Truffa pulizie all’ospedale di Cosenza
Arrestati quattro dirigenti Coopservice
Sequestri preventivi per oltre 3 milioni

22/12/2020 – Quattro dirigenti Coopservice arrestati per presunta maxitruffa ai danni dell’ospedale di Cosenza, dove il colosso cooperativo reggiano ha in appalto il servizio di pulizia. Eseguito anche un sequestro preventivo di oltre 3 milioni di euro, mentre il legale rappresentante di Coopservice, Roberto Olivi, sarà interrogato dal Gip, che dovrà decidere o meno sulle misure cautelari richieste dalla Procura cosentina.

La truffa ai danni dell’Azienda ospedaliera di Cosenza è stata scoperta da Carabinieri e Guardia di Finanza che hanno eseguito l’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Cosenza,.

Agli arresti domiciliari nel corso dell’operazione condotta da Carabinieri e Guardia di Finanza, sono finiti Gianluca Scorcelletti, 54 anni, originario di Pesaro, Fabrizio Marchetti, 47 anni, di Roma, Salvatore Pellegrino, 53 anni, di Catanzaro, e Massimiliano Cozza, 48 anni, di Cosenza. A carico di un’altra persona, Monica Fabris, 56 anni, di Mirano (Venezia ), un provvedimento di sequestro. I militari hanno anche eseguito un sequestro preventivo per equivalente per un importo complessivo di 3.092.416,04 euro. Tutti sono funzionari o dirigente del colosso Coopservice di Reggio Emilia, che ha l’appalto delle pulizie dell’ospedale cosentino. I reati ipotizzati a vario titolo sono di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture.

Nello stesso procedimento la Procura di Cosenza ha richiesto nei confronti di cinque, fra funzionari e dirigenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, l’applicazione della misura interdittiva dal pubblico ufficio per i reati di abuso di ufficio e falso in atto pubblico, su cui il Gip, ai sensi dell’art.289 cpp, si è riservato di decidere dopo gli interrogatori degli indagati. La Procura ha richiesto nei confronti della società, ai sensi di quanto disposto dal decreto legislativo 231/2001, l’adozione di misure cautelari, sequestro di somme di denaro nonché declaratoria di incapacità a contrarre con la Pubblica Amministrazione, su cui il Gip si è riservato di decidere, all’esito del già disposto interrogatorio del legale rappresentante di Coopservice, che è il presidente Roberto Olivi.

L’indagine ha avuto inizio nell’aprile 2018 dopo che la Procura aveva disposto un’ispezione igienico-sanitaria nei locali dell’Ospedale, eseguita dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Cosenza e del N.A.S. Carabinieri di Cosenza, unitamente a personale dello SPISAL di Catanzaro e dall’Ispettorato Territoriale Regionale del Lavoro di Reggio Calabria. In quella sede erano emerse” gravissime carenze igienico-sanitarie, tanto da determinare il sequestro di alcuni locali, sale operatorie e reparti ospedalieri. Le problematiche rilevate determinavano la Procura a disporre un approfondimento investigativo sul rispetto delle condizioni contrattuali del bando di gara del 4 maggio 2012, indetto dalla Regione Calabria in relazione ai “Servizi di pulizia e servizi integrativi” presso l’Azienda Ospedaliera di Cosenza”.

L’ospedale dell’Annunziata di Cosenza

L’ulteriore attività investigativa è stata delegata ed eseguita dai Finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria e dai Carabinieri della Compagnia di Cosenza, con il contributo dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e della Vigilanza Ispettiva dell’INPS di Reggio Calabria.  

Sarebbe emerso un “quadro allarmante” soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario, “a causa dell’assoluta inadeguatezza, sia sul piano quantitativo che qualitativo dei servizi svolti dalla società affidataria dell’appalto.” A ciò sarbbe aggiunto “l’indebito arricchimento per la società realizzato attraverso le condotte degli indagati, destinatari di misura cautelare personale, nei loro ruoli di referenti locali e dirigenti nazionali della società, aggiudicataria dell’appalto delle pulizie, che, mediante artifici e raggiri consistiti nell’aver prodotto dati non veritieri, sono riusciti ad ottenere il pagamento di ore di lavoro relative a servizi integrativi e complementari mai effettuate per un ammontare di 3.092.416,04 euro“.

Particolarmente impegnativa per gli investigatori la ricostruzione dei complessi meccanismi contabili e procedurali, attraverso i quali si è realizzato l’illecito arricchimento. In tale attività, si è rivelato particolarmente prezioso il contributo dell’Ispettorato Territoriale Regionale del Lavoro e della Vigilanza Ispettiva INPS di Reggio Calabria, che hanno analizzato manualmente, lavoratore per lavoratore, i dati estrapolati dalle banche dati informative dell’INPS e dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che venivano comparati con quelli previsti da contratto e le ore pagate dall’Azienda pubblica. Ne è emerso un’evidente sproporzione tra le ore di lavoro effettuate dai dipendenti della ditta appaltatrice e quelle effettivamente pagate dall’Azienda Ospedaliera.

Le attività investigative, sviluppatesi con intercettazioni telefoniche, copiose acquisizioni di documentazione, escussione a sommarie informazioni del personale medico e degli addetti alle pulizie, attività condotte dai Carabinieri della Compagnia di Cosenza, corroborate da puntuali riscontri contabili e approfondimenti sul contratto stipulato e sui successivi atti amministrativi adottati, a cura dei Finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, “hanno consentito di far luce su ulteriori comportamenti penalmente rilevanti a discapito dell’intera comunità che si è ritrovata ad avere i locali dell’ospedale non adeguatamente puliti, per l’inadeguatezza ed insufficienza delle risorse impiegate oltre che per la carente attività di controllo”.

Agli atti dell’indagine “sono innumerevoli le segnalazioni redatte dei primari dei vari reparti dell’ospedale che contestavano la qualità del servizio reso”. In particolare, gli accertamenti svolti hanno evidenziato come le prestazioni di servizi di igiene e cura alla persona rese dalla società privata presso gli Ospedali cosentini, di competenza del personale “OSS”, di fatto venivano svolte, anche da personale addetto alle pulizie. Ne consegue che personale assunto per espletare servizi di pulizie veniva, almeno in parte, destinato a servizi di assistenza ai degenti, in spregio alle norme di igiene ed in violazione altresì delle norme contenute nel Codice degli appalti che prevedevano l’instaurarsi di un diverso iter amministrativo.

Da un’accurata ricostruzione delle prestazioni pagate per servizi mai resi, da agosto 2014, data di avvio delle condizioni di appalto, a novembre 2018, è stato possibile quantificare l’importo illecitamente sottratto di 3.092.416,04 euro. A questa somma va aggiunta quella ulteriore di circa 1.300.000 euro, determinata da fatture, non ancora pagate, in ordine alle quali la società ha avanzato azione civile esecutiva nei confronti dell’Azienda ospedaliera.

Parallelamente, è stata riscontrata anche una responsabilità “per gli stessi pubblici ufficiali che, senza controllare in alcun modo l’effettività delle prestazioni rese e neppure la documentazione a supporto dello svolgimento dei servizi espletati, hanno liquidato le fatture per servizi non resi”. La Procura di Cosenza ha perciò ritenuto che il comportamento, penalmente sanzionabile, dei funzionari e dirigenti pubblici indagati, sia nella fase di contrattazione e predisposizione dell’appalto, sia nella esecuzione dello stesso, sia essenziale ed imprescindibile ai fini della realizzazione dell’illecito arricchimento in contestazione e che gli elementi accusatori al riguardo siano gravi, univoci e concordanti, tanto da avanzare la richiesta interdittiva su cui il Gip, all’esito del già disposto interrogatorio, dovrà pronunciarsi.

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3 risposte a Truffa pulizie all’ospedale di Cosenza
Arrestati quattro dirigenti Coopservice
Sequestri preventivi per oltre 3 milioni

  1. Fausto Poli Rispondi

    22/12/2020 alle 14:34

    Mi spiace che chi ha la gestione di pulizie in strutture sanitarie, debba disinteressarsi dei pazienti ricoverati. Una notizia inquietante in un giorno che dovrebbe precedere serene vacanze natalizie.

  2. fausto poli Rispondi

    22/12/2020 alle 15:27

    Buone feste alla redazione !!!!

  3. Alfredo Pelchini Rispondi

    04/02/2021 alle 09:56

    non avevo dubbi!!!!! Era solo questione di tempo!!!!! un managment diciamo allegro ,incompetente, andrebbe completamente azzerato …..in un azienda di brave persone e lavoratori perbene. Alfredo Pelchini ex dipendente attualmente Assessore LL.PP.e Urbanistica Comune di SAN GREGORIO DA SASSOLA /ROMA CITTA? NMETROPOLITANA DI ROMA,

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