Il focolaio Covid di Ventasso
“Per la caccia non servono deroghe, ma più divieti”
Piccinini (M5S) impallina l’assessore regionale Mammi

26/11/2020 – “Il focolaio scoppiato a Ventasso dopo una battuta di caccia dimostra come l’esercizio dell’attività venatoria in piena pandemia possa contribuire ad accrescere le occasioni di contagio. Per questo non servono deroghe per i cacciatori, ma ancora di più divieti e restrizioni”.

È quanto dichiara Silvia Piccinini riguardo alle 38 persone contagiate all’interno del Comune di Ventasso, sull’appennino reggiano che sarebbero tutte collegate a un gruppo di cacciatori che nelle scorse settimane avrebbero festeggiato con una cena una battuta di caccia al cinghiale.

“Anche se non ci sono cifre ufficiali riguardo a questo focolaio, si parla di 38 persone contagiate che oltre al comune di Ventasso riguarderebbero anche i centri vicini di Ramiseto, Ligonchio e Collagna, con 34 persone che sarebbero inoltre in isolamento fiduciario – afferma la consigliera – Questo caso, qualora venisse confermato, dimostra come permettere ai cacciatori di muoversi liberamente tra comuni e addirittura fuori regione quando l’Emilia-Romagna è inserita in zona arancione, sia un azzardo inutile e controproducente”.

Il riferimento è all’ordinanza regionale, esaltata dall’assessore Mammi, che consente alle squadre di caccia al cinghiale e di caccia selettiva agli altri selvatici, la massima libertà di movimento negata agli altri cittadini.  

Permettendo ai cacciatori di poter organizzare ancora battute di caccia al cinghiale quanti altri casi come quelli di Ventasso sono destinati a ripetersi? La Regione faccia marcia indietro e sospenda la caccia”, conclude polemicamente la capogruppo M5S in Regione.   

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