Le verità negate: l’altra faccia della strage di Bologna raccontata con la forza del fumetto
Venerdì 6 ore 21,15 diretta facebook con Paradisi e Mazzanti

5/11/2020 – Fra i libri pubblicati in questi mesi per rievocare la strage di quarant’anni fa alla stazione di Bologna (e in vista del processo a Paolo Bellini) , la graphic novelLe verità negate – 2 agosto 1980” edita da Ferrogallico si distingue nettamente per il mezzo prescelto (il fumetto in bianco e nero), i contenuti non convenzionali ma rigorosi dal punto di vista documentale, e per la indiscutibile resa artistica.

Le Verità negate è curato da Valerio Cutonilli, con sceneggiatura e testi di Riccardo Pellicetti, e disegni di Francesco Bisaro.

Il racconto, reso col chiaroscuro di una spy story fra le più tragiche e incredibili del Novecento italiano , è corredato da contributi di Nicola Porro (prefazione – Uno scandalo Italiano) , Gian Marco Chiocci direttore di Adn Kronos (A Bologna c’erano tutti) , Massimiliano Mazzanti (due pamphlet dal titolo l’inestricabile mistero e Il milione della P2) e l’on. Paola Frassinetti (Poi quel botto che cancella tutto quanto). Il tutto completato da un notevole corredo di documenti estratti da inchieste giudiziarie e istruttorie, oltre a un’intervista di Pellicetti a Stefano Sparti, figlio del supertestimone che accusò Fioravanti e Mambro di essere gli autori materiali della strage.

2 agosto 1980, il momento dell’esplosione

Le verità negate fa onore al suo titolo proprio perchè racconta con la forza delle tavole a fumetti l’altra faccia della strage, quella della cosiddetta pista medio orientale (i missili di Ortona, l’arresto dell’uomo del dottor Habbash in Italia, le minacce dell’Fplp, il ruolo del colonnello Giovannone, il lodo Moro etc.), la presenza degli emissari di Carlos lo Sciacallo a Bologna, come Thomas Kram, i misteri della scomparsa del cadavere di Maria Fresu e della “Ignota 86” i cui resti sono rimasti sepolti per 40 anni nella tompa di Montespertoli al posto della povera Fresu. Come scrive Porro, con questo libro “si apre un mondo”.

Il colonnello Giovannone, la trattativa a Beirut e Abu Saleh Anzeh

Per la qualità del lavoro, il rigore della ricerca e la chiarezza del racconto, l’opera merita la prima fila negli scaffali di librerie e biblioteche.

Perchè quelle verità negate sono verità autentiche, e presto o tardi il fumetto di Pellicetti e Bisaro sarà dichiarato profetico, anche da chi oggi è allineato al furore negazionista che ancora domina, sia pure a fatica, la scena politica emiliana.

Le verità negate sarà presentato questa sera, venerdì 6 novembre, nel corso di una conference in diretta facebook alle 21,15 .

IL LINK PER COLLEGARSI E’

https://app.belive.tv/274415/guest

Partecipano Gabriele Paradisi, coautore con Gian Paolo Pelizzaro della grande inchiesta sulla strage di Bologna pubblicata on line da Reggio Report, e il giornalista Massimiliano Mazzanti.

UNO SCANDALO ITALIANO

dalla prefazione di Nicola Porro

Quando autori e editore di questo straordinario libro a fumetti mi hanno chiesto di leggerlo e, nel caso, di fare qualche riga di prefazione, vi confesso che ho avuto qualche dubbio. Ma più lo leggevo e più mi entusiasmavo.

Vedete, la strage di Bologna, per la mia generazione, quella per intendersi che, al massimo, si batteva con la Pantera universitaria, rappresenta un’altra epoca storica. Quando scoppiò quella bomba, ero ancora un ragazzino, i codici penali erano diversi da quelli di oggi, e a ciò si aggiunga che il terrorismo nero non ha mai destato la mia curiosità.

Mi è sempre sembrato un prodotto secondario, tragico nella sua violenza, della vera rivoluzione rossa che per alcuni lustri ha insanguinato l’Italia. Ma leggendo la storia giudiziaria di quella strage, così magnificamente illustrata da questo fumetto verità, si apre un mondo.

Quello drammatico di una parte dello Stato che per anni ha voluto vedere solo da una parte. Nonostante Fioravanti&Mambro si siano sempre protestati innocenti, pur dichiarandosi colpevoli di tanti altri delitti, quella di Bologna resta, nell’immaginario collettivo, una strage nera. Un’etichetta che non si riuscirà, temo, mai a togliere. E che rappresenta uno sfregio, non solo per la giustizia di allora ma, anche, per la cronaca di oggi.

Alle vittime importa relativamente il colore del mandante, ma questa storia ci racconta di come una parte della magistratura, della politica e delle forze dell’ordine abbiano voluto vedere solo in una direzione. È incredibile come altre piste, che sono emerse, siano state ignorate. È incredibile far finta di niente riguardo alla circostanza che, proprio in quelle ore, fosse lì arrivato un terrorista tedesco legato a Carlos e alle bombe palestinesi.

È incredibile mettere in fila le incongruenze dei testi di accusa di Fioravanti&Mambro e ricordare tutti coloro che hanno raccontato un’altra verità, meno congeniale al teorema, e siano stati ignorati. Si tratta di un processo che fa acqua da molte parti. E di un’indagine ancora peggiore. Ma gli italiani, soprattutto i giovani e quelli della mia età, non conoscono i dettagli. Hanno un pregiudizio storico verso quegli eventi. Non è stata loro mostrata l’altra parte della luna…

Ci sono molti indizi che portano alla pista palestinese, proprio in virtù di questo cambio di paradigma che stava avvenendo rispetto al Lodo Moro. E inoltre quelle bombe, quelle modalità operative sono così simili a ciò che il tremendo Carlos, lunga mano dei palestinesi in Europa, aveva fatto in Francia. Non abbiamo sicurezza di quello che sia successo.

Ma il fumetto e una grande messe di documenti, note e interviste posti al termine del libro, ci raccontano un dubbio legittimo su mandanti ed esecutori della strage e ci raccontano una granitica certezza: quelle indagini volevano un colpevole ben identificato sin da subito. Una storia che si è poi ripetuta in tanti processi. Uno scandalo italiano”.

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