Lettera minatoria con impiccato ad Andrea Nanetti e Torregiani , vittima del terrorismo
Infami in azione alla vigilia del processo per l’aggressione di Modena

La lettera minatoria a Nanetti e Torregiani

 26/11/2020 – “Andrea Nanetti e Alberto Torregiani state tranquilli se no avrete quel che meritano i fascioleghisti”. E sotto il consueto complimento di leghisti demmerda e l’inquietante disegnino di un impiccato. Questo il contenuto di una lettera minatoria ricevuta da Andrea Nanetti, già consigliere comunale a Correggio e da tempo militante della Lega a Modena.

Una lettera che non lascia dubbi e che non può essere archiviata con leggerezza, recapitata proprio alla vigilia del processo davanti al giudice di pace di Modena per lesioni che, questa mattina, oggi ha visto alla sbarra sette imputati , presunti autori dell’assalto subito il 26 luglio 209 da Nanetti dopo la sua partecipazione alla fiaccolata di Modena per lo scandalo affidi di Bibbiano. Senza trascurare il fatto che Alberto Torregiani è una vittima del terrorismo: a soli 14 anni rimase ferito e paralizzato nel corso di una rapina dei Proletari Armati per il Comunismo in cui , il 16 febbraio 1979, fu assassinato il padre, l’orefice Pierluigi Torregiani. Per quel delitto fu riconosciuto colpevole Cesare Battisti, e condannato all’ergastolo.

Nei mesi scorsi Nanetti ha partecipato sempre a Modena, al circolo La Terra dei Padri, a un dibattito insieme a Torregiani, autore del libro “Ero in guerra e non lo sapevo“.

Sulla lettera minatoria il senatore Andrea Ostellari, commissario della Lega Emilia, ha espresso piena solidarietà ai due minacciati, annunciando anche un’interrogazione al ministro Lamorgese.

Piena solidarietà e totale vicinanza anche da parte del referente provinciale Davide Romani, a nome di tutta la Lega di Modena.

“Il messaggio intimidatorio non lascia spazio a interpretazioni – fa sapere Romani – Non è il primo atto del genere, dal momento che, proprio in concomitanza con la notifica delle denunce al gruppo, nell’agosto
scorso, erano apparse alcune scritte dello stesso tenore.”
Il 26 luglio dello scorso anno, dopo la fiaccolata sui fatti di Bibbiano, Nanetti era andato in piazza Pomposa nel centro di Modena per trascorrervi la serata e lì , dopo essere stato accerchiato da un gruppo di giovani, era stato insultato e preso a calci e spintoni, rimanendo ferito con una prognosi di 13 giorni.

Per quella aggressione ora sono a processo in sette, modenesi, trentenni e ventenni, esponenti degli Antifa locali, conosciuti alle forze dell’ordine. La prima udienza oggi, con l’escussione dei testimoni.

Il processo è stato rinviato al 25 febbraio. La lettera minatoria è stata recapitata poche ore prima del processo.

“Vista la tempistica mi pare un chiaro tentativo di intimidazione, e abbiamo scelto di divulgarla solo dopo l’odierno dibattimento, per evitare di intimorire i testimoni – afferma Nanetti -. Se chi ha inviato la lettera pensa di farmi paura, ha sbagliato persona. Di intimidazioni e violenze a Modena da parte di soggetti notoriamente di estrema sinistra ce ne sono già state, ma non denunciate, evidentemente per paura di ritorsioni. Però io non voglio e non posso farmi intimorire, perché se certi fanatici si sentono impuniti ripeteranno le violenze su altri ‘colpevoli’ di pensarla diversamente.

Tuttavia mi fa grande rabbia – conclude Nanetti – che sia stato citato il mio amico Alberto Torregiani, che ha già subito troppo per mano del terrorismo. Ringrazio infine i miei avvocati Luca Tadolini e Antonio Baldini e la Digos per le indagini prontamente svolte”.
“Saremo sempre vicini ad Andrea e ad Alberto – assicura zancora Davide Romani -. Chiediamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, di isolare e condannare senza se e senza ma queste pericolose frange: non fanno altro che alimentare il clima di odio e di intolleranza, nascondendosi dietro a slogan
antifascisti e antileghisti per dare impulso a bassi istinti di cieca violenza e assoluta intolleranza. Non devono trovare spazio né giustificazione nella nostra società”.

“Tutto questo è inaccettabile- dichiara a sua volta il senatore Ostellari –

Chiederò al ministro Lamorgese di riferire in Parlamento. Un Paese normale non può permettere che gruppuscoli di fascisti rossi utilizzino metodi mafiosi per intimidire le persone e magari impedire il regolare svolgimento dei processi. Al nostro militante, Andrea Nanetti, e ad Alberto Torreggiani va tutta la solidarietà della Lega emiliana. I “compagni” stiano tranquilli: noi camminiamo a testa alta”.

Andrea Nanetti con Matteo Salvini

ALBERTINI (FORZA ITALIA) : “E’ IL FRUTTO DELLA CAMPAGNA D’ODIO DI ANPI E CENTRI SOCIALI”

“Apprendo con stupore e disprezzo che Andrea Nanetti già vittima di una aggressione da parte di un gruppo di sei/sette estremisti di sinistra nel luglio 2019 con la sola motivazione del dissenso politico, il cui processo si celebra in questi giorni, ieri sera avrebbe  ricevuto nella buca delle lettere, in forma di disegnino macabro, una minaccia di morte”.

Così Isabella Albertini, vicecommissaria provinciale di Forza Italia a Reggio Emilia, che punta il dito sulla campagna d’odio dispiegata non da oggi da Anpi e centri sociali.

Isabella Albertini

“Questo desiderio di intimidire con la citazione insieme al nome di Nanetti del Torreggiani gambizzato da Battisti negli anni Settanta, deve essere condannato pubblicamente. L’odio alimentato dall’ignoranza e da sapienti messaggi massmediatici che nel corso dell’ultima campagna elettorale hanno contaminato il dibattito pubblico al punto di trasformare libere elezioni in una guerra personale di ANPI e Centri sociali contro una democratica alternanza; questo odio, ripeto, utile ad alcuni, perchè mendace e manipolatorio – conclude Isabella Albertini – deve essere condannato ora con la mia piena solidarietà all’amico Andrea Nanetti e sempre per tutti coloro che come lui subiscono violenza fisica e minacce per le proprie idee”.

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