Effetto Covid
Tonfo dei ricavi e debiti verso i 3 miliardi, ma Iren conferma l’utile a 210 mln a fine anno

11/11/2020 – Il consiglio di amministrazione del gruppo Iren ha approvato i conti dei primi nove mesi del 2020. Conti che registrano

  • Ricavi in calo a 2 miliardi 629 milioni di euro tra gennaio e settembre 2020, con un tonfo del 17,6% rispetto ai 3 miliardi 90 di euro al 30 settembre 2019;
  • Un balzo dell’ indebitamento finanziario netto a 2 miliardi 915 milioni di euro (+7,8% rispetto ai 2 miliardi 706 milioni di euro al 31dicembre 2019) e che, ormai prossimo ai 3 miliardi, supera vistosamente il fatturato di 286 milioni (indebitamento che tuttavia incorpora investimenti per oltre 400 milioni di euro).
  • Un calo dell’ utile netto di gruppo attribuibile agli azionisti a 153 milioni di euro, -19,7% rispetto a 191 milioni di euro al 30 settembre 2019;
  • Ebitda (Margine Operativo Lordo) a 652,6 milioni di euro, in flessione del -3,3% rispetto ai 675,1 milioni di euro del corrispondente periodo 2019. Tuttavia. fa notare il gruppo “escludendo il saldo netto di circa 30 milioni di euro degli elementi non ricorrenti che hanno influenzato i primi nove mesi del 2019 e quelli del 2020, l’Ebitda risulterebbe in crescita dell’1,1% “.

Sono le cifre della trimestrale più difficile del gruppo Iren dalla sua fondazione, nell’anno dell’emergenza Covid che ha stremato la società e l’economia italiana

Il calo dei ricavi – rileva una nota del gruppo – “è da ricondursi ad uno scenario energetico e climatico particolarmente sfavorevole”. Sono almeno due anni che i mutamenti climatici incidono anche sul bilancio di Iren, ma in questo 2020 il gruppo deve fare i conti anche con cali e ritardi nei pagamenti da parte delle clientela, proprio a causa dell’emergenza sanitaria. Nondimeno “il calo dei ricavi non si è riflesso in una perdita di marginalità“.

Renato Boero presidente Iren

Il presidente Renato Boero fa notare come Iren abbia dimostrato una “straordinaria resilienza “; in un periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria Covid-19, “ha continuato ad erogare servizi con il medesimo livelli di efficienza e qualità”, fra l’altro con una crescita della base clienti di oltre 57 mila unità nei settori energetici.

Analoghe le considerazioni dell’a.d. Massimiliano Bianco, che lancia messaggi ottimistici agli azionisti e al mercato: “I risultati del periodo, confermano la capacità del Gruppo di operare in un contesto imprevedibile e fortemente condizionato da eventi esogeni. Gli investimenti per 414 milioni di euro di investimenti (+28%), hanno supportato la crescita organica del Gruppo, pari a 25 milioni, e le sinergie, per ulteriori 9 milioni. Ci attendiamo un quarto trimestre in crescita rispetto a quello dello scorso anno e confermiamo pertanto la guidance dichiarata in occasione della semestrale, ossia un Ebitda a fine 2020 di circa 910 milioni di euro e un Utile Netto di circa 210 milioni di euro.

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