Un decreto anti-movida
Dopo le 18 si consuma solo al tavolo
E il sindaco può chiudere strade e piazze a rischio
Studenti in classe dopo le 9
Tutte le novità del nuovo Dpcm

19/10/2020Chiusure temporanee, una sorta di ‘coprifuoco’ deciso dai sindaci, in piazze e vie dopo le 21 di fronte ad eventuali rischi di assembramenti. Ma anche chiusura tassativa alle 18 per bar, ristoranti, paninoteche, kebab, stuzzicherie che non hanno servizio al tavolo. Nei ristorante limite di sei persone per tavolo, e gli esercizi devono esporre un cartello dichiarando la capienza massima. Stop alle attività sportive amatoriali che prevedono contatto, disco verde agli sport professionistiche. Attività didattica in presenza, salvo situazioni “critiche” e, nelle superiori, estensione degli orari anche al pomeriggio, con ingressi scaglionati a partire dalle 9. E’ nella sostanza un decreto anti-movida quello varato dal governo tre giorni di trattative con Regioni ed Enti locali e illustrato ieri sera dal premier Conte in un conferenza stampa in diretta tv. Comunque nessuna novità eclatante rispetto alle indiscrezioni della vigilia. La buona notizia è che i teatri restano aperti, sia pure con i limiti di capienza e distanziamento già in atto, perchè considerati “sicuri”.

Le misure del nuovo Dpcm anti-Covid entrano in vigore oggi, 19 ottobre, e restano in vigore sino al 13 novembre. Fanno eccezione le norme che rafforzano la didattica a distanza e gli orari scaglionati alle superiori, consentendo i doppi turni e ingresso a scuola non prima delle 9: questa disposizione entra in vigore mercoledì 21 ottobre.

LE NOVITA’ 

I SINDACI DISPONGONO ZONE ROSSE SE RISCHIO ASSEMBRAMENTO  – “I sindaci dispongono la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”.

OK ALLA DIDATTICA A DISTANZA (DAD) IN CASO DI CRITICITA’ – “Previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza”.

SCUOLE SUPERIORI, ANCHE TURNI POMERIDIANI  – Modulare “ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9”.

MASSIMO SEI PERSONE PER TAVOLO IN BAR E RISTORANTI  – “Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5 sino alle ore 24 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze”.

OBBLIGO CARTELLO NUMERO MASSIMO PERSONE IN LOCALI – “E’ fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti”.

STOP A CONGRESSI, SAGRE E FIERE LOCALI – “Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”. “Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza”, viene disposto.

RESTANO APERTI BAR E RISTORANTI NELLE AUTOSTRADE – “Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”.

NELLA P.A. OBBLIGO DI RIUNIONI A DISTANZA – Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza.

SALE GIOCHI APERTE DALLE 8 ALLE 21 – Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8 alle ore 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali.

STRETTA ALLE  GARE, IN ALLENAMENTO STOP A “PARTITELLE”– Sì a partite e gare sportive a livello regionale e nazionale per professionisti e dilettanti. No agli allenamenti di squadra, a partite e “partitelle”. E’ la stretta che il nuovo dpcm impone agli sport di contatto. Sono vietati del tutto infatti, a quanto spiegano fonti di governo, quelli svolti a livello amatoriale e arriva il divieto anche per le gare dilettantistiche a livello provinciale. Ma è possibile, per chi pratichi uno sport come il basket, il calcio o la pallavolo, nell’ambito di una società sportiva, continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra evitando però il contatto e dunque di fare “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri.

Il premier Conte durante la conferenza stampa di ieri sera nel cortile di palazzo Chigi

IN SINTESI

👉 I sindaci possono chiudere vie e piazze dopo le 21 per evitare assembramenti
👉 Tutte le attività di ristorazione e i bar sono aperti dalle 5 alle 24, se hanno il servizio al tavolo, altrimenti chiudono alle 18
👉 Le consegne di cibo a domicilio non subiscono restrizioni
👉 L’asporto è in funzione fino alle 24
👉 Nei ristoranti ci si può sedere al massimo in 6 persone per tavolo
👉 I ristoranti dovranno esporre all’esterno un cartello con la capienza massima
👉 Sale giochi e sale bingo chiudono alle 21
👉 La scuola rimane in presenza
👉 La scuola secondaria superiore viene organizzata con modalità maggiormente flessibili: ingressi dalle 9 e attività didattiche anche al pomeriggio
👉 L’organizzazione didattica delle Università viene modulata in base al quadro dei contagi
👉 Vietate le gare nello sport di contatto dilettantistico
👉 Vietate le sagre e le fiere di paese
👉 Consentite le manifestazioni fieristiche a carattere nazionale e internazionale
👉 Vietati i convegni in presenza
👉 Le riunioni della Pubblica Amministrazione devono essere tenute solo a distanza
👉 Le palestre e le piscine hanno una settimana di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza

Il nuovo pacchetto di misure coinvolge soprattutto bar e ristoranti che chiuderanno a mezzanotte, ma su di loro potrebbero gravare provvedimenti che puntano a limitare in modo mirato i luoghi che espongono a maggiore rischio di assembramento: in quei casi la chiusura anticipata alle 21 potrebbe quindi essere applicata – secondo il provvedimento – dagli stessi sindaci per intere strade. Sindaci che però non ci stanno e rimandano la palla al Governo: “Sarebbe un coprifuoco scaricato sulle nostre spalle. L’esecutivo si assuma le sue responsabilità”. In qualunque caso, dalle 18 sarà possibile soltanto il consumo al tavolo, a cui dovranno in ogni caso sedersi massimo sei persone. E all’esterno dei locali dovrà essere riportato il numero massimo di clienti consentiti all’interno. E’ proprio su questi ultimi punti che è rimasta in piedi l’intesa tra governo e Regioni, le quali chiedevano di non penalizzare ulteriormente quei settori già colpiti dal lockdown (4 i miliardi previsti per il ristoro, ma non ‘più a pioggia’).

I BUS RESTANO AFFOLLATI, PIU’ CONTROLLI NELLE METRO

Sul fronte dell’alleggerimento del trasporto locale, l’unica soluzione che accontenta tutti – Esecutivo e Regioni – è quella di portare la quota di persone in smartworking dal 50 al 75%. Non ci sarà una riduzione della quota di riempimento dei mezzi, ma l’adozione di misure un maggior controllo sulle banchine delle metropolitane per agevolare i flussi di salita e discesa. “Aerei, navi, bus, treni a lunga e corta percorrenza hanno contribuito con lo 0,1% al contagio”, chiarisce il ministro ai Trasporti, Paola De Micheli, che – oltre ai 1.600 bus turistici in circolazione – si dice “disponibile a potenziare il sistema”.

STOP A SAGRE E FIERE, OK QUELLE NAZIONALI. PALESTRE SORVEGLIATE SPECIALI

Si torna indietro di mesi sul fronte degli eventi: saranno sospese sagre e fiere, ma consentite la manifestazioni di carattere nazionale e internazionale.

Ciò significano che saltano tutte le fiere tradizioni che si affollano in ottobre nel Nord Italia: un colpo durissimo alla tradizione e al commercio ambulante. E San Prospero? Si farà, se il decreto non sarà prorogato oltre il 13 novembre.

Le palestre al momento restano aperte, ma sono sorvegliate specialissime: hanno una settimana di tempo – ha detto Conte – per adeguarsi alle prescrizioni di sicurezza sanitaria. E fra sette giorni valuteremo: e persisteranno situazioni di irregolarità, lo dico ora con chiarezza, sarà la chiusura”.

E in generale non sono esclusi altri decreti più restrittivi, visto la nuova accelerazioni della pandemia. “Ci sono evoluzioni continue – ha detto il ministro Boccia – Consideriamo questa modalità di confronto tra noi una convocazione permanente e interverremo in tempo reale ogni volta in cui sarà necessario e se dovessero emergere criticità”.

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