Insisto: scelte coraggiose e leadership credibile per il centro destra
Cominciando da Mario Draghi for president

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

2/11/2020 – Marco Eboli, nello sviluppare una riflessione sull’attuale quadro politico e sul futuro del centro-destra, cita il passo di un mio articolo in cui dicevo che il centro-destra ha un popolo, pure molto numeroso, ma non ha né i leader né il programma.

Eboli porta argomentazioni opposte alla mia tesi. Ora è evidente che il centro destra ha diversi leader, alcuni, a giudicare dai sondaggi, in crescita impetuosa, come la Meloni, altri in forte rallentamento, Salvini e, sul basso stabile Berlusconi. Il problema come riconosce Eboli, è che marciano divisi sulla pandemia, sul Mes e soprattutto in Europa. Queste loro divisioni finiscono col dare un alibi alle ben più gravi divisioni della maggioranza, che anche a causa di questo, non riesce ad aprire un tavolo comune con le opposizioni.

Ma se il tavolo si aprisse, cosa proporrebbe il centro-destra? Direbbe che la linea del governo è fallimentare ora, lo sarà ancor più domani, quando alzatasi la polvere del Covid, vedremo i disastri che ha provocato e questo è giusto e per una opposizione pure doveroso. Però non basta, bisogna dire agli italiani cosa si propone per il domani, visto che il governo Conte per varie ragioni è inamovibile, come scrive anche Eboli.

Ebbene io credo che si dovrebbero proporre cose coraggiose, come una drastica riforma della burocrazia, che ha mostrato tutto il suo disastro, una cancellazione finale delle Province, una drastica riduzione degli ottomila comuni, molti non arrivano ai mille abitanti e moltissimi sono sotto i cinquemila. Se non si semplifica l’architettura statale, sarà difficile uscire dalla babele dell’inefficienza.

Bisogna dire che se occorre incentivare fortemente le nascite, non si può non avere un sistema di pensionamento meno generoso e che la flessibilità deve incidere sulle pensioni percepite.

Il reddito di cittadinanza va accompagnato da una vera riforma delle politiche attive, utilizzando i privati, i centri per l’impiego non servono a nulla. Senza tutto questo, il reddito è da abolire, fatto salvo quello di inclusione che è un’altra cosa.

La sanità non va solo potenziata, va riformata, rendendo ad esempio la medicina del territorio parte integrante del sistema di prevenzione e cura pre-ospedaliera, questo consentirebbe di risparmiare uomini e risorse. In campo economico la semplificazione fiscale e la riduzione delle tasse debbono necessariamente accompagnarsi al diboscamento della giungla delle detrazioni, che favoriscono molti, ma vengono pagate da tutti.

Né la flat tax può essere una risposta per tutti, in un Paese dove la metà dei contribuenti, 18 milioni di persone, pagano il 2% di tutte le tasse.

La lotta all’evasione fiscale dovrebbe essere uno dei cardini di un centro-destra che vuole una società ordinata e in cui le leggi si fanno rispettare, anche attraverso una semplificazione dei codici e una riforma della giustizia. Se non si rimette in ordine l’apparato statale, ogni politica sociale, economica o securitaria è destinata al fallimento.

Ora tutto si può discutere e si deve discutere su che Paese diverso dalla sinistra si vuole. Avendo il popolo, trovato un programma e soprattutto un’idea comune di Paese, occorre una leadership che credibilmente lo interpreti in Italia e nel mondo. Molti fanno il nome di Mario Draghi, che non accetterebbe mai di essere leader di una parte, e un governo di salute pubblica temo aumenterebbe il caos, ma Draghi potrebbe essere un ottimo Presidente della Repubblica, un garante eccellente del nostro debito, che rimane un grosso problema.

Un atto intelligente potrebbe essere per il centro-destra votarlo compattamente, costringendo la maggioranza a misurarsi con le sue contraddizioni, bruciando per questa via i numerosi pretendenti: Conte, Franceschini, Veltroni, il sempiterno Prodi. Certo potrebbero rifugiarsi in calcio d’angolo rieleggendo Mattarella, ma per una volta sarebbe stato chiaro chi vuole il cambiamento e chi lo status quo. Proporre Draghi vuol dire aver maturato una diversa idea di Paese e delle relazioni internazionali.

Be Sociable, Share!

2 risposte a Insisto: scelte coraggiose e leadership credibile per il centro destra
Cominciando da Mario Draghi for president

  1. Guido Carboni Rispondi

    03/11/2020 alle 13:24

    Analisi perfetta, proposta eccellente!!! Draghi metterebbe tutti di fronte alle proprie responsabilità!! E finirebbero i giochini dei professionisti della politica!!!! Il centro destra deve stare molto attento!! È questa sarebbe il modo migliore per presentarsi al corpo elettorale!!!

  2. robespierre Rispondi

    03/11/2020 alle 14:27

    Il problema non è la sinistra o la destra. Anzi questa divisione permette agli ambiziosi con poca qualità di far carriera, a seconda chi vince. Il problema è di formare una classe politica matura , responsabile ,c he non sta in eterno sulla seggiola, e che sente la responsabilità verso il paese prima degli interessi di parte.
    I problemi di uno c.d. di sinistra sono i medesimi di uno dei c.d. di destra, fatto salvo pochi che godono di privilegi. In tal modo emerge chi ha qualità, idee e progetti e non molti fanfaroni che oggi ritengono ancora di voler condizionare e di guidare, avendo la giubba di un partito

Rispondi a robespierre Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.