Reddito di cittadinanza, dichiarato il falso
Denunciati otto stranieri di Guastalla

29/12/2020 – La Polizia Locale della Bassa Reggiana ha denunciato otto persone per avere indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. L’attività degli agenti del Corpo Unico è stata eseguita con la collaborazione dell’Ufficio Demografico del Comune di Guastalla ed è scaturita dai controlli effettuati al fine di verificare l’esistenza delle condizioni che legittimano i soggetti alla fruizione del beneficio.

Il reddito di cittadinanza – precisa una nota dell’Unione Bassa Re3ggiana – spetta solo in presenza di determinati requisiti, autocertificati dai richiedenti, i quali hanno diritto alla corresponsione del beneficio anche nelle more degli accertamenti.

L’attività investigativa condotta ha consentito di appurare che, in queste circostanze, quanto dichiarato dai percettori del reddito di cittadinanza nelle istanze presentate all’INPS non corrispondeva alla loro situazione reale. 

Le 8 persone denunciate, tutte straniere residenti o domiciliate a Guastalla, pur di ottenere l’accesso al beneficio hanno autocertificato qualità proprie o dei propri familiari non rispondenti al vero.

Camilla Verona, sindaco di Guastalla e presidente Unione Bassa Reggiana

Nella maggior parte dei casi i soggetti avevano falsamente dichiarato di essere residenti in Italia da almeno 10 anni, in un caso una persona ha rivendicato il possesso di un titolo di soggiorno che non aveva, condizione essenziale per ottenere l’erogazione del beneficio, e in un altro caso ancora il soggetto è risultato essere arrivato in Italia successivamente all’emanazione del Decreto Legislativo che ha istituito il beneficio. 

Tutti hanno percepito, quindi, indebitamente l’assegno e per questo motivo sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia per il reato punito dall’art. 7 del D.L. n. 4/2019 che prevede la reclusione da due a sei anni per coloro che, al fine di ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza, utilizzano dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omettono informazioni dovute.

Contemporaneamente sono state inoltrate al competente ufficio INPS le segnalazioni previste per l’interruzione immediata dell’erogazione del reddito non dovuto ai soggetti controllati e per l’avvio delle procedure per il recupero delle somme indebitamente percepite.

“Quanto accaduto  – dichiara Camilla Verona, presidente dell’Unione Bassa Reggiana – testimonia l’impegno quotidiano del Corpo Unico nello svolgimento della propria attività istituzionale volta anche a contrastare fenomeni di accesso a benefici da parte di chi non ne ha diritto, che generano un danno economico e distraggono risorse pubbliche che potrebbero essere destinate a favore di coloro che ne hanno effettivamente bisogno”.

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