Reggio intitola una piazza a Zamberletti , politico Dc e fondatore della Protezione Civile
Ma resta l’indegno stop a Norma Cossetto

30/12/2020 – Reggio Emilia ricorda la figura di Giuseppe Zamberletti, ideatore e fondatore della Protezione civile italiana, intitolandogli un piazzale del quartiere San Pellegrino. Lo ha deliberato la giunta comunale, riconoscendo il ruolo centrale e decisivo di Zamberletti, scomparso nel gennaio 2019, a favore della comunità nazionale sul tema della risposta alle grandi emergenze.

Anche se l’amministrazione e il Pd non riusciranno a farsi perdonare il blocco dell’intitolazione di una via alla martire istriana Norma Cossetto (stop indegno nel metodo e nel merito, e che indegnamente persiste), non può che trovare tutti d’accordo la decisione di rendere omaggio a una figura nobile come Zamberletti, che seppe affrontare con alte capacità di governo e autentico spirito di servizio al Paese le tragedie dei terremoti in Friuli, in Irpinia e della nube radioattiva di Chernobyl.

L’iniziativa – fa sapere il Comune – vuole essere anche un nuovo ‘grazie’ alla Protezione civile per lo straordinario impegno profuso, ancora una volta, nel corso della pandemia da Coronavirus.

Il piazzale di Reggio Emilia che sarà intitolato a Zamberletti si trova nella prima laterale destra di via Rosa Luxemburg.

GIUSEPPE ZAMBERLETTI

La carriera politica di Giuseppe Zamberletti (Varese, 17 dicembre 1933 – 26 gennaio 2019) fu, fin dall’inizio, incentrata nel settore della sicurezza pubblica, sul tema della prevenzione dei disastri e sulla risposta alle emergenze. Parlamentare dal 1968, eletto nelle file della Democrazia cristiana, fu sottosegretario nel quarto e quinto governo Moro (dal 1974 al 1976) e nel terzo governo Andreotti (dal 1976 al 1978), con delega per la Pubblica sicurezza e per il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e Protezione civile. Nel primo e secondo governo Cossiga (1979-1980) fu sottosegretario agli Affari esteri.

Nel 1979, su delega governativa, si occupò del salvataggio dei Boat people, circa 2.000 profughi in fuga dal Vietnam occupato dal regime comunista del Vietnam del Nord.

La sua prima grande sfida professionale fu il terremoto del Friuli nel 1976, che gestì in qualità di commissario delegato del governo presieduto da Aldo Moro, ideando un efficace sistema di assistenza alla popolazione e di ricostruzione, realizzato in stretta collaborazione con le istituzioni regionali e locali. Commissario straordinario del terremoto in Irpinia e successivamente dei terremoti verificatisi in Campania e Basilicata, si rese conto della necessità di predisporre e realizzare un sistema sempre più strutturato e integrato di Protezione civile, per coordinare e organizzare al meglio la macchina dei soccorsi e dell’assistenza alla popolazione. Questa intuizione si concretizzò nel 1982 quando, da ministro della Protezione civile, istituì il Dipartimento della Protezione civile nazionale.

Nel governo Spadolini fu nominato Alto commissario presso il ministero dell’Interno per la predisposizione degli strumenti amministrativi e normativi necessari ad attuare il coordinamento dei servizi concernenti la Protezione civile. Fu poi ministro per il coordinamento della Protezione civile nel secondo governo Spadolini, nel primo e secondo governo Craxi e infine nel sesto governo Fanfani, nel quale rivestirà anche la carica di ministro dei Lavori pubblici.

Deputato fino al 1987, fu eletto senatore dal 1992 al 1994, dove entrò a far parte della Commissione Difesa. Il 24 febbraio del 1992 viene promulgata la legge che istituisce e regola il Servizio nazionale della Protezione civile.

Il 21 maggio 1996 gli fu conferita dal presidente della Repubblica Scalfaro l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica italiana.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Reggio intitola una piazza a Zamberletti , politico Dc e fondatore della Protezione Civile
Ma resta l’indegno stop a Norma Cossetto

  1. valorizziamo la città Rispondi

    30/12/2020 alle 19:34

    Mi sta bene valorizzare i politici, quale Zamberletti, ma pensiamo anche ad artisti e letterati, possibilmente reggiani:
    Silvio D’Arzo, Borciani del quartetto, per esempio.
    Cosa tardiamo poi ad organizzare un percorso dantesco: il ’21 è domani ed ancora Reggio non risulta abbia preparato nulla. Eppure Dante si fermava da Guido da Castello della famiglia dei Roberti ( XVI canto Purgatorio), oltre che attraversare il nostro Appennino e salire sulla Pietra di Bismantova Quasi per certo ha letto il Liber figurarum, che si trova a Reggio e che gli è servito per le pagine finali del Paradiso( leggi studi di Mons. Tondelli e ricercatrici di Oxford).
    Perchè direttore non solleviamo il problema. Qui si dorme! Si parla dell’Ariosto con la sistemazione del Mauriziano dopo quattro anni che è stata celebrato il 500mo anniversario dell’uscita dell’Orlando Furioso! Per Dante sarà come sopra ?=

  2. Convien che uom voli Rispondi

    30/12/2020 alle 20:40

    D’Arzo? Borciani? Dante? Lei chiede troppo, caro signore. Il massimo per la masnada di incolti al governo sono quattro strimpellatori alle finestre: ce la faremo, ce la faremo!, naturalmente pagati con soldi pubblici. Se avessero un minimo non dico di cultura, ma di fiuto, solo col Liber Figurarum avrebbero fatto le fortune turistiche di Reggio. Ma già, parliamo di un quasi eretico… Auguri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *