Il Panaro rompe l’argine Nonantola, centinaia di sfollati
Valanga d’acqua da falla di 70 metri. Paura per il Secchia

6/12/2020 – Evacuate dalle 7 di questa mattina centinaia di persone nella zona tra Gaggio e Nonantola, nel Modenese, per la rottura dell’argine del fiume Panaro. In serata la Regione ha comunicato che sono 64  gli sfollati che al momento hanno trovato asilo nelle aree di assistenza organizzate nel modenese. E per garantire loro la massima sicurezza, sono state individuate 4 aree di accoglienza – Covid, non Covid, quarantenati e in attesa di tampone -, insieme alla contestuale riorganizzazione dell’assistenza sanitaria (Usca). Circa 300 persone hanno trovato invece alloggio presso parenti. Sul posto da questa mattina intervengono in forze la Protezione civile e i Vigili del Fuoco, anche con squadra arrivate dal Piemonte e dalla Toscana, le forze dell’ordine e l’Esercito. L’Aipo sta intervenendo sull’argine con un lavoro frenetico per chiudere la falla di 70 metri lineari aperta nell’argine del Panaro, la cui riparazione è prevista entro le prossime 24 ore. Resta sorvegliata speciale la piena del fiume Secchia, il cui colmo di piena è atteso nelle prossime ore.

il Panaro in piena (frame da Meteoroby fb)


    La rottura dell’argine è avvenuta nel territorio comunale di Castelfranco Emilia, a poca distanza da Nonantola e da Modena. Sono state predisposte, nel rispetto della normativa vigente relativa all’emergenza covid, tre strutture dedicate all’accoglienza di eventuali sfollati: il PalaReggiani, la Palestra delle Scuole Guinizelli e la Palestra delle Scuole “Rosse”.
    E’ chiuso un tratto della ferrovia tra Castelfranco e Modena e sono state chiuse alcune strade: via Bonvino, via Viazza e via Tronco, che sono sott’acqua.
     

L’allagamento tra Castelfranco e Nonantola

L’ESONDAZIONE ALLE 7 DI STAMATTINA

Il fiume Panaro ha esondato alle 7 di questa mattina, a monte dell’abitato di Nonantola, nel modenese, travolgendo l’argine. Un evento dovuto a una situazione meteo definita dai tecnici più che eccezionale, che ha sommato lo scioglimento della neve in quota – 40 centimetri di manto nevoso diventato acqua in pochissime ore – a piogge a carattere torrentizio.

Una situazione che la Regione sta monitorando in modo costante da ieri sera con l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, insieme alla direttrice dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la protezione civile, Rita Nicolini, ai tecnici e volontari, ad Aipo, ai rappresentanti delle forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco e dell’Esercito, tutti in collegamento dalla sala operativa del Centro unificato provinciale di Protezione civile di Marzaglia.

Il Panaro a Ponte Samone

Priolo e e il sottosegretario regionale Baruffi in questo momento stanno svolgendo un sopralluogo sul luogo della rotta del Panaro. Insieme al presidente Bonaccini è già stata presa la decisione di chiedere al Governo lo stato di emergenza nazionale, per il quale la Regione si appresta ad avviare subito l’iter necessario.

“In questo momento la priorità è mettere in sicurezza la popolazione- afferma l’assessore Priolo– per questo sono in corso le evacuazioni di alcune persone e famiglie dell’abitato di Nonantola interessate dalla rottura dell’argine. La situazione nell’emergenza e nella assoluta straordinarietà degli eventi cui abbiamo assistito dalla scorsa notte, considerata anche la necessità di agire nel pieno rispetto delle norme di sicurezza Covid a tutela della salute delle persone, ci vede impegnati con la chiusura della breccia della rotta. Le casse di espansione di Secchia e Panaro hanno raggiunto i livelli massimi e sono riuscite a invasare milioni di metri cubi d’acqua evitando così lo scenario peggiore. Insieme al presidente Bonaccini, continuiamo a seguire l’evolversi dei fenomeni momento per momento e vogliamo fin da ora ringraziare tutti gli operatori e i volontari di Protezione civile, di Aipo, degli enti locali, le Forze dell’ordine, i Vigili del fuoco, la Prefettura per il prezioso supporto fornito finora”.

LA SITUAZIONE

Le casse di espansione di Secchia e Panaro hanno raggiunto i livelli massimi e invasato milioni di metri cubi d’acqua. Sul Secchia, a Ponte Alto di Modena è in corso il colmo della piena che durerà per diverse ore con livelli intorno a 11,20 metri superiore di circa 60 cm rispetto al massimo storico raggiunto.

Gli interventi da poco realizzati stanno contribuendo alla gestione dell’evento, tuttavia sono in corso verifiche per capire se in tutte le sezioni sia garantito un franco di sicurezza o possano esservi problemi di tracimazioni.

Allagamenti in corso si sono verificati a valle della cassa di espansione di Campogalliano e a valle della cassa di espansione del fiume Panaro con interessamento della località Fossalta e delle abitazioni a monte e valle della via Emilia da Fossalta al ponte di Sant’Ambrogio.

Alcuni allagamenti si sono verificati anche nelle abitazioni limitrofe al torrente Tiepido che ha avuto livelli molto alti per le acque rigurgitate del fiume Panaro.

Nel pomeriggio nuovo briefing,  al Centro unificato provinciale di Protezione civile di Marzaglia, ma da remoto e sempre in contatto costante con il presidente, Stefano Bonaccini, tra l’assessore regionale alla Protezione civile, Irene Priolo, la direttrice dell’Agenzia regionale per la sicurezza del territorio e la protezione civile, Rita Nicolini, il prefetto di Modena, Pierluigi Faloni, il direttore di Aipo, Luigi Mille, il sindaco di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, tutti gli enti locali del territorio, le Forze dell’ordine, i gestori e distributori di Enel e dei servizi di acqua, gas e telefonia.

“Proseguiamo con il monitoraggio costante della situazione e con la massima assistenza alla popolazione- dichiara Priolo-. Insieme al presidente Bonaccini, siamo in contatto coi territori interessati e col Dipartimento nazionale di Protezione civile e faremo tutto quanto possibile per ritornare quanto prima a uno stato di normalità, nonostante l’eccezionalità degli eventi mai registrati prima. Come anticipato questa mattina- prosegue l’assessore-, d’accordo con il presidente Bonaccini, chiederemo lo stato di emergenza nazionale in cui inseriremo anche i ristori per privati e imprese danneggiati. Ci attiveremo quindi formalmente per far sì che ci sia il riconoscimento dovuto e che nessuno resti escluso”.

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