La guerra di via Tito
In pochi giorni la strada ha cambiato nome tre volte
E spunta un sacrario a Norma Cossetto

9/12/2020 – A Reggio Emilia è scoppiata la guerra di via Tito. In pochi giorni la strada del Foscato intitolata in altri tempi al dittatore comunista della Jugoslavia, e che continua a sopravvivere nonostante la dissoluzione dello Stato comunista balcanico, ha cambiato nome almeno tre volte.

L’ultimo blitz questa sera questa alle 17,30, con i militanti di Progetto Nazionale che sotto la targa di via Josip Broz Tito hanno installato una grande fotografia della martire istriana Norma Cossetto, con un mazzo di fiori e la frase “Nel silenzio e nella negazione, i martiri italiani muoiono ogni giorno“.

La foto di Norma sotto la targa di via Tito

Progetto Nazionale ha rivendicato l’azione sottolineando che “Norma rappresenta il simbolo di tutte quelle donne che negli anni della guerra civile furono oggetto di violenza e soprusi da parte dei seminatori di odio, che ancor oggi trovano spazio nelle sedi istituzionali di vari livelli.
Nel 2020 l’ odio nei confronti di questa donna, così come di altre figure, sembra non essersi ancora estinto”.

Ma, dicevamo,altre azioni hanno preceduto l’installazione del piccolo sacrario, con tanto di fiori, sotto la targa di via Tito.

L’altro ieri, sempre nella via Tito reggiana è apparso uno striscione firmato Casa Pound che ha simbolicamente cambiato l’intitolazione in via Norma Cossetto.

Ma la notte del 3 dicembre i primi a cambiare l’intitolazione della via erano stati i giovani del neonato Movimento Nazionale che avevano coperto molto artigianalmente la targa stradale di via Tito con fogli “via Norma Cossetto“.

Tuttavia l’azione dimostrativa è durata poche ore: al mattino qualcuno è andato a ripulire la targa di via Tito, annunciando poi il “ripristino” nella pagina facebook di Tennent’s Ted. Annuncio peraltro infarcito di frasi minacciose all’indirizzo dei “ratti fascisti“: “A Reggio è l’ora di piantarla, questi ratti a questo punto devono essere messi in condizione di non portare più revisione alla storia”, e altre gentilezze irripetibili, anche all’indirizzo dei “catto-sinistrati”.

Il post di Tennent’s Ted

Dopodichè è arrivato lo striscione di Casa Pound, e infine il “sacrario” con la foto della studentessa istriana trucidata dai partigiani titini . In mezzo anche la prima pagina de La Verità, con un articolo del vicedirettore Francesco Borgonovo, che in quanto reggiano conosce la situazione.

La guerra di via Tito è l’effetto collaterale e inevitabile dello stop all’intitolazione di una strada a Norma Cossetto, fatto che ha suscitato indignazione in tutta Itali, anche e soprattutto perchè proprio nella democratica e antifascista Reggio sopravvive la via intitolata a Josip Broz Tito, responsabile numero uno delle foibe e della pulizia etnica nei confronti degli italiani d’Istria. Sono anni che periodicamente la questione viene sollevata dal centro destra, e che regolamente si estingue sotto lo scontato silenzio della sinistra e della Giunta comunale. Ora però dalle parole si è passati ai fatti, la protesta è diventata un movimento “notturno” fuori dalle forze politiche tradizionali. che manda un messaggio preciso ai politici: “Via Norma Cossetto ce la prendiamo noi“. Vedremo come andrà a finire. Quanto resisterà ancora ufficialmente via Josip Broz Tito?

LA DICHIARAZIONE DI PROGETTO NAZIONALE

Alla luce della vergognosa presa di posizione salita alla ribalta della cronaca nazionale, relativa al diniego di una via a Reggio Emilia in memoria di Norma Cossetto, l’Associazione Progetto Nazionale, è presente per ricordare e rivendicare la figura di questa donna, vittima dei suoi carnefici e di chi, ancor oggi, intende continuare ad elevare il muro di menzogne instaurato oltre 70 anni fa.
Norma rappresenta il simbolo di tutte quelle donne che negli anni della guerra civile furono oggetto di violenza e soprusi da parte dei seminatori di odio, che ancor oggi trovano spazio nelle sedi istituzionali di vari livelli.
Nel 2020 l’ odio nei confronti di questa donna, così come di altre figure, sembra non essersi ancora estinto. Nonostante in molte città d’ Italia e perfino nella rossa Emilia sorgano vie, strade ed edifici intitolati a Norma Cossetto; a Reggio Emilia, nonostante l’espressione favorevole da parte della giunta comunale, qualche figura, espressione di infima bassezza morale, ha deciso di sputare sulla memoria di questa ragazza, tacciando l’episodio come un falso storico e ritenendo la vittima indegna di essere ricordata poiché figlia di fascisti.
Di fronte a questo gesto vergognoso siamo qui a ribadire l’importanza del ricordo di Norma e di tutte le vittime dell’odio partigiano. In una città in cui esiste una via intitolata al Maresciallo Tito, che negli stessi anni della morte di Norma era il primo mandante di tali stragi, ancora oggi si preferisce nascondere e insabbiare le vittime italiane e spesso innocenti di quei bui anni di storia.
Nel silenzio e nella negazione i martiri italiani muoiono ogni giorno, ma la verità non può essere infoibata.
Norma e tutte le altre vittime delle foibe vivranno ora e sempre nel nostro ricordo.



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Una risposta a 1

  1. giosuè Rispondi

    10/12/2020 alle 03:32

    Non preoccupiamoci troppo per il nome alle vie. A Reggio esiste anche Via Dimitrov, tra l’altro allungata, e sarebbe interessante che lo storico Storchi, membro tra l’altro dell’apposito commissione, dicesse qualcosa al riguardo.

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