Confagricoltura E-R: 2020 buono per la soia e straordinario per il vino
Ancora manovre speculative sul Parmigiano-Reggiano

“Il territorio e gli imprenditori agricoli devono essere protagonisti della nuova politica agricola europea, nella predisposizione del prossimo piano regionale di sviluppo rurale e nella programmazione degli investimenti. Bisogna cogliere le opportunità del Recovery Fund mettendo in campo una sinergia di crescita intelligente, tra le istituzioni e le rappresentanze agricole, per sostenere le aziende in questa difficile fase”. Con quetste parole archivia il bilancio agricolo 2020 Marcello Bonvicini, presidente di Confagricoltura Reggio Emilia.

Il granaio dell’Emilia Romagna chiude l’anno con un risultato commerciale tutto sommato positivo malgrado il quadro produttivo regionale molto disomogeneo.

Buona l’annata per le proteoleaginose, in particolare la soia ha ottenuto rese più che soddisfacenti; sul fronte commerciale, il prezzo del seme di soia ha raggiunto la soglia (ambita) dei 390 euro a tonnellata. Stupefacente la produzione vitivinicola sotto il profilo quali-quantitativo, ma l’annata 2020 resta comunque contrassegnata dagli effetti del Covid e dalla grave crisi innescata dalla chiusura di bar e ristoranti.

Spergola: una bottiglia di Affresco

Il Covid non ha però penalizzato le produzioni biologiche e i relativi consumi, confermando il trend di crescita costante degli anni precedenti. Si appresta a concludere un anno complesso il comparto dei suini: “Da un lato la chiusura del canale horeca (ristorazione e assimilati) aggravata dal tracollo del turismo e dall’azzeramento degli eventi sottolinea Confagricoltura – dall’altro il blocco delle esportazioni di carne suina dalla Germania alla Cina a causa dei focolai di peste suina africana, accertati nel Paese, che ha generato volumi di prodotti extra verso mercati di sbocco come l’Italia”.

Per il latte e i prodotti lattiero-caseari la prolungata permanenza a casa ha favorito un’alimentazione consapevole e prodotti caratterizzati da un alta “reputazione”, riducendo l’acquisto di alimenti a “corta scadenza” come il latte fresco. Per il prodotto destinato alle Dop, c’è stata una ripresa delle quotazioni a partire dall’autunno; sono state evidenti le manovre speculative nell’ambito del Parmigiano Reggiano, pertanto, al fine di contrastare tale minacce, “sarà necessario aumentare i posti-forma nei magazzini del comprensorio della Dop, orientando in tale direzione anche le linee d’intervento del prossimo Piano di Sviluppo Rurale.

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