Il processo appalti fa tremare il Pd
No (per ora) alla costituzione di parte civile del Comune

17/11/2020 – Nuovo scontro politico in consiglio comunale di Reggio Emilia, sia pure in videoconferenza, sullo scandalo degli appalti e delle consulenze confezionate su misura, che coinvolge come indagati dirigenti, ex dirigenti, funzionari ed ex funzionari dell’amministrazione Vecchi, oltre a un ex assessore e ad alcuni professionisti: in tutto 26 persone che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini a loro carico, preludio alla richiesta di rinvio a giudizio. Il Pd ha di nuovo fatto muro in difesa degli indagati, e ha bocciato la richiesta del gruppo Cinque Stelle perchè Comune si impegni a costituirsi parte civile nel processo che a rigor di logica dovrebbe scaturire dall’inchiesta della Procura reggiana e dalla chiusura delle indagini.

Si è replicato il copione già visto alla fine di settembre, quando il Pd e la maggioranza avevano respinto la richiesta, sempre dei pentastellati, di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda: richiesta più che giustificata dalle prove raccolte nelle indagini, anche attraverso un “trojan” infilato nello smarphone dell’ex responsabile dell’ufficio legale del Comune.

La consigliera 5 Stelle Paola Soragni

“Abbiamo chiesto al consiglio di dimostrare da che parte si sta, se dalla parte dei cittadini o dalla parte dei dirigenti, indagati – dichiara laconsigliera Paola Soragni – Il PD ha risposto rinviando a un esame futuro, sulla base dei capi di imputazione se mai verranno regolarmente notificati al Comune, etc. etc. Di fatto il PD ha fatto quadrato in difesa dei dirigenti. E’ stata chiara la risposta alla mia domanda: date un segnale ai cittadini da che parte volete stare….”.

E’ la conferma dell’esistenza di un intreccio inestricabile tra dirigenza comunale e politica, che a Reggio non è certo una novità. La differenza rispetto al passato è che ora non si bada neppure più a salvare la faccia. Senza contare che il coinvolgimento dell’ex assessore Tutino, ora transitato a dirigere un’azienda dell’orbita Iren, chiama in causa a pieno titolo il livello politico di governo. Il quale non riesce a fare a meno di difendersi con le unghie e con i denti, oltre ogni ragionevole dubbio.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.