Ustica: così la bomba diventò missile
Smontiamo le fake della vulgata
Il ritardo del Dc9: la manipolazione va in scena ad Atlantide

DI GABRIELE PARADISI*

Gabriele Paradisi

21/11/2020 – La tragedia di Ustica – 27 giugno 1980, 81 vittime – ancora oggi rimane una strage senza colpevoli e nonostante a livello mediatico si sia affermata una certa “verità” – abbattimento del DC9, Itavia tra le isole di Ponza e Ustica nel corso di una battaglia aerea – le risultanze processuali e le perizie tecniche svolte nelle fasi istruttorie non l’hanno affatto provata e tantomeno confermata.

Sulle varie ipotesi in gioco – bomba a bordo, missile, collisione o quasi collisione con altro velivolo – si scontrano da anni non solo i ricercatori e gli storici. Tanto per dire, esistono due Associazioni dei familiari delle vittime con opinioni sulle cause del disastro contrapposte.

Se dopo oltre quarant’anni dai fatti è oggettivamente sempre più difficile comprendere come possano essere andate le cose quella sera d’estate nei cieli del Tirreno, oltre ad essere deontologicamente inaccettabile, non è certo d’aiuto introdurre o rimandare continuamente inesattezze o vere e proprie falsità, che contribuiscono solo a rendere più confuso e inestricabile il già difficile scenario.

Purtroppo però, in questa come in altre tragiche vicende che hanno costellato la storia della nostra Repubblica, grazie ad una certa pubblicistica si sono radicate nell’opinione pubblica convinzioni che non hanno alcun riscontro con la realtà dei fatti.

Vorremmo allora iniziare qui un percorso di contro-disinformazione; in altre parole vorremmo prendere in esame e segnalare alcuni passaggi di questa vicenda per evidenziarne, attraverso un’adeguata e rigorosa analisi dei documenti disponibili, fornendo sempre e comunque gli opportuni riscontri, la natura menzognera e truffaldina.

C’è bisogno di diradare le nebbie che avvolgono questa e altre vicende. Dopo tanti anni c’è bisogno di luce e di aria fresca.

Il relitto del Dc9 Itavia al museo della Memoria di Bologna

Prendiamo in esame, per cominciare, un passaggio, per certi versi nemmeno così centrale, che però anche di recente è stato richiamato pubblicamente.

IL RITARDO DEL DC 9 SECONDO PURGATORI: DOV’ERA IL TEMPORALE?

È avvenuto mercoledì 24 giugno 2020, quando sulla rete televisiva La7, nel corso della trasmissione Atlantide intitolata «Ustica, 40 anni di bugie», il conduttore giornalista di “inchiesta” Andrea Purgatori ha ripetuto per l’ennesima volta, ovviamente in polemica con i sostenitori della teoria della bomba quale causa della caduta del DC9, che l’aereo aveva accumulato due ore di ritardo a Bologna a causa di un temporale.

Qui di seguito la trascrizione di quanto egli ha detto in trasmissione su questo argomento:

«E torniamo a Bologna, al tardo pomeriggio di venerdì 27 giugno 1980. In quel momento su Bologna c’è un temporale fortissimo, talmente forte che il DC9 dell’Itavia, che deve fare la tratta da Bologna a Palermo, è fermo sull’area di parcheggio in attesa che la torre di controllo gli dia il via per imbarcare i passeggeri e poi decollare. E resterà così per due ore. Invece di partire alle 18.15 partirà poco dopo le 20. Perché io sto dicendo tutto questo? Perché i teorici della bomba a bordo di quell’aereo non hanno mai saputo spiegare come avrebbe potuto fare un terrorista a prevedere il temporale, sapere in anticipo quanto sarebbe durato, prepararsi sulla pista con l’ordigno da mettere nella toilette di quel DC9, che peraltro – diciamo – era di un metro per un metro, quindi uno spazio piccolissimo, salire a bordo mentre l’equipaggio era in attesa dei passeggeri, chiudersi nella toilette, mettere l’ordigno, scappare e poi regolare il timer su quella che sarebbe stata la durata del volo. E, infatti, tutto questo poi in realtà è semplicemente una ipotesi su cui si stanno scatenando alcuni, forse per allontanare altre responsabilità. Sta di fatto che alle 20 e 08 di quella sera finalmente il DC9 riceva dalla torre di controllo l’ok per decollare e fare rotta su Palermo. Tempo stimato di volo un’ora e dieci».

Le parole di Purgatori si possono apprezzare tra i minuti 15.06 e 16.52 di questo filmato:

Venerdì 26 giugno 2020, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera Ustica. Quel DC9, i caccia, l’esplosione. I 40 anni della strage senza verità») lo stesso Purgatori ha sintetizzato (e camuffato) quanto detto nella trasmissione due giorni prima in questo modo:

«Il DC9 Itavia decolla dall’aeroporto di Bologna alle 20.08 con due ore di ritardo, a causa di un violento temporale».

Andarono proprio così le cose?

Innanzitutto quel giorno, come si può facilmente verificare nell’archivio storico del meteo, a Bologna caddero complessivamente 9 millimetri di pioggia… tutt’altro quindi che un violento temporale durato ore e ore, tanto da mettere in difficoltà il traffico aereo. Ma non è questo il punto, anche se Purgatori sostiene che fu proprio per via di quel «temporale fortissimo, talmente forte» che il DC9 dell’Itavia fu costretto a restare fermo sull’area di parcheggio «per due ore».

Secondo Purgatori, come abbiamo sentito dalle sue parole, questo elemento farebbe crollare la tesi dei teorici della bomba a bordo – di coloro i quali cioè sostengono che non vi fu nessuna battaglia aerea nei cieli di Ustica, nessun missile e nemmeno una collisione o una “quasi collisione” – poiché non potendo prevedere il temporale ed i tempi per il decollo, il terrorista non avrebbe potuto organizzare adeguatamente la sua scellerata azione.

COSA ACCADDE DAVVERO ALL’AEROPORTO DI BOLOGNA

Ma è proprio vero che il DC9 quella sera sostò sulla pista dell’aeroporto di Bologna per due ore?

Non è difficile verificare gli orari esatti e gli spostamenti di quell’aereo quel tragico giorno. È sufficiente accedere agli atti e alla famosa ordinanza-sentenza del giudice istruttore Rosario Priore, peraltro fonte privilegiata dei sostenitori dello scenario della battaglia aerea nei cieli del Tirreno meridionale. Vediamo quindi come andarono esattamente le cose.

L’ultimo giorno del Dc9 Itavia I-TIGI inizia alle 8 di mattina all’aeroporto di Lamezia Terme con il volo IH511 in perfetto orario.

Qui di seguito la scansione cronologica in sequenza dei voli compiuti dal Dc9 Itavia I-TIGI il 27 giugno 1980:

tratte dei voli sigle dei voli tempi previsti tempi reali
Lamezia Terme-Roma IH511 08.00/08.55 08.07/08.54
Roma-Bologna IH804 10.00/10.45 10.12/10.50
Bologna-Lamezia Terme IH527 12.30/13.50 13.03/14.29
Lamezia Terme-Palermo IH527 14.50/15.30 16.10/16.59
Palermo-Bologna IH881 16.15/17.30 17.57/19.04
Bologna-Palermo IH870 18.15/19.30 20.08

Dalla tabella risulta evidente che quel giorno i tempi programmati furono rispettati fino al completamento della seconda tratta Roma-Bologna.

Giunto a Bologna in orario, l’aereo anziché decollare per la terza tratta alle 12.30 decollò alle 13.03 con mezz’ora di ritardo.

Dunque, è a partire dalla terza tratta, sullo scalo di Bologna che è iniziato a maturare un ritardo (33 minuti) che non solo non è stato recuperato nei segmenti successivi, ma che si è aggravato ancora di più una volta che l’aereo è giunto a Lamezia Terme. In quello scalo l’I-TIGI avrebbe dovuto sostare per sessanta minuti ed invece è stato fermo per un’ora e quaranta minuti prima di ripartire per la terz’ultima tratta verso Palermo.

Dunque, quando l’aereo giunge a Bologna alle 19.04 ha già accumulato un ritardo di un’ora e trentaquattro minuti.

Sulla pista, temporale o meno, vi resta per un’ora e quattro minuti, prima di ripartire verso il suo tragico destino.

(Questi dati sono tratti dalle pp. 91-92 dell’ordinanza-sentenza del giudice istruttore Rosario Priore, Parte 1ª, Libro 1º, Capo 1º, Titolo 1, Punto 7. «Voli precedenti dell’I-Tigi 870 Itavia»).

https://www.stragi80.it/documenti/gi/Titolo1.pdf

A QUALE SCOPO INSISTERE SULLA MENZOGNA?

Perché Purgatori per depotenziare l’ipotesi della bomba, insinuando che chi la sostiene lo stia facendo per «allontanare altre responsabilità», continua a rilanciare questa bugia?

Poiché non possiamo pensare lo faccia solo per dare sostanza al titolo della sua recente trasmissione («Ustica, 40 anni di bugie»), per quale altra ragione continua a ripetere da anni, in ogni occasione, questa menzogna che si può così facilmente smontare? A questa domanda dovrebbe dar conto lo stesso Purgatori.

Mattarella in visita al museo della Memoria: accanto a lui Daria Bonfietti

Per quanto riguarda l’ipotesi bomba, all’epoca erano disponibili timer che potevano essere settati entro le 24 ore.

Ciò significa che per l’IH870 la bomba avrebbe potuto essere stata imbarcata non solo nell’ultimo scalo ma su qualsiasi altro segmento coperto in precedenza quel giorno e regolata per le ore 21, ad esempio, prescindendo da dove si sarebbe trovato l’aereo in quel momento. In altre parole, perché escludere che avrebbe potuto trattarsi di un’azione solamente dimostrativa considerando che alle 21, stando agli orari previsti, l’aereo avrebbe dovuto trovarsi in un parcheggio dell’aeroporto di Palermo?

Questo è solo un esempio di come questa tragica e complessa vicenda è stata e continua ad essere trattata – a voler essere indulgenti con sufficienza e sciatteria, non volendo insinuare la malafede – da chi dovrebbe fare Informazione con la “I” maiuscola.

Non dimentichiamo che trasmissioni televisive come quella citata giungono a milioni di persone che, non avendo possibilità di verificare, sovente e naturalmente assimilano tutto ciò che ascoltano. È così che si formano le vulgate e le “verità” ufficiali.

Noi qui proveremo a trattare e ad approfondire la strage di Ustica – la più grave mai avvenuta nel dopoguerra nel nostro Paese dopo quella alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, con le sue 85 vittime riconosciute –  evidenziando i numerosi delicati e controversi passaggi, cercando di fornire elementi e riscontri, nel tentativo di provare a convergere, qualunque sia l’estrazione di chi legge, su una base di fatti e dati oggettivi, eliminando dal tavolo della discussione le fake news e le leggende… “vaste programme”

(Prima puntata – CONTINUA)

*Gabriele Paradisi è un giornalista, scrittore e studioso del terrorismo italiano e internazionale

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9 risposte a Ustica: così la bomba diventò missile
Smontiamo le fake della vulgata
Il ritardo del Dc9: la manipolazione va in scena ad Atlantide

  1. Gabriele Paradisi Rispondi

    21/11/2020 alle 21:25

    Io, in questa sede, mi sono riproposto di smontare le fandonie che da decenni si tramandano. Non ho al momento altri obiettivi. Credo di avere qui dimostrato che Andrea Purgatori dice una cosa falsa per quanto riguarda il ritardo accumulato a Bologna dal DC9. Lo ripete ovunque. Un altro esempio? Il 26 novembre 2014, all’Università di Bologna, nel contesto del ciclo “Ombre sulla Repubblica” A.A. 2014/2015. Purtroppo egli ha fatto proseliti, anche tra studiosi seri e preparati:
    “In merito alle diverse tesi di come sia stato abbattuto il DC9 della Itavia a Ustica, vorrei rimarcare, a chi sostiene la tesi della bomba nella toilette, come l’aereo sia partito con oltre due ore di ritardo causa un nubifragio. Quindi bisogna che l’attentatore fosse a bordo e si sia recato nella toilette a modificare il timer, altrimenti la bomba sarebbe scoppiata a terra. Nessuno dei sostenitori della bomba ha mai saputo spiegare questo”. Niccolò Rocco Di Torrepadula, Il Resto del Carlino – Bologna, 17 ottobre 2020, p. 16.
    Io ho inviato al Resto del Carlino una breve e contenuta replica, ovviamente ignorata…

  2. Ramon Cipressi Rispondi

    22/11/2020 alle 12:57

    Un’ esplosione strana, visto che sui pezzi della Toilette non c’è la minima traccia di Onda di Calore (Washing) di butteratura da esplosione (Pitting) e di truciolatura da schegge (Rolling Edges) come stabilito dalla ineccepibile Perizia Frattometallografica del Prof Firrao (L’uomo che ha risolto il Caso Mattei , trovando in quel caso le tracce della bomba)
    https://www.famigliacristiana.it/articolo/donato-firrao-studio-i-metalli-e-svelo-i-misteri-italiani.aspx

  3. Ramon Cipressi Rispondi

    22/11/2020 alle 12:58

    Dalla Perizia Frattometallografica Firrao (che torvate qui http://www.stragi80.it) risulta che la porta della Toilette si è deformata verso l’interno del vano, dimostrando inequivocabilmente che NON c’è stata SOVRAPPRESSIONE da esplosione all’interno…

  4. Ramon Cipressi Rispondi

    22/11/2020 alle 12:59

    La tavoletta del Water fu trovata perfettamente integra, nemmeno scheggiata… Come avrebbe fatto un esplosione a risparmiarla?… Forse era una “Bomba Intelligente”… 🙂

    • Gabriele Paradisi Rispondi

      22/11/2020 alle 15:33

      Mi permetto di intervenire facendo notare al signor Ramon Cipressi che il mio articolo ha ripreso affermazioni di Andrea Purgatori, confutandole attraverso la citazione di documenti contenuti nell’ordinanza-sentenza del giudice Rosario Priore.
      Ora se Cipressi ha elementi per dimostrare che quanto abbiamo scritto non è corretto, questa è la sede per farlo. Nel caso saremo ben contenti di prenderne atto.
      Le altre considerazioni da egli qui pubblicate, per quanto legittime, non hanno nulla a che vedere con l’argomento da noi trattato in questo pezzo.
      In altre parole, sig. Cipressi il DC9 Itavia è stato due ore fermo sulla pista dell’aeroporto di Bologna per via di un temporale? Sì o no? Se sì lo dimostri, se no quello che abbiamo scritto smonta un argomento falso che ci sentiamo ripetere in tv, sui giornali, nei teatri da decenni. Non le pare un’indecenza?

  5. Ramon Cipressi Rispondi

    22/11/2020 alle 21:12

    Il DC-9 è partito con 2 ore di ritardo , ma non è stato fermo duo ore a fare nulla nella pista di Bologna, semplicemente ha accumulato il ritardo durante le tratte del pomeriggio a causa di un temporale che ha attraversato lItalia ed ha mandato in ritardo molti slot nel traffico aereo. Il Comandante Eligio Rous, conoscente personale, e presente anche nelle pagine di Verità sulla Strage di Ustica, ha portato il DC-9 I-TIGI durante una tratta dle pomeriggio e conferma lo stato di “leggero” ingorgo per maltempo.
    Dunque la permanenza sulla pista di Bologna se si è allungata lo è stato per lo stato di leggero ingorgo del traffico aereo…
    Ma la questione è IRRILEVANTE, perchè nessuna esplosione interessò la Fusoliera del DC-9, ne nella Toilette , ne in altra zona, dunque nessuna Bomba a bordo (tantomeno nella toilette) e peraltro nemmeno “Esterna” dunque nemmeno esplosione da missile.
    Le uniche tracce che possiamo rilevare sono quelli di un “corpo” (o “missile nella dizione latina) che ha toccato il DC-9 nella zona del carrello destro e che ne ha provocato la destabilizzazione e la successiva disintegrazione per fuoriuscita dall’inviluppo consentito di volo, superando dunque i limiti strutturali dell’aeromobile…
    Tutto questo si evince dalla chiarissima Relazione frattometallografica Firrao (ultima delle perizie tecniche di rilievo) che chiarisce tutti questi aspetti oltre alla certificazione delle torsioni dinamiche applicate alla struttura del velivolo…
    Ramon Cipressi , Ingegnere Aeronautico.

  6. Paradisi Gabriele Rispondi

    22/11/2020 alle 22:44

    Bene Ing. Cipressi. Vedo che ha convenuto sul fatto che le parole di Purgatori, che da anni ripete in ogni occasione, sono una bugia bella e buona. Questo mio primo articolo aveva solo lo scopo di dimostrarlo. Dunque anche per lei ci sono riuscito. Mi fa piacere.
    Lei poi aggiunge che la questione è IRRILEVANTE. Ha ragione ma Purgatori e altri sostengono che questa questione, che per me e lei è irrilevante, farebbe cadere l’ipotesi della bomba a bordo.
    Dunque non è irrilevante avere smontato quella irrilevante bugia.
    Proseguendo lei poi esprime la sua opinione su quello che è accaduto al DC9. Da quanto capisco lei propende per l’ipotesi della collisione vera, suffragata a detta sua dalla perizia Firrao. Collisione che può essere avvenuta solo se intorno all’aereo Itavia c’erano altri velivoli e qui si apre il mondo dei tracciati radar e delle relative perizie interpretative. Un altro mondo appunto.
    Per adesso fermiamoci qui. Per adesso…
    Gabriele Paradisi, Ingegnere Nucleare

  7. Ramon Cipressi Rispondi

    23/11/2020 alle 13:23

    Non c’è dubbio che attorno al DC-9 c’erano altri aerei lo dimostrano i Tracciati radar di Ciampino, le Perizie Radar di Pent e Vadacchino, l’abbattimento nella sera del 27 Giugno, alle ore 21.30, sulla Sila del MiG-23 da parte dei due “Doppi Motori, Doppi Piloti in light grey”.
    Anzi è proprio l’abbattimento del MiG-23 in tali modalità, che dimostra certamente che al Punto Condor ci fu una “Battaglia Aerea” che ha determinato la successiva caduta del DC-9.
    Naturalmente anche lo scontro sulla Sila è stato negato con determinazione inusuale dalla Nostra Aeronautica tanto da montare il penoso “teatrino” del 18 luglio 1980 , per allontanare (malamente) i sospetti dalla ntte di Ustica…

    Per fortuna con le Testimonianze abbiamo la ricostruzione completa istante per istante della Verità sulla Tragedia di Ustica…
    Ramon Cipressi Ingegnere Aeronautico

  8. Ramon Cipressi Rispondi

    23/11/2020 alle 13:37

    Inoltre la mia definizione di Irrilevante si riferisce alla diatriba sul Ritardo della partenza del DC-9.
    Non è il ritardo che dimostra inequivocabilmente che una Bomba NON esplose sul DC-9, così come un NON Ritardo dimostra che una BOMBA esplose…
    Semplicemente a BORDO DEL DC-9 NON CI FU NESSUNA ESPLOSIONE…
    dunque nessuna BOMBA, ma anche nessun MISSILE, nessun ORDIGNO NE INTERNO NE ESTERNO…

    Ramon Cipressi Ingegnere Aeronautico

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