San Prospero incatenato dal Covid
Festa del patrono silenziosa e senza bancarelle
Alle 11 benedizione della torre restaurata

Sarà il San Prospero forse più austero e dimesso della storia. Per la prima volta da tempo immemorabile domani- martedì 24 novembre – Reggio Emilia festeggia San Prospero, il patrono della città, senza fiere e bancarelle, senza vin brulè nè ristoranti gremiti. Niente di niente.

Il Covid ha incatenato anche la Festa del santo vescovo che è tutt’uno con l’identità storica, religiosa e sociale di Reggio e dei reggiani, al punto da attribuirgli, come vuole la leggenda, la salvezza della città dai barbari.

La basilica di S. Prospero con la torre restaurata

La solennità sarà unicamente religiosa con la messa in basilica alle 9 e alle 11 la benedizione della restaurata torre campanaria di San Prospero, cui seguirà il pontificale presieduto dal vescovo Camisasca. Tutto nel rispetto del distanziamento e delle protezioni individuali, obbligatorie. Nel pomeriggio alle 17,30 i vespri e alle 18 la messa.

L’inaugurazione della torre doveva essere il momento centrale di questo San Prospero: i restauri hanno fermato il degrado delle pietre e restituito alla città uno dei suoi monumenti più antichi e rilevanti. Un’opera resa possibile da una partecipazione eccezionale della città che con le proprie offerte, grandi e piccole, ha contribuito per seicentomila euro.

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