Incredibile: copia-incolla dal sito dei Carc per dire no a via Norma Cossetto
Nel verbale della commissione spuntano le frasi di articolo negazionista

DI PIERLUIGI GHIGGINI

3/12/2020 – E così sono i Carc (frangia marxista-leninista di punta dell’arcipelago comunista e antifa) ad aver ispirato le parole dello storico Massimo Storchi e riportate nel verbale della commissione toponomastica del comune di Reggio che il 27 ottobre scorso, calpestando i poteri del consiglio comunale, ha sospeso motu proprio l’intitolazione di una via di Reggio Emilia alla memoria di Norma Cossetto, la studentessa italiana torturata, violentata e infine gettata viva in una foiba da i partigiani titini, tra i 4 e il 5 ottobre 1943.

Sembra incredibile, ma è così: le parole usate per mettere in dubbio il martirio di Norma Cossetto e la stessa legittimità della Medaglia d’Oro al Valor civile conferita nel 2005 su decreto del Presidente Ciampi – parole riportate nel verbale della Commissione toponomastica – sono le stesse, praticamente alla lettera, che compaiono in un articolo pubblicato nel sito dei Carc il 18 settembre, quattro giorni dopo il voto in consiglio comunale sulla via a Norma Cossetto. Titolo: Reggio Emilia/ Il revisionismo non passerà .

L’ articolo a sua volta si rifà alle ricerche di Claudia Cernigoi, nota storica negazionista che ha dedicato una vita di studi e conferenze a dimostrare che le foibe sarebbero una montatura, e che ovviamente si è occupata anche della martire Norma Cossetto, ricostruendone con puntiglio la genealogia fascista.

Dunque, sono bastate poche ore di ricerche per scoprire l’arcano di un verbale che ha suscitato orrore in mezzo Paese, al punto che il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha chiesto al sindaco Vecchi di “non sporcarsi le mani col sangue di Norma Cossetto“.

La soluzione era tanto semplice da apparire stupefacente: per bloccare la delibera del Consiglio comunale, la Commissione toponomastica si è sdraiata sulle tesi di una negazionista dichiarata secondo cui le foibe (citiamo da un’intervista alla Cernigoi del febbraio 2019) sono una “montatura gigantesca” che avrebbe avuto come primo artefice il ricercatore Mario Pirina, scomparso prematuramente da anni, fondatore di “Silente Loquimur” e che fra l’altro diede un contributo a portare alla luce le vicende della strage di Cernaieto di Casina compiuta dai partigiani nei giorni della Liberazione.

Ma veniamo al confronto dei due testi: il verbale della commissione toponomastica e l’articolo nel sito dei Carc del 18 settembre. Le frasi simili sono sottolineate in neretto corsivo.

IL VERBALE DEL 27 OTTOBRE DELLA COMMISSIONE TOPONOMASTICA


“Riguardo alla mozione prsentata in consiglio comunale su Norma Cossetto… la commissione chiede che vengano integrate le notizie storiche che avvallino tale richiesta. In merito alla questione il dottor Storchi, interpellato, ha illustrato alla commissione la mancanza di notizie storiche certe e verificate riguaranti le vissicitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione di Norma Cossetto: infatti esistono solo fonti verbali circa l’accaduto , tutte provenienti da una unica fonte, la famiglia (aderente al fascismo anche durante la Repubblica di Salò; il padre morì combattendo a fianco dei nazisti durante la repressione antipartigiana in Istria)…”.

L’ARTICOLO DEI CARC DEL 18 SETTEMBRE

….Quanto a Norma Cossetto in particolare, facciamo nostre le osservazioni della storica Claudia Cernigoi, grazie alle cui approfondite e rigorose ricerche impariamo che: l’intera famiglia Cossetto era una famiglia fascista! Ma non fascista qualsiasi! Bensì composta di personaggi che incarnavano il potere del fascismo, con tutto il suo portato di violenza e repressione! Il padre Giuseppe, capomanipolo, si aggregò ad una colonna della milizia triestina che partecipò, a fianco dei tedeschi, al rastrellamento dell’Istria all’inizio di ottobre 1943 per la ripresa del controllo nazifascista sull’Istria…

Come si vede, le tesi espresse in modo succinto da Massimo Storchi nel corso della commissione (o comunque a lui attribuite nel verbale) sono le stesse quasi parola per parola dell’articolo dei Carc. Fra l’altro è bugiarda la ricostruzione della morte di Giuseppe Cossetto, padre della martire istriana: in realtà fu ucciso mentre andava a cercare dai partigiani notizie della figlia.

In definitiva. quello della Commissione toponomastica non è soltanto un innocente “verbale” di riunione: è un’operazione politica in piena regola messa in atto contro il consiglio comunale. E realizzata utilizzando l’armamentario dei negazionisti e dell’estremismo antifa.

Ora sorge spontanea la domanda: chi c’è dietro a un’operazione tanto squallida?

Viene da chiederselo perchè si fa fatica a credere che uno studioso come Massimo Storchi, che non è mai stato negazionista e anzi nel 2011 contribuì alla mostra sulle foibe ospitata da Istoreco, abbia potuto appoggiarsi in modo così rozzo a un articolo dei Carc ispirato dalla Cernigoi. Non sarà forse che qualcuno abbia manipolato le affermazioni di Storchi e del professor Rossi?

Il chiarimento, a questo punto, non può che venire dagli interessati, ma soprattutto dall’assessore Lanfranco De Franco, presente alla riunione della commissione come delegato del sindaco, e leader della parte politica (Leu) che in consiglio comunale aveva votato contro l’intitolazione di una via di Reggio Emilia alla Cossetto. De Franco proprio non sa niente di quel verbale? Per caso non lo avrà visto in bozza? Ma soprattutto: chi lo ha materialmente redatto?

Di certo l’assessore di Leu ha tagliato corto affermando che “la commissione è composta da persone competenti e ha la nostra piena fiducia“. Dichiarazione che, alla luce dello scivolone proprio in materia di competenza, suona sorda come una moneta falsa.

Si attendono risposte. Nel frattempo al sindaco Vecchi non resta che aprire un’indagine interna, come chiesto dal presidente nazionale del Comitato 10 febbraio, e azzarare senza indugio la commissione toponomastica – come chiede nella sua mozione il capogruppo di Forza Italia Claudio Bassi. E pretendere ampi chiarimenti dall’assessore De Franco, suo delegato alla riunione. Senza dimenticarsi di accettare l’invito del sindaco di Trieste per il prossimo 10 febbraio, almeno per attutire gli effetti di fronte al Paese e alla stessa Presidenza della Repubblica, della brutta figura a cui è stata esposta incolpevolmente la Città del Primo Tricolore.

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4 risposte a Incredibile: copia-incolla dal sito dei Carc per dire no a via Norma Cossetto
Nel verbale della commissione spuntano le frasi di articolo negazionista

  1. L'Eretico Rispondi

    03/12/2020 alle 18:38

    Ma chi è Lanfranco De Franco? Scusate se mi sveglio ora ma questo signore da dove salta fuori? Visto CV, no comment.

    Su questa vicenda stendo un velo pietoso perchè non si può negare una via ad una donna a cui la Repubblica Italiana (non quella del Congo) ha dedicato una Medaglia d’Oro. State giudicando e dicendo che la Presidenza della Repubblica si è sbagliata?

    VERGOGNA!

  2. uno storico Rispondi

    03/12/2020 alle 18:58

    Massimo Storchi di Istoreco è veramente uno storico, o invece una di quelle figure di regime tanto care allo stalinismo, e che adattano la storia alle esigenze di chi è al potere ? Se così é, verifichiamo anche Istoreco, chi la conduce, e l’attendibilità di questa Istituzione che trova nel Comune supporto. La storia è sempre soggettiva ( la scrive cioè chi è al potere) ma non può essere falsificata o, peggio, deviata strumentalmente come fa più comodo.

  3. Federico Braglia Rispondi

    03/12/2020 alle 20:20

    la mostra venne riproposta nello stesso luogo

  4. Drone Rispondi

    04/12/2020 alle 10:26

    Tanto ormai la Cina governa il mondo.
    Quisquiglie.

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