L’Emilia impallinata dal governo per “scostamenti infinitesimali”

DI PIERLUIGI GHIGGINI

14/1/2020 – Diciamola tutta: l’Emilia-Romagna è stata impallinata alla schiena. Ritrovarsi con la polpetta arancione solo 24 ore dopo che il governatore Bonaccini aveva firmato un’ordinanza molto restrittiva concordata con Veneto, Friuli e lo stesso ministro Speranza, proprio per scongiurare il passaggio dalla zona gialla a quella arancione; ebbene, tutto questo ha il sapore di una beffa e la forza di un ceffone memorabile inferto da Roma ai “compagni” emiliani. In altri momenti si sarebbe parlato di tradimento (non osiamo pensare cosa accadrebbe se al governo vi fosse Salvini), ma in questo caso è sufficiente mettere in conto con sommo sconforto un’ incapacità di governo di rare proporzioni, a dimostrazione che a Roma, purtroppo, si brancola nel buio. E che il conflitto all’interno e tra Comitato tecnico scientifico e livello politico è da antologia degli orrori e degli errori, e rischia di produrre più danni della stessa pandemia.

Nessuno nega l’esistenza di una emergenza vera e acuta, nessuno nega i morti e gli ospedali di nuovo presi d’assalto. Ma un ministro che giovedì dà il via libera e controfirma l’ordinanza Bonaccini, e venerdì firma un’altra ordinanza che colora l’Emilia-Romagna di arancione, smentendo platealmente la firma di 24 ore prima, è solo degno delle dimissioni.

Possiamo solo immaginare l’umore del governatore Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle regioni trattato a pesci in faccia, che oltretutto a causa della polmonite non può andare a Roma a dire in faccia a Speranza e a Conte quello che si meritano. Ma è evidente che la tragicommedia tra Roma e Bologna lascerà un segno profondo, con un distacco sempre più marcato tra cittadini, categorie professionali e politica. E con l’ennesimo regolamento di conti all’interno del Pd.

L’Italia gialla, arancione e rossa

Nell’immediato si deve registrare il pasticcio giuridico di due ordinanze che si sovrappongono e aggiungono divieti a divieti, e restrizioni earestrizioni. Quella regionale (stop mercati, attività motoria solo nei parchi o in periferie deserte, mascherine sempre fuori casa, anche se siamo in automobile da soli…) è entrata in vigore oggi. Quella nazionale che colloca l’Emilia-Romagna in fascia arancione, scatta domenica. E da domani bar e ristoranti inesorabilmente chiusi almeno sino al 3 dicembre. Scatta anche il divieto di transitoda comune a comune già conosciuto durante la prima ondata. Non si potrà andare da Reggio Emilia a Bagnolo, e neppure a Correggio se non per lavoro o ragioni di salute. Per non parlare del divieto di passaggio dei confini regionali, con mega multe e denunce per chi si azzarderà ad attraversare il ponte di Viadana o a “fuggire” da Casalgrande a Sassuolo. Di certo per il combinato disposto delle due ordinanze, le restrizioni in Emilia-Romagna sono ancora più ampie di quelle in atto in un’altra regione arancione come la Liguria.

Oggi il sottosegretario regionale Davide Baruffi ha confermato che l’ordinanza Bonaccini resta comunque in vigore con le sue misure che puntano a limitare gli assembramenti nei centri storici, nei centri commerciali e anche nelle località di mare. Ma si è arrampicato sugli specchi per spiegare che “è stata decisa in base all’aumento dei contagi e della situazione di forte pressione sulle strutture sanitarie e quindi la necessità, sempre più impellente, di invertire la curva epidemica”. Infatti ha dovuto ammettere che “la valutazione effettuata ieri dal Comitato tecnico scientifico e dal Governo, che pure il giorno precedente aveva condiviso e approvato la nostra ordinanza, ha portato a spostamenti fra le zone di rischio che sono dipesi, in alcuni casi, da scostamenti infinitesimali rispetto ai parametri monitorati”. A conferma che a Roma regna il marasma, se bastano scostamenti infinitesimali per cambiare le carte in tavola nel giro di 24 ore.

Resta solo da sperare che, in mezzo a tanti amici in isolamento, a tanti nostri cari caduti nella guerra del Covid spesso in una totale e infame solitudine, questi sacrifici nuovamente richiesti, e che saranno comunque fatti, servano a qualcosa, servano a bloccare davvero la pandemia. Alla luce di come sono andate le cose, ci permettiamo di sollevare seri dubbi.





Condividi

5 risposte a L’Emilia impallinata dal governo per “scostamenti infinitesimali”

  1. Casaro Rispondi

    15/11/2020 alle 07:50

    Ma avete mai sentito l’olezzo ripugnante delle stalle ?

    Se poi sono 5 stalle la cosa diventa infestante…e così è per il Pd.. attualmente il Partito Destrutturato&depotenziato.

    Mi spiace dare ragione al guitto De Luca ma concordo: la puzza di stalla è da debellare.

  2. Copernico Rispondi

    15/11/2020 alle 07:54

    Bonaccini ! Dì qualcosa di sinistra! Spegni la luce effimera delle stelle.

  3. Susanna Rispondi

    15/11/2020 alle 12:52

    È tutto BELLISSIMO😂😂😇

  4. Giancarlo Gamberini Rispondi

    15/11/2020 alle 16:17

    La fregatura che hanno dato Speranza & Company agli emiliano romagnoli è palese,ma quello che irrita ancora di più è che ora l’assessore regionale Donini,anzichè trovare il coraggio di mandare al diavolo questo governo,tentando di mascherare la fregatura ci venga a dire che in realtà l’ordinanza regionale non aveva l’obbiettivo di evitarci la zona arancione,bensì quella rossa!!
    Tutto ciò mentre Fedriga in Friuli Venezia Giulia,altro fregato,almeno ha deciso di annullare la propria ordinanza!Qui da noi nemmeno questo,con il risultato che ora l’Emilia Romagna ha un colore arancione che tende addirittura al rosso!!

  5. Enrico Barchi Rispondi

    15/11/2020 alle 16:31

    L inefficienza del Governo c è e consiste nel patteggiare e quindi rimandare misure di restrizione e e limitazione dettate non dal comitato ma semplicemente dai numeri impietosi ( casi ricoveri morti in aumento nonostante le terapie intensive ancora non sature) perché i presidenti approssimativi delle regioni possano atteggiarsi a governatori di governi inesistenti. Spagna Germania Austria Grecia ecc impongono misure limitative a fronte di situazioni meno fuori controllo della nostra

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *