Strage di Ustica, anche i viaggi nel tempo in tv
per vendere la vulgata delle fake
I piloti morti a Ramstein e l’interrogatorio impossibile
del giudice Priore: un’altra perla di Purgatori

DI GABRIELE PARADISI *

Gabriele Paradisi

9/12/2020 – La puntata di Atlantide su La7 andata in onda mercoledì 24 giugno 2020 e intitolata «Ustica, 40 anni di bugie» – mai titolo fu più appropriato – continua ad essere fonte di ispirazione per tentare di compiere un’opera di vera e propria contro-disinformazione. Nei paesi anglosassoni si usa il termine “watchdog” – cane da guardia – per indicare quegli osservatori indipendenti che monitorano le notizie pubblicate, per verificarne la correttezza, la veridicità e denunciare, laddove accade, le falsità e le manipolazioni dei fatti.

A guardare quanto è stato scritto, anzi propalato, dal nostro giornalismo di punta negli ultimi 40 anni sulla vicenda di Ustica ma non solo, credo che resterebbe ben poco da salvare.

La cosa che più di tutte fa indignare è constatare come, grazie a questo giornalismo truffaldino che ha prodotto e supportato “verità” di comodo per tanti, si sia creato intorno ad esso un teatro, nel vero senso della parola, che alimenta e sostiene realtà fasulle.

A questa rappresentazione partecipano, con ogni probabilità inconsapevolmente e in buona fede, anche personaggi al di sopra di ogni sospetto, grandi artisti, esponenti della cultura che, grazie alla loro autorevolezza e credibilità, contribuiscono a radicare sempre più nell’opinione pubblica uno scenario tutt’altro che dimostrato, molto spesso dichiaratamente falso.

Andrea Purgatori

Un piccolo esempio, che però è emblematico per dimostrare ciò che ho appena chiosato, si può cogliere nel suo splendore al minuto 1:07:21 della puntata di Atlantide, quando Purgatori affronta il tema degli “strani” incidenti e suicidi che hanno riguardato persone che a vario titolo sono riconducibili alla vicenda di Ustica. Ascoltiamo le parole di Purgatori.

L’INTERROGATORIO IMPOSSIBILE DI ROSARIO PRIORE (SECONDO PURGATORI)

«Ma eravamo rimasti a quell’F104 biposto che sull’Appennino tosco-emiliano incrocia a vista il DC9. Su quell’F104 c’erano due capitani piloti istruttori Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Per capire che cosa accadde e perché avessero lanciato quell’allarme, il giudice istruttore Rosario Priore aveva deciso naturalmente di interrogarli ma non fece in tempo perché il 28 agosto del 1988 purtroppo entrambi, che erano passati alla pattuglia delle Frecce tricolori, alla squadra acrobatica delle Frecce tricolori, si scontrarono uno con l’altro durante una esibizione nel cielo di Ramstein in Germania, che peraltro provocò anche una settantina di morti tra gli spettatori che assistevano a quella esibizione. E sono due di almeno 15 morti su cui si è indagato a lungo, su cui anche il giudice Priore ha indagato a lungo. Incidenti e suicidi strani; suicidi che appunto risultano tutti nella sentenza-ordinanza».

Sul finire della lunga trasmissione, viene mandato in onda un documentario nel corso del quale [al minuto 2:50:08] si torna a rievocare la vicenda di Ramstein con queste esatte parole:

«Nelle sue indagini Priore si trova sempre più in un vicolo cieco. Alla reticenza della Nato, degli eserciti e dei governi, si aggiunge la spaventosa serie di morti tra i potenziali testimoni […] Tra i potenziali testimoni figurano anche i piloti delle Frecce tricolore Mario Naldini e Ivo Nutarelli. Come confermato dalla Nato anni più tardi, i due piloti si sarebbero trovati in volo sui loro aerei a poca distanza dal DC9 la sera dell’incidente e avrebbero lanciato per ben due volte l’allarme aereo. Il 28 agosto 1988 i due hanno perso la vita durante uno spettacolo aereo a Ramstein in Germania. Una settimana dopo i due piloti avrebbero dovuto testimoniare davanti al giudice Priore sugli avvenimenti del 27 giugno 1980. Un ulteriore contraccolpo nelle indagini sul caso di Ustica. Anche le circostanze dell’incidente di Ramstein sono ancora oggi poco chiare».

A RAMSTEIN FU UN ERRORE UMANO, E ROSARIO PRIORE INDAGO’ SU USTICA SOLO DUE ANNI DOPO

Bene. Cosa ci sia di poco chiaro nel tragico incidente di Ramstein rimane da capire. Si è trattato certamente di un errore umano.

La figura acrobatica che si stava effettuando, denominata “cardioide”, prevede che la squadriglia si divida in due gruppi, uno di cinque e l’altro di quattro aerei, i quali dopo aver disegnato nel cielo due grandi curve si incrociano volando parallelamente alla pista. In quel preciso momento l’aereo solista, che quel giorno era guidato da Nutarelli, avrebbe dovuto arrivare perpendicolarmente, inserirsi tra i due gruppi un attimo dopo l’incrocio. Probabilmente arrivando con un leggerissimo anticipo, Nutarelli colpì l’aereo del capoformazione Naldini e quello del terzo pilota deceduto, Giorgio Alessio.

La tragedia di Ramstein: lo scontro in volo

Se l’incidente di Ramstein può essere tecnicamente spiegato, risulta difficile comprendere le affermazioni di Purgatori, se non ritenendo possibili i viaggi nel tempo o, molto più semplicemente, ammettendone l’assoluta natura menzognera.

L’incidente di Ramstein è del 28 agosto 1988. Il giudice istruttore Rosario Priore subentrò nell’inchiesta a Vittorio Bucarelli il 27 luglio 1990, cioè a quasi due anni dalla scomparsa dei due piloti. Come poteva quindi Priore aver deciso di interrogarli?

Mario Naldini

Non è ammissibile qui parlare di sciatteria, così come non è concepibile che chi pretende di aver indagato da 40 anni su questa strage, possa incorrere in errori così pacchiani.

Ma tutto fa brodo. All’opinione pubblica si può continuare a propinare bugie e falsità, purché servano a sostenere l’impianto. E a dimostrazione di ciò è sufficiente ascoltare il duetto [al minuto 1:52:02] tra Purgatori e la presidente Bonfietti dove, dopo aver ribadito la “Verità” – assodata senza dubbio alcuno – si indica esattamente che cosa si deve continuare a fare per sostenerla.

Ramstein: i resti delle Frecce Tricolori

IL DUETTO PURGATORI-BONFIETTI

PURGATORI: “Daria Bonfietti, questa verità che ha a che fare con lo scenario di guerra l’abbiamo accertata, ma il resto della verità, cioè i responsabili, le omissioni, i silenzi dei Paesi alleati, si riusciranno a superare?

BONFIETTI: “Si riusciranno a superare, io credo, se ancora una volta noi che come Associazione continueremo questa battaglia troveremo al nostro fianco e i giornalisti e i media e i cittadini italiani e gli uomini delle istituzioni che davvero cerchino di comprendere quanto inevitabile sia oggi ormai consegnarci la verità“.

Ecco, appunto. Giornalisti e media, tanto per cominciare…

I resti del Dc9 al Museo della Memoria di Bologna

*Gabriele Paradisi è un ingegnere, scrittore e giornalista esperto in terrorismo internazionale. Con Gian Paolo Pelizzaro ha fra l’altro realizzato nel 2020 l’inchiesta sui misteri della strage di Bologna pubblicata da Reggio Report.

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Una risposta a 1

  1. B eei e ba ba Rispondi

    10/12/2020 alle 09:57

    Parliamo della merda del passato per non parlare di quella presente?
    Capisco.

    Si rischia la pelle.

    Anche per la passata figuriamoci quella presente viva e vegeta…

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