La cosca Grande Aracri nel business dei farmaci
Arrestato il presidente del consiglio regionale della Calabria
19 indagati, manette anche a Reggio Emilia

19/11/2020 – Tocca anche Reggio Emilia l’operazione “Farmabusiness” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, che ha portato questa mattina all’arresto del presidente del Consiglio regionale della Regione Calabria Domenico Tallini, di Forza Italia, per i suoi presunti rapporti con la cosca di ndrangheta Grande Aracri di Cutro, insediata con una potente struttura autonoma a Reggio Emilia e duramente colpita (ma a quando sembra non smantellata) dal processo Aemilia, oltre che dall’ergastolo per il boss cutrese Nicolino Grande Aracri.

Uno dei 19 indagati coinvolti nell’inchiesta Farmabusiness, condotta dal Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ed è stato arrestato nel reggiano: è Savatore Francesco Romano, 32 anni, residente a Cadelbosco Sopra. E’ stato rintracciato a Reggio Emilia nell’abitazione dei genitori. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita dai Carabinieri di Catanzaro e di Crotone con l’ausilio dei colleghi del comando di corso Cairoli. All’indagato sono stati contestati i reati di associazione di tipo mafioso e detenzione illegale di armi, per fatti commessi a Cutro.   

Domenico Tallini

 Al centro delle indagini la presunta creazione da parte della cosca Grande Aracri di una società per la distribuzione di prodotti medicinali, finalizzata al reimpiego di capitali illeciti nelle farmacie di tre regioni –   20 in Calabria, due in Puglia e una in Emilia-Romagna – attraverso la società Farmaeko con base a Catanzaro: società che risulta fallita e di cui è socio Giuseppe Tallini, figlio del politico arrestato.

 Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini, è ai domiciliari per le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso, per i presunti rapporti con la cosca cutrese. Secondo l’accusa, i rapporti di Tallini con esponenti della ‘ndrina dominante nel crotonese avrebbero riguardato proprio la costituzione del Consorzio Farma Italia e della Farmaeko per la distribuzione all’ingrosso di medicinali poi distribuiti attraverso una rete di farmacie e parafarmacie. Secondo la Dda Tallini avrebbe fornito supporto alla cosca, specie nella fase di avvio del progetto e il suo intervento, secondo quanto riferiscono i carabinieri, sarebbe stato ricambiato anche con il sostegno della stessa cosca alle elezioni regionali del novembre 2014. Tallini inoltre avrebbe preteso l’assunzione del figlio nella società, nonostante fosse consapevole- sostengono gli investigatori – che i capitali erano di provenienza illecita.

La Procura della Repubblica di Catanzaro

Gli investigatori ritengono decisivo il contributo del politico azzurro per favorire e accelerare l’iter burocratico iniziale delle necessarie autorizzazioni alla società di distribuzione di medicinali.

Gli indagati in Farmabusiness sono in tutto 19 e accusati, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza  illecita, detenzione illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori, tentata estorsione, ricettazione e violenza o minaccia a un pubblico ufficiale.  

Le indagini – dirette e coordinate dal procuratore Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti procuratori Paolo Sirleo e Domenico Guarascio – ” hanno permesso di definire i nuovi assetti della cosca Grande Aracri dopo le operazioni che ne hanno colpito i principali esponenti e lo stesso capo Nicolino Grande Aracri; documentare la realizzazione e l’operatività da parte degli indagati, attraverso la preliminare intestazione fittizia di beni e utilità, di una rilevante progettualità imprenditoriale tesa al reimpiego dei proventi illeciti della cosca, attraverso la costituzione di una società, con base a Catanzaro, finalizzata alla distribuzione all’ingrosso di prodotti medicinali mediante una rete di punti vendita costituiti da farmacie e parafarmacie (20 in Calabria, 2 in Puglia e 1 in Emilia Romagna)”.  

IL PRESIDENTE DELL’ANTIMAFIA: TALLINI ERA NELLA LISTA DEGLI “IMPRESENTABILI”

In un post su Facebook, il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra ha ricordato come Domenico Tallini fosse nell’elenco dei cosiddetti imprensentabili delle elezionio regionali del gennaio 2020, elenco stilato secondo il codice di autoregolamentazione della Commissione Antimafia.

Lo sottolineano in una dichiarazione congiunta la vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni e l’eurodeputata Sabrina Pignedoli .

Sabrina Pignedoli

Come si legge nell’ordinanza – aggiungono le parlamentari reggiane del Movimento 5 Stelle – Domenico Tallini “pur consapevole del reimpiego di capitali illeciti, provenienti dal delitto associativo di stampo ‘ndranghetistico concorreva nei progetti commerciali inerenti la distribuzione di farmaci ed imponeva, nella struttura societaria della Farmaeko Srl, l’assunzione e l’ingresso, quale consigliere, del figlio Giuseppe…” così da “rafforzare la capacità operativa del sodalizio” e ” accrescendo la capace operativa e il prestigio sociale e criminale”.

Aggiungono Spadoni e Pignedoli: “Pensare che in un momento di difficoltà e dolore simile nel nostro Paese c’è chi fa affari con l’ndrangheta nel settore sanitario fa rabbrividire”.  

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