Parmigiano Reggiano taroccato
Processo a Carra, il Consorzio non quantifica i danni
Inciucio all’ombra di Coldiretti
Replica del Consorzio: “Invece abbiamo chiesto i danni”

9/11/2020 – E’ il caso di dire – come da tempo afferma un osservatore delle cose del Parmigiano-Reggiano – che “la guerra la vincono sempre gli uomini Coldiretti“. E’ questo il senso di un inciucio politico/economico e sindacale – di notevoli proporzioni – proprio tra Coldiretti, Lega Coop Modena e Bonterre/ParmaReggio.
Mercoledì mattina 14 ottobre il Consiglio d’Amministrazione (28 membri) del Consorzio del Parmigiano ha deliberato all’unanimità di costituirsi parte civile nel processo contro il caseificio Rocchetta di Suzzara e il suo presidente Paolo Carra, a causa di oltre 500 forme di Parmigiano Reggiano senza placca (QUI l’articolo di Reggio Report “Processo per frode in commercio” ), però senza indicare il valore del danno/ristoro economico.

Paolo Carra (a sinistra) a una manifestazione Coldiretti

Il Comitato esecutivo (10 membri) del Consorzio di via Kennedy dopo tre riunioni aveva deciso a maggioranza (6 a 4) che nell’atto di costituzione di parte civile, la richiesta di risarcimento (ristoro) economico del danno dovrà ammontare all’astronomica somma di ZERO euro. A favore i 3 membri di Parma-compreso il presidente del consorzio, Nicola Bertinelli, uno di Mantova, uno di Bologna e uno di Modena. Contro (favorevoli invece a un risarcimento pecuniario) i 3 consiglieri di Reggio e Garagnani di Modena, vicepresidente vicario del consorzio e in quota Confagricoltura.

Si è rivelato decisivo il sesto voto di Emilio Braghin, presidente della sezione di Modena e in quota Lega Coop-ParmaReggio.

Nicola Bertinelli

Per comprendere bene il senso dell‘inciucio parmireggiano-padano, bisogna ricordare che Paolo Carra, presidente del caseificio di Suzzara sotto processo, è un autorevole esponente di Coldiretti in Lombardia, e che il parmigiano Bertinelli, presidente del consorzio Parmigiano Reggiano (controparte processuale del caseificio Rocchetta) è il Number One Coldiretti in Emilia Romagna e vicepresidente nazionale della più potente organizzazione del mondo agricolo italiano.

Il contesto appare ancora più chiaro alla luce del fatto che sono due le cordate a contendersi le spoglie del gruppo Ferrarini di Rivaltella collassato sotto una montagna di debiti: sono la cordata Ferrarini-Pini con la finanziaria del Tesoro Amco, e quella formata da Banca Intesa, Unicredit, Bonterre/ParmaReggio (leader nella commercializzazione del Parmigiano Reggiano) e Opas, vale a dire la più grande organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia, assai vicina a Coldiretti.

A questo punto gli osservatori reggiani si chiedono quale senso abbia presentarsi come pare civile senza chiedere un centesimo di ristoro. e soprattutto cui prodest, a chi giova . In proposito fanno notare che il voto di 6 a 4 in Esecutivo, con la relativa alleanza/cordata Coldiretti Lega MO-ParmaReggio, avvantaggia la ricandidatura di Bertinelli a Presidente del Consorzio alle elezioni di aprile 2021.

E comunque sarà difficile che la candidatura di Simona Caselli (ex assessora regionale all’agricoltura ed ex presidente Legacoop) a presidente del Consorzio di via Kennedy, fortemente voluta e sostenuta da Legacoop Reggio ed Emilia-Romagna, possa ottenere i voti necessari senza l’appoggio dei caseifici e dei consiglieri in quota Lega Modena-ParmaReggio.

Nondimeno sarà arduo il compito dell’avvocato Alberto Bottarini che rappresenta il Consorzio Parmigiano Reggiano, nell’argomentare le richieste di parte civile senza quantificazione del danno; e di conseguenza sostenere che non viè stato danno economico agli interessi diffusi (di reputazione, d’immagine, di credibilità, di serietà,…) degli oltre 300 caseifici consorziati, oltre che del prodotto Dop in sè. Senza considerare che in base all’articolo 5 dello Statuto, uno o più soci potrebbero valutare un’ azione di rivalsa verso i 28 attuali consiglieri.

A Parma, alla fine della seduta di Borsa Merci di venerdì 6 novembre sui prezzi all’ingrosso del Parmigiano, un attore della filiera del Re dei formaggi ricordava che di solito quando il prezzo all’ingrosso del Parmigiano è buono e in forte risalita come ora, sopra i 10 euro/kg e con un incremento del 40% rispetto al gennaio scorso, i caseifici e gli allevatori non brontolano. Pertanto nessuna rivalsa, e “daranno di nuovo il voto a Bertinelli… sino al prossimo calo dei prezzi”. Così è sempre stato e sarà nell’Isola del Tesoro.

RETTIFICA DEL CONSORZIO PARMIGIANO REGGIANO

Riceviamo dal Consorzio Parmigiano Reggiano la richiesta di rettifica che segue:

Nel processo citato nell’articolo, non solo il Consorzio ha formulato la richiesta di danni determinandola e proponendo al giudice alcuni ulteriori criteri finalizzati ad approfondire i danni, ma all’udienza del 29 ottobre 2020 il Consorzio, con il patrocinio dell’avvocato Alberto Bottarini, e’ stato ammesso quale parte civile nel processo medesimo.

Al riguardo, se non vi fosse stata tale richiesta di danni e il giudice avesse ritenuto la stessa infondata, non avrebbe ammesso la costituzione medesima.

In ogni caso, si evidenzia che al Cda compete la delibera alla costituzione di parte civile, mentre in un momento successivo è demandato il profilo della determinazione dei danni, la cui richiesta può essere svolta in via equitativa.

Inoltre, sempre secondo la legge, la quantificazione dei danni deve avvenire con il deposito delle conclusioni al termine del processo e ciò in base alle risultanze dell’istruttoria processuale; sempre sotto tale aspetto si evidenzia che il risarcimento dei danni può essere chiesto in via equitativa ossia senza una precisa determinazione, profilo omesso dall’articolo.

Infine, la decisione del Consorzio e dell’avvocato di chiedere danni patrimoniali e/o danni non patrimoniali è rimessa alla valutazione giuridica della fondatezza o meno di tali voci di danno, valutazione che viene svolta sulla base di evidenze probatorie di caso in caso.

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2 risposte a Parmigiano Reggiano taroccato
Processo a Carra, il Consorzio non quantifica i danni
Inciucio all’ombra di Coldiretti
Replica del Consorzio: “Invece abbiamo chiesto i danni”

  1. Luciano Rispondi

    09/11/2020 alle 21:43

    la solita vergogna
    cane non mangia cane

  2. soldato che fugge è buono per un'altra volta Rispondi

    13/11/2020 alle 07:49

    la frode mi pare chiaro ci sia stata, anche se il danno dovesse ammontare a 1€ credo sia paradossale che un Allevatore latte per DOP/Presidente di latteria che produce una DOP/presidente di un Consorzio di secondo grado/ varie cariche politiche/ecc ecc si possa comportare in questo modo. Stiamo parlando di una persona che dovrebbe difendere gli interessi dei produttori agricoli che, attraverso i loro rappresentanti, lo hanno votato. Come minimo dovrebbe dimettersi da tutti gli incarichi. Posso capire sia difficile tornare ad essere una persona qualunque…per un motivo simile… ma doveva pensarci prima oppure stare più attento ai suoi collaboratori (che prenderanno magari la colpa…ma il pesce…)
    saluti

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