Guerra nel Parmigiano Reggiano per il magazzino da un milione di forme
Centrali coop contro Bertinelli dopo call segreta con i sindaci
La lettera integrale

28/11/2020 – Venti di guerra al Consorzio del Parmigiano Reggiano. La posta è la più alta nella storia dell’ente di tutela del formaggio più famoso e ricercato al mondo: un mega magazzino di stagionatura da un milione di forme di formaggio Dop.

Un progetto al quale lavora con determinazione, cucendo le necessarie alleanze col livello politico, il presidente del Consorzio Nicola Bertinelli con l’appoggio di Coldiretti (ma forse è vero il contrario, vale a dire Bertinelli che promuove la strategia di Coldiretti, di cui è presidente regionale e vicepresidente vicario nazionale).

Si dice che la struttura potrebbe sorgere nell’area ex Aurora davanti alle fiere di via Filangieri, oppure in un’area in prossimità del casello A1 Terre di Canossa, quindi a metà strada tra Reggio e Parma. Entrambi i terreni sono di proprietà coop.

Tuttavia il progetto è visto con grande diffidenza nel mondo agroalimentare cooperativo, tanto che al presidente, al direttore Deserti e ai 28 consiglieri di amministrazione del Consorzio di via Kennedy è arrivata in questigiorni una lettera dai toni inequivocabili, decisamente contraria alla costruzione del mega magazzino, firmata da Confcooperative e da Legacoop agroalimentare. E’ di fatto una dichiarazione di apertura delle ostilità nei confronti di Bertinelli e della sua strategia.

La crisi, latente da tempo – sin dal “salto della quaglia” compiuto dal presidente verso Coldiretti – è esplosa dopo un vertice riservato, una call conference via smartphone proprio dedicata alla vision di un polo costituito da area museale, centro di ricerca e , appunto il più grande magazzino mai visto del Parmigiano Reggiano. Idea già in fase di elaborazione, tanto che si punta dichiaratamente ai finanziamenti del Recovery Fund, come del resto è stato anticipato il 13 ottobre scorso alla Commissione riforme di via Kennedy.

Alla conference del 21 novembre, convocata dall’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi, hanno partecipato il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e il presidente della provincia Diego Rossi, il sindaco di Reggio Luca Vecchi col presidente Giorgio Zanni, e per Modena il sindaco Muzzarelli e il presidente Gian Domenico Tomei, oltre naturalmente a Bertinelli. Trattandosi di cosa particolarmente rilevante, come d’uso nella democratica Emilia non è stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale. E’ la solita storia dei caminetti per pochi intimi che decidono le sorti di tutti.

Nicola Bertinelli

Confcoop e Legacoop sono state tagliate fuori dalla call: eppure rappresentano i caseifici a cui fa capo la grande maggioranza della produzione di Parmigiano Reggiano. Invece era presente Coldiretti – si dice grande regista dell’operazione – proprio attraverso Bertinelli. Un’esclusione che evidentemente brucia, tuttavia non pare questo il motivo fondamentale delle ostilità.

Le centrali cooperative chiedono un “progetto concreto e dettagliato”, ben più di una semplice “idea” prima di formulare un giudizio compiuto, tuttavia premettono che non rientra tra i compiti del consorzio – un ente di tutela – la commercializzazione e la stagionatura del formaggio. E’ chiaro che con la costruzione del magazzino da un milione di forme, grazie ai soldi dell’Europa, il consorzio di tutela dovrebbe mutare la propria natura. E c’è chi vede il rischio di consegnare il Parmigiano Reggiano nella mani dei grandi grossisti (che poi sono quelli del Grana Padano) più di quanto non lo sia oggi.

Confcoop e Legacoop, nella lettera che pubblichiamo integralmente di seguito, reclamano un “cambio di passo” nel Consorzio, e pongono anche un’altra pregiudiziale: gli investimenti sui posti forma e l’attività di magazzino devono restare esclusivamente in capo ai caseifici, sia nella gestione sia nella proprietà. Infine, la considerazione che comunque non si dovrebbe parlare di un unico magazzino di stagionatura, ma di più magazzini, prevedendo “investimenti diffusi sul territorio”.

La sostanza è un no su tutta la linea, perché è in discussione l’assetto futuro del Consorzio PR.

Resta da vedere se tutta la cooperazione è d’accordo su questa linea di contrapposizione a Bertinelli, di certo lo sgarbo dell’assessore regionale Mammi nei confronti delle centrali cooperative avrà delle conseguenze. L’ex sindaco di Scandiano come minimo deve chiarire la propria posizione, e precisare per conto di chi ha organizzato la call su un progetto di cui il presidente Bertinelli avrebbe già i rendering, mentre gli altri, salvo l’onnipresente Coldiretti, sono ancora all’oscuro di tutto.

E comunque lo scontro si sposterà sul piano politico, a cominciare dal prossimo rinnovo della presidenza di via Kennedy. Ciò spiega le pressioni crescenti sull’ex assessore regionale alle politiche agricole ed ex presidente di Legacoop Emilia Ovest Simona Caselli, perché accetti di correre in aprile contro Bertinelli.

PIERLUIGI GHIGGINI

LA LETTERA DI CONFCOOPERATIVE E LEGACOOP

Al Presidente del Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano DOTT. NICOLA BERTINELLI

Al Direttore del Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano DOTT. RICCARDO DESERTI

Ai Consiglieri del Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano

Oggetto: Posizione su Idea progettuale del Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano “Magazzino di stagionatura con fondi Next Generation Eu”

Con le annunciate risorse finanziarie rese disponibili dal “Next Generation Eu” (impropriamente detto Recovery fund), anche nel comprensorio del Parmigiano Reggiano si è aperto un dibattitto sulle potenziali progettualità.

A tale proposito, nella Commissione Riforme del 13 Ottobre 2020 alle scriventi Organizzazioni di rappresentanza è stata sinteticamente accennata un’idea progettuale incentrata sulla costruzione di un polo dove far convergere un’area museale, una struttura dedicata alla ricerca applicata nel comparto lattiero caseario e un magazzino per la stagionatura del prodotto.

Nella stessa Commissione Riforme, le scriventi Organizzazioni hanno convenuto sul fatto che i Fondi “Next Generation Eu” possono essere un’occasione per aumentare i “posti forma” del comprensorio. Tuttavia, davanti ad una breve illustrazione di un’idea più che di un progetto, è stato ribadito come la valutazione delle scriventi Organizzazioni sarà fatta su un progetto concreto e dettagliato.

La dovuta premessa è che a nostro avviso non rientra tra i ruoli del Consorzio l’attività commerciale, di stagionatura o più in generale qualsiasi funzione gestionale di cui invece si occupano le imprese del comprensorio.

In coerenza con quanto prescritto dalla legge, il Consorzio deve occuparsi esclusivamente di tutela, vigilanza e promozione. In questo quadro, a nostro avviso, gli investimenti sui posti forma sono e devono restare di competenza esclusiva dei caseifici, coerentemente con le disponibilità finanziarie e le strategie aziendali degli stessi.

In un’ottica di potenziamento dei posti forma comprensoriali, riteniamo che l’attività di magazzino non può che rimanere in capo ai caseifici sia nella gestione che nella proprietà. Inoltre, in coerenza con la ramificazione territoriale che contraddistingue il comprensorio e con le esigenze di natura gestionale, è auspicabile che si parli di magazzini più che di magazzino di stagionatura, prevedendo investimenti diffusi sui territori.

Negli ultimi giorni, il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano ci risulta abbia discusso dell’idea progettuale con i livelli istituzionali. Non avendo partecipato a tali incontri e restando fermi all’idea progettuale presentata in Commissione Riforme, piuttosto vaga e comunque tutta da dettagliare nei contenuti e nella sostanza, siamo a chiedere i dettagli di quanto proposto alle istituzioni.

Allo stesso tempo, se vogliamo dare concretezza al percorso avviato, riteniamo sia necessario un cambio di passo. Anche le scriventi Organizzazioni sono chiamate ad esprimersi con i livelli istituzionali. E per farlo con cognizione di causa e nell’interesse dei nostri associati abbiamo bisogno di chiarezza e di una proposta progettuale dettagliata e formalizzata in un documento su cui avviare delle riflessioni e successivamente esprimere un parere circostanziato.

Certi dell’attenzione che dedicherete alla presente, porgiamo i nostri più cordiali saluti

Carlo Piccinini e Cristian Maretti, presidenti Confcooperative Agripesca Emilia Romagna e Legacoop agroalimentare Nord Italia

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2 risposte a Guerra nel Parmigiano Reggiano per il magazzino da un milione di forme
Centrali coop contro Bertinelli dopo call segreta con i sindaci
La lettera integrale

  1. franca Rispondi

    30/11/2020 alle 16:00

    strano….Coldiretti. Ormai la fa da padrone alla faccia delle altre organizzazioni. Non parlo di Confagricoltura ma la CIA che dice? Tagliati fuori da tutto. Qualche ripensamento nella strategia forse sarebbe utile….

  2. Maurizio Rispondi

    30/11/2020 alle 16:20

    È frutta di persone che vogliono fare. Politica per presentare le loro idee di grande imprenditori.tutto è possibile ma avere a che fare con degli agricoltori sarà impossibile conoscendo gli agricoli e lavorando nel settore da. 50anni.

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