Piantagione di marijuana a San Polo: due parenti calabresi arrestati a Platì

12/12/2020 – Due parenti calabresi, uno di 50 e l’altro di 30 anni, sono finiti nei guai per la piantagione di marijuana scoperta dai carabinieri di San Polo d’Enza nel mese di agosto, nel bosco di una zona impervia delle colline della Val d’Enza , dove crescevano in modo rigoglioso una ottantina di piante curate con un moderno sistema irriguo a goccia.

La piantagione di S. Polo

I due proprietari della piantagione, sono stati identificati grazie a pazienti appostamenti e alle foto trappola sistemate in loco dai carabinieri. Il sostituto procuratore di Reggio Maria Rita Pantani, condividendo con le risultanze investigative dei carabinieri sampolesi ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale un’ordinanza di custodia cautelare in regime di arresti domiciliari che questa mattina è stata eseguita dai carabinieri di San Polo d’Enza, in collaborazione con i colleghi del Nucleo operativo di Castelnovo Monti e con Stazione Carabinieri di Platì (Reggio Calabria) che hanno arrestato i due calabresi con l’accusa di concorso in detenzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Accusa a cui si deve aggiungere, per il solo 50enne calabrese, anche quella di furto aggravato per aver, al fine di irrigare la piantagione, sottratto un quantitativo importante (non meno di circa 1800 euro l’anno) di acqua potabile di proprietà di IRETI SPA con l’aggravante della violenza sulle cose avendo tagliato la tubatura.

La marijuana è risultata avere un principio attivo di THC equivalente a circa 8.000 dosi medie, nonostante le piante siano state sequestrate ben prima della loro maturazione.

 La scoperta della piantagione alla fine del mese di agosto quando i carabinieri di San Polo d’Enza, nel corso di un servizio di controllo del territorio, individuavano in località Casa Rotta, in una zona impervia della collina sampolese, di proprietà di un terzo soggetto completamente estraneo ai fatti, la piantagione composta da 76 piante di marijuana, occultate nel fitto del bosco ove erano statericavate delle radure. Per oltre un mese i carabinieri davano corso a mirati servizi di appostamento e osservazione della piantagione, anche servendosi di foto-trappole.

La rigogliosa piantagione di San Polo

Tale attività portava a individuare due soggetti che, in più occasioni, erano stati immortalati nell’atto di coltivare la piantagione bene organizzata e dotata, come detto, di impianto di irrigazione goccia a goccia. Alla fine del mese di settembre, dopo oltre un mese di servizi i carabinieri procedevano al sequestro della un peso complessivo di circa 50 kg ed all’individuazione di una seconda radura -ove erano presenti altre 61 buche che evidentemente avevano ospitato altrettante piante, oltre al dissotterramento dell’intero impianto di irrigazione lungo oltre 600 metri e interrato a decine di centimetri sotto la superficie. Il tutto individuato grazie anche ai droni utilizzati per effettuare dei rilievi aerei dell’impervia zona boschiva.

In prima battuta i carabinieri indirizzavano le attenzioni investigative nei confronti di un calabrese 50enne residente a Reggio Emilia. I sospetti circa la corretta individuazione del contadino sono stati definitivamente confortati dalle indagini comparative compiute dalla sezione fotografica del Ris di Parma. . Le successive risultanze investigative sulla cerchia delle frequentazioni e parentele del 50enne portava a indirizzare le attenzioni investigative nei confronti di un altro calabrese di 30 anni: era il secondo soggetto immortalato dalle foto-trappole così come anche confermato dalle indagini tecniche del RIS di Parma.

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