risoluzione presentta dai consigliere Marco Mastacchi (Rete civica, primo firmatario)  Fabio Rainieri della Lega).

Mastacchi ha centrato il suo intervento sull’importanza dell’energia idroelettrica, “unica e vera energia pulita“, e sulla necessità di trattenere l’acqua in un territorio che produce eccellenze alimentari, ma che è anche soggetto alle alluvioni. La Giunta, ha detto Mastacchi, “non ha una strategia precisa sull’idroelettrico, non si sa se lo vuole o meno”. In particolare, il consigliere di Rete civica, ha chiesto alla Giunta di “attivare un tavolo di confronto regionale per dare seguito allo studio di fattibilità per un invaso sul torrente Enza, che recupera l’idea della realizzazione della diga di Vetto, sciogliendo le riserve e attivando l’iter per la costruzione”. Inoltre, per il consigliere “vanno sospesi i termini delle dismissioni delle dighe Lago Verde e Lago Ballano (nel parmense), perché legate alla tradizione delle nostre montagne e rappresentano un’occasione di sviluppo e occupazione in zone montane e per realizzare energia pulita, oltre a promuovere invasi utili in caso di emergenze idriche”.

Il fiume Enza durante una piena

Il territorio montano interessato è quello tra Parma e Reggio Emilia. Secondo Rainieri, “la Regione, che ha un programma ambizioso di tutela dell’ambiente e di svolta green non può non accogliere questa risoluzione. Un impegno ribadito nell’ultima campagna elettorale. E in Aula eravamo stati invitati dalla maggioranza a portare questo impegno in commissione per discuterne. Lo stesso Bonaccini aveva detto che la diga di Vetto è una priorità”.

Il consigliere Andrea Costa (Pd) ha sottolineato la necessità sì di risolvere i problemi dei territori ma anche quella di rispettare alcuni passaggi normativi: “Per discutere di invasi di media e grande dimensioni, secondo le norme Ue, è necessario aver compiuto interventi di manutenzione straordinaria su infrastrutture minori. Se non si fa, ogni nuovo invaso non avrà autorizzazioni nazionali”. Il consigliere Pd ha poi elencato una serie di interventi che la Giunta ha attuato da tempo: “l’Autorità di bacino ha realizzato uno studio di 300mila euro, finanziato dalla Regione, sulle criticità idriche future dei territori. La Regione da tempo esegue interventi straordinari utili alla conservazione e all’aumento della portata di acqua di alcuni corsi. Attualmente, sono in corso 42 interventi in regione finanziati con 220 milioni di euro per aumentare la capacità degli invasi di 16,5 milioni di metri cubi, che si traducono in più acqua per 46,5 milioni di metri cubi”.

Igor Taruffi (Emilia-Romagna Coraggiosa) ha risposto a Rainieri: “Ero relatore della legge sulle centrali idroelettriche e non ho mai detto di voler approvare atti successivi. Questa discussione va inserita nel piano energetico regionale”.

Il consigliere Emiliano Occhi (Lega) ha sostenuto, infine, di essere a conoscenza delle normative “ma che l’invaso serve comunque, come ha affermato anche l’Autorità di bacino. Siamo in una fase in cui non si può più tergiversare. Le sfide devono essere affrontate. Tutti – Autorità, Comuni, associazioni – erano convinti di andare avanti”.

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4 risposte a Diga di Vetto, nuovo no in Regione
La sinistra boccia risoluzione Rete civica-Lega

  1. Lino Franzini Rispondi

    20/01/2021 alle 19:56

    Fino a quando in Regione a prevalere non è l’interesse dell’agricoltura, di produrre energia pulita, di evitate le esondazioni di dare lavoro e sviluppo ai paesi montani ma fare l’interesse dei petrolieri e del business del pompaggio delle acque di falda l’invaso di Vetto non si farà mai; si farà quando sarà troppo tardi, quando qualcuno dirà che non si possono più mangiare le microplastiche usate per irrigare, ma per poter usare le acque di vetto servono circa 10 anni, sufficiente a far morire l’agricoltura

    • Fausto Poli Rispondi

      20/01/2021 alle 20:53

      Bravissimo!

      Basterebbe una legge sulla responsabilita’. Una legge nazionale. Cosa ne pensa ? Non saro’ un politico di lunga data, ma questa e’ una buona idea. Poi chiaramente, dovrebbe prevalere l’interesse per i cittadini. Invece la casta politica amministra i nostri soldi come gli va. Messe in cantiere tante opere ma nel cassetto. Buona serata.

  2. carlo baldi Rispondi

    21/01/2021 alle 10:38

    Si parla tanto che occorrono progetti importanti con una visione nel lungo periodo. La diga non potrebbe rappresentare uno di questi , con effetti per l’energia pulita, per il turismo e per la riserva di acqua ? Tra l’altro i fondi europei che stanno per arrivare non sono per questi scopi ? E’ un’occasione unica.Come sempre si vive dell’oggi senza porsi il problema di un salto di qualità per il domani Continua il calvario dei Grisanti dell’800.

  3. stefano Rispondi

    22/01/2021 alle 16:38

    il problema e’ una classe politica meno lungimirante della popolazione che amministra, considerato il fatto che i componenti di essa nel mondo del lavoro reale avrebbero probabilmente possibilita’ di far carriera pari a zero!!!

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