Infiltrazioni mafiose, Emilia-Romagna terza in Italia per interdittive. Lega sbotta: “Basta teoria, qui serve il pugno di ferro”

3/12/2020 – I dati che emergono dalle relazioni di Dia (Direzione investigativa antimafia), Dna (Direzione nazionale antimafia) e dai report del Viminale parlano chiaro: l’Emilia-Romagna ha rappresentato terreno fertile per le associazioni mafiosi. La nostra regione è la terza in Italia per misure interdittive, con Modena maglia nera, Reggio Emilia, con Aemilia, ha ospitato il più importante processo alla ndrangheta degli ultimi decenni, ed il rischio usura paventato dal numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli, per il tessuto delle micro, piccole e medie aziende, rappresenta più di una minaccia alla luce del periodo storico difficile che stiamo affrontando. Da qui la necessità di prendere di petto il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio: un contrasto che non può più passare, solamente, da progetti di sensibilizzazione che, per quanto utili, hanno fallito nel loro intento di generare anticorpi. Quello che serve ora è una reale presa di consapevolezza e di coscienza del problema ed una sensibile stretta nelle misure di contrasto”.

Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, è intervenuto questa mattina nella commissione congiunta convocata per la presentazione della relazione dell’osservatorio regionale sulla criminalità.

Il leghista Stefano Bargi

“E’ necessario – ha sottolineato Bargi – individuare misure più stringenti e prendere atto, a livello di politica regionale, del fatto che gli “anticorpi” che in passato venivano paventati come fonte di resistenza alle infiltrazioni mafiose sul territorio, sono venuti meno, anche tra la classe dirigente locale” ha ribadito il consigliere leghista, ricordando i diversi casi di comuni sciolti e la relazione stessa della Direzione nazionale antimafia in Emilia-Romagna.

“E’ singolare, poi, che solo oggi e in ritardo di un anno sia stata presentata la relazione dell’osservatorio, tanto più che la commissione odierna è stata convocata a seguito di una preciso atto formale di richiesta presentato dalla Lega. Serve un cambio di strategia politica nel contrasto alle infiltrazioni mafiose ed il primo passo deve essere proprio attivarsi per consentire una maggior presa di posizione del fenomeno. In quest’ottica risulta imprescindibile la necessità, in primis, che venga data la dovuta visibilità al problema, che è reale e già radicato sul territorio. Quella visibilità che, sino ad oggi, non ha avuto e probabilmente non avrebbe ancora avuto se come Lega non avessimo insistito per la convocazione della commissione odierna” ha concluso il consigliere leghista.

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