Business rifugiati: arrestato a Parma il direttore della coop sociale Svoltare
La Procura: “Indebita appropriazione di 16 milioni”
Sequestrati denaro, immobili e auto per 1,4 milioni

29/12/2020 – Questa mattina ufficiali della Guardia di Finanza di Parma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Tribunale di Parma, nei confronti di Simone Strozzi, legale rappresentante di Svoltare Onlus (ora cooperativa sociale Svoltare, di cui Strozzi risulta direttore generale) indagato per i reati di peculato, malversazione ai danni dello Stato, turbativa d’asta, falso e omessa dichiarazione ai fini Ires e Irap. Reati commessi nel settore dei servizi di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

E’ stato disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di liquidità, beni mobili ed immobili, fino alla concorrenza dell’importo di quasi 1.400.000 euro.
Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di
Parma, Mattia Fiorentini, su richiesta della Procura della Repubblica a seguito di un’ampia indagine condotta dalle Fiamme Gialle parmigiane.


Simone Strozzi è una personalità molto nota nel mondo del volontariato cattolico e delle cooperative sociali emiliane che si occupano dei richiedenti asilo:   il 13 gennaio 2018 aveva ricevuto dalle mani del sindaco di Parma Federico Pizzarotti l’attestato di civica benemerenza nel corso della cerimonia dei premi Sant’Ilario, proprio per aver fondato la Svoltare Onlus.

Simone _Strozzi

 La onlus di Strozzi aveva ottenuto dalla Prefettura di  Parma, (attraverso false autodichiarazioni, secondo l’accusa) la gestione del servizio di accoglienza richiedenti asilo fin dal luglio del 2015, anno della sua  costituzione, nonché, dal Comune di Parma, la gestione di interventi  destinati a favore di persone adulte senza dimora in condizione di  grave emarginazione. Le indagini, avviate nel settembre 2018,  scaturiscono da un controllo fiscale svolto nei confronti della  Svoltare Onlus, nel corso della quale Stozzi “ha esibito alle Fiamme  Gialle una determina dirigenziale della Regione Emilia Romagna  ideologicamente falsa”.        Il documento falso era stato formato allo scopo di occultare ai  verificatori il fatto che l’ente non possedeva il requisito di  iscrizione al registro regionale delle associazioni di volontariato,  titolo essenziale per poter usufruire dei benefici fiscali delle onlus e poter contrattare con la pubblica amministrazione. Pertanto,  parallelamente all’attività ispettiva tributaria, è stata avviata una  indagine di polizia giudiziaria, coordinata e diretta dalla Procura  della Repubblica di Parma, sviluppata mediante analisi dei flussi  finanziari, perquisizioni domiciliari, assunzione di sommarie  informazioni testimoniali e riscontri contabili e documentali.

L’attività di polizia economico-finanziaria, condotta  con un approccio trasversale e multidisciplinare, ha fatto emergere  l’utilizzo di false attestazioni per la partecipazione ai bandi della  Prefettura e del Comune di Parma, l’indebita appropriazione di parte  dei circa 16 milioni di euro di fondi pubblici così ottenuti, nonché  l’omessa presentazione delle dichiarazioni Ires ed Irap del 2016, 2017 e 2018.

Inoltre, è stato contestato il reato di peculato, in quanto  Stozzi., amministratore di sostegno nominato dal Tribunale (e quindi  pubblico ufficiale), si sarebbe appropriato di consistenti somme di denaro  dei soggetti amministrati.        In particolare, nei primi anni di vita dell’associazione, è emerso  che, in qualità di amministratore di sostegno di oltre trenta persone, senza alcuna autorizzazione del giudice tutelare, aveva prelevato dai  conti correnti intestati a diversi di loro (di cui aveva la  disponibilità in virtù del pubblico ufficio ricoperto) somme per quasi 80.000 euro, indebitamente confluite nella casse di Svoltare Onlus o,  comunque, utilizzate per sostenere spese riferibili all’associazione,  con finalità che nulla avevano a che vedere con le necessità degli  ignari amministrati.

Dopo questa prima fase, in cui l’associazione è stata finanziata – sempre secondo l’accusa – utilizzando indebitamente i denari delle persone da lui amministrate, Svoltare Onlus, negli anni successivi, ha potuto contare sugli ingentissimi introiti derivanti dallo svolgimento del servizio  di accoglienza dei migranti e di sostegno a soggetti emarginati, “in  virtù delle illegittime assegnazioni ottenute dalla Prefettura e dal Comune di Parma”.        Tuttavia, come emerso dagli accertamenti bancari e contabili, i fondi  pubblici elargiti venivano in parte utilizzati e distratti dall’indagato per compiere spese estranee alle finalità del servizio per il quale erano  stati erogati. In particolare, sono risultate addebitate  all’associazione: spese personali dei soci (pranzi con pregiati  vini francesi, prolungati viaggi all’estero, acquisti di costosi capi  d’abbigliamento e di smartphone di ultima generazione, trattamenti di  bellezza, pagamento utenze domestiche personali e di spese  condominiali), titolari di carte prepagate accese sui conti correnti  di Svoltare o beneficiari di rimborsi o di pagamenti eseguiti  direttamente dall’ente.

E inoltre

E ancora: trattamenti stipendiali  riconosciuti ai soci, con accrediti giustificati come “restituzione di prestiti infruttiferi”, nonostante tali  prestiti, nella maggior parte dei casi, non siano mai stati  effettuati; e anche, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il ripianamento di debiti personali del legale rappresentante, dissimulando le uscite attraverso l’annotazione di fatture per operazioni  oggettivamente inesistenti emesse dal creditore.

Infine, negli anni  successivi al 2015, pagamenti di varia natura in favore dei soggetti  amministrati da Simone Strozzi ai quali, in tal modo, venivano restituite, con fondi pubblici, parte delle risorse loro sottratte durante il primo  anno di attività dell’associazione.       

Queste condotte, ricostruite dagli inquirenti, sono state quantificate in un ammontare complessivo di oltre 240.000 euro”.

Gli  esiti complessivi degli accertamenti “hanno consentito di disconoscere  la natura giuridica di associazione della Svoltare onlus”, la quale sarebbe  invece da ricondursi ad una vera e propria impresa individuale,  gestita secondo criteri di redditività propri di quest’ultima. Nel  primo periodo di operatività, l’associazione, agendo con finalità  lucrativa, ha sovente sub-appaltato il servizio di cui era  assegnataria ad altre associazioni locali, che le fatturavano  l’importo delle prestazioni a un costo minore di quello pattuito  dalla Svoltare stessa e dalla Prefettura.  

INVESTIMENTI IN AZIONI E IN IMMOBILI

L’associazione, nel corso degli anni, ha compiuto  significativi investimenti, di carattere speculativo, sul mercato dei  titoli mobiliari e ha acquistato immobili di rilevante valore.  Svoltare, che ha potuto contare su un numero di dipendenti addirittura superiore a quello dei volontari, ha anche garantito la corresponsione di cospicui benefit aziendali ad alcuni soci volontari, tali da  conferire loro, di fatto lo status di quadri aziendali.  L’amministrazione della struttura era condotta dal solo Simone Strozzi “che si  comportava come un amministratore delegato monocratico confondendo,  peraltro, i conti correnti dell’associazione con quelli personali”.        Pertanto l’ente operava come una vera e propria impresa commerciale,  distribuendo parte dei proventi dell’attività ai propri associati.  Tale modalità di gestione, in violazione delle regole che disciplinano il terzo settore, “ha generato il disconoscimento della qualifica di  ente non commerciale e i relativi benefici fiscali previsti per gli  enti no profit, con la conseguente riqualificazione dello stesso ad  ente commerciale (ai sensi art. 73 e ss. DPR 917/86)”.

Le attività di  verifica hanno pertanto consentito di constatare un’evasione fiscale,  ai fini Ires ed Irap, per oltre 1.150.000 euro. Il provvedimento di  sequestro preventivo finalizzato alla confisca, fino alla concorrenza  dell’importo di circa 1.400.000 euro, riguarda il blocco della  liquidità presente sui rapporti finanziari dell’associazione (ora  Cooperativa sociale Svoltare) e inoltre otto immobili e nove  autoveicoli.  

AIMI (Forza Italia): TEMIAMO SIA SOLO PUNTA DI UN GIGANTESCO ICEBERG

“Se l’accusa dovesse risultare fondata siamo in presenza di un vero e proprio sistema che, come Forza Italia denunciamo da anni, dietro al falso alibi dell’accoglienza, nasconde affari a molti zeri. Temiamo purtroppo che questo mercimonio non sia una prerogativa solo di Parma. Dietro agli sbarchi di clandestini oramai non più sostenibili: le rapine a mano armata degli scafisti, il collasso del nostro stato sociale, la “cresta” di tante, troppe cooperative diventate autentiche holding dell’accoglienza, molte delle quali fasulle. Occorre prendere atto del fallimento di queste politiche scellerate ed avviare serie indagini in tutta la Penisola. Il rischio di essere in presenza solo della punta di un iceberg è serio e concreto. Soluzione: controlli serrati, blocco delle partenze, respingimenti, espulsioni, accordi internazionali bilaterali per rimpatrio detenuti. Fuori da queste proposte politiche ci sono il caos, l’insicurezza e il fallimento rapido e certo del sistema di assistenza che abbiamo fino ad ora conosciuto con grave nocumento per gli italiani. Forza Italia è più che mai determinata a riportare ordine nella libertà, senza compromessi.” Così il Sen. Enrico Aimi – Capogruppo di FI Commissione Affari Esteri e Coordinatore Regionale Emilia Romagna.

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2 risposte a Business rifugiati: arrestato a Parma il direttore della coop sociale Svoltare
La Procura: “Indebita appropriazione di 16 milioni”
Sequestrati denaro, immobili e auto per 1,4 milioni

  1. Susanna Rispondi

    30/12/2020 alle 11:48

    le ” ACCOGLIENZE”

  2. Paolo D’Angeli Rispondi

    08/02/2021 alle 20:10

    Ho vissuto due anni a Parma dal 2017 al 2019. Conosco molto bene il signor Simone Strozzieatte perché ho fatto parte dell’Associazione Svoltare onlus poi divenuta cooperativa ma io non ero più con loro. Mi avevano messo nello staff dei volontari e il signor Strozzi mi aveva scelto come attore di teatro per una compagnia teatrale bolognese….Quando sono venuto a conoscenza di questi fatti tramite giornali su internet sono molto amareggiato e sorpreso non la aspettavo …..non so che dirvi aspettiamo l’esito della giustizia che si faccia chiarezza ……

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