Dopo 46 anni la Regione smantella l’Istituto Beni Culturali
Voto unanime dell’assemblea legislativa

La Regione smantella l’Istituto Beni culturali fondato nell’ormai lontano 1974. Dal prossimo 1^ gennaio, funzioni, attività e personale dell’Istituto beni artistici, culturali e naturali passeranno direttamente alla Regione, “con l’obiettivo di rafforzare il lavoro avviato e consolidato in tutti questi anni dall’Ibacn”.
E’ quanto prevede la legge regionale, presentata dalla Giunta, approvata martedì all’unanimità dall’Assemblea legislativa.

Sempre dal 1° gennai la Regione acquisirà anche le proprietà e le risorse strumentali, oltre che il personale dipendente – E’ previsto che gli organi dell’Istituto – guidato dallo storico Roberto Balzani – decadano dai loro incarichi, a eccezione del Revisore unico.

“Era indispensabile un assetto più funzionale dal punto di vista istituzionale e organizzativo, basato sull’esercizio diretto delle funzioni da parte della Regione- ha spiegato l’assessore alla Cultura e Paesaggio, Mauro Felicori nel suo intervento in Aula-. L’Ente ha visto nel tempo accrescere le proprie funzioni, che hanno giustificato originariamente l’autonomia non solo culturale ma anche statutaria dell’Istituto, ma negli anni esse hanno inevitabilmente modificato il loro peso e rilievo. Inoltre, le funzioni provinciali in materia di beni e attività culturali sono state riportate in capo alla Regione”.

“Da qui la necessità di ricondurre le attività dell’Ente in seno all’amministrazione regionale- chiude Felicori– utilizzando il personale e l’importante esperienza maturata dall’Istituto, che hanno assicurato negli anni supporto e servizi al governo regionale, al territorio e agli enti locali. Dunque, un cambiamento innovativo che parte dal grande lavoro svolto in questi anni dall’Istituto beni artistici, culturali e naturali. Ringrazio il presidente dell’Ibacn, Roberto Balzani, che ha accompagnato questo percorso con anche tanti buoni consigli, il Comitato di indirizzo e tutti i dipendenti, la cui professionalità continuerà a essere preziosa”.


LA STORIA DELL’IBACN

L’Ibacn, allora Ibc, fu costituito dalla Regione nel 1974 quale ente pubblico regionale dotato di autonomia, di una propria personalità giuridica, diretto da un Presidente e un Consiglio di Indirizzo, col principale obiettivo di provvedere al censimento dei beni artistici culturali e naturali, costituendo un inventario regionale in collaborazione con Province e Comuni. Nel 1983 fu istituita, in seno all’Ente, la Soprintendenza per i beni librari e documentari. Nel 1995, all’Ibacn furono attribuite le funzioni amministrative di competenza regionale relative alla materia “musei e biblioteche di Enti locali”. In seguito, sono stati affidati all’Istituto nuovi importanti compiti amministrativi, mantenendo in capo alla Regione solamente l’approvazione della programmazione pluriennale in materia di musei, archivi e biblioteche, dei relativi piani annuali di intervento, nonché degli standard di qualità per i servizi culturali, sulla base delle proposte dell’Istituto.

I CONTENUTI DELLA RIFORMA

Con la legge, di 19 articoli, la Regione riprende la Convenzione di Faro, recentemente ratificata dal Parlamento italiano, per promuo­vere una comprensione più ampia del patrimonio culturale e del suo rapporto con le comunità.
La Regione assume le funzioni già assegnate all’Ibacn nel settore del patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio regionale, ossia dell’insieme dei beni artistici, culturali, architettonici, naturali e paesaggistici e, più in generale, delle risorse ereditate dal passato che le comunità regionali identificano come riflesso ed espressione dei loro valori, credenze, conoscenze e tradizioni.

In particolare, realizzerà attività conoscitiva e di ricerca, per la valorizzazione e la conservazione e la promozione del patrimonio culturale, gestendo inoltre l’inventario regionale. Promuoverà interventi di conservazione, restauro, manutenzione e valorizzazione; metterà a disposizione del pubblico, anche attraverso una biblioteca specializzata e una fototeca, la documentazione scritta, iconografica, cartografica, audiovisiva e multimediale, consentendo la consultazione delle banche dati relative al patrimonio culturale; realizzerà iniziative espositive e progetti con particolare riguardo all’educazione e alla sensibilizzazione della cittadinanza e delle giovani generazioni.
In materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali la Regione potrà attuare interventi diretti, stipulare accordi o convenzioni con soggetti pubblici e privati, acquistare e concorrere all’acquisto di beni, fondi, raccolte e collezioni di valore artistico. La Regione potrà tra l’altro definire la costruzione, ristrutturazione e restauro di edifici adibiti (o da adibire) a sedi di istituti culturali; la costituzione e lo scambio di banche dati e sistemi informativi per biblioteche, archivi e biblioteche; interventi per l’incremento, catalogazione, digitalizzazione e restauro del patrimonio culturale; la promozione del libro e della lettura; il restauro di sedi bibliotecarie, museali o archivistiche.

Un Comitato scientifico per il patrimonio culturale, istituito dalla Giunta e composto dalle migliori competenze del territorio, avrà il compito di qualificare le politiche regionali sulla relativa materia.
Anche l’attuazione della legge regionale per la salvaguardia e valorizzazione dei dialetti dell’Emilia-Romagna torna in capo alla Giunta regionale, che potrà quindi assegnare incarichi per studi e ricerche, stipulare accordi o convenzioni con università, centri di documentazione e ricerca pubblici o privati, concedere contributi per progetti in relazione al tema, istituire e assegnare premi per le tesi di laurea e di dottorato, in continuità con quanto già realizzato dall’Ibacn.

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Una risposta a 1

  1. chi sa parli Rispondi

    03/12/2020 alle 19:07

    Mah! Non c’è dietro una battaglia contro l’alter ego di Bonaccini , il prof. Balzani? Quest’ultimo infatti si era presentato in alternativa all’attuale presidente, sempre nell’ambito PD, e, pur non facendo parte della nomenclatura, aveva ottenuto molti voti( se non erro circa il 40%).Lo spessore intellettuale di Balzani è di gran lunga superiore a quello dell’attuale presidente e sicuramente avrebbe dato prestigio alla Regione. Tra l’altrol’IBC è stato riempito dalla Regione di molto personale, non tutto qualificato, i cui costi assorbono il bdg delle entrate.
    Vedremo con l’assessore se le cose cambieranno in meglio, quando invece necessiterebbe di giovani preparati con una base culturale adeguata e motivati.

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