Che non si sappia in giro
Scontro all’Ordine avvocati sul caso Mescolini : un verbale con sette pagine bianche

DI PIERLUIGI GHIGGINI

Il sito dell’Ordine degli Avvocati ha pubblicato – nella sezione amministrazione trasparente – il verbale della seduta del Consiglio del 21 dicembre, quella dove è esplosa la crisi che ha provocato le dimissioni della maggioranza dei consiglieri e lo scioglimento automatico del Consiglio stesso e la decadenza della presidente Celestina Tinelli.

Nei giorni scorsi il Consiglio Nazionale Forense ha nominato commissario a Reggio l’avvocato Giovanni Berti Arnoaldi Veli, già presidente dell’Ordine a Bologna, che dovrà convocare le nuove elezioni del consiglio entro 120 giorni.

Il 21 dicembre all’ordine del giorno del COI c’era anche e soprattutto la richiesta di spiegazioni alla presidente Celestina Tinelli a proposito della sua audizione al Csm sul procedimento per incompatibilità ambientale a carico del procuratore di Reggio Marco Mescolini. Audizioni di cui l’ex presidente non aveva dato alcun cenno ai Consiglio. Tuttavia Tinelli ha disposto la segretazione della discussione, “vista la normativa vigente in Csm che in ordine alle sedute delle commissioni prevede l’assoluta riservatezza“.

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Il risultato è è che il verbale, sul punto specifico, è irto di omissis: solo sette pagine bianche, tutte col timbro e la parola “OMISSIS”, oltre a due sigle. Se gli iscritti all’ordine aspettavano di sapere qualcosa sulla madre di tutte le crisi, esondata nella seduta prenatalizia, sono rimasti con l’amaro in bocca. L’ultimo atto della presidente Tinelli sono gli “omissis”, vale a dire il silenzio assoluto sulla discussione-chiave che ha portato allo scioglimento del Consiglio.

C’è già chi discute se quel verbale sia pienamente legittimo: si osserva che il dovere di riservatezza sui lavori della Prima commissione del Csm che ha raccolto le dichiarazioni di Tinelli, non impone affatto un silenzio da corte bizantina sull’ intera discussione in consiglio, su cosa si siano detti con franchezza l’ex-presidente e i membri che alla fine l’hanno sfiduciata.

Sul tema si attendono i commenti degli specialisti , per dirla con Umberto Eco, della tetrapilectomia.

Ma è chiaro che la consigliatura forense reggiana si è conclusa nel segno dell’oscurità e dello sbarramento opposto a una sufficientemente ampia informazione agli associati. I quali si devono accontentare della fragorosa dichiarazione alla stampa della ex presidente e di quelle, sul filo di una buona educazione di altri tempi, dei consiglieri dimissionari.

A conferma del fatto che l’affare Mescolini scotta, e politicamente è una bomba, anche alla luce delle nuovissime parole di Palamara: “Penso alla nomina del procuratore di Reggio Emilia MarcoMescolini, fortemente sostenuto dal Pd locale“.

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