Tempi duri anche per la Manodori
Il portafoglio piange, ma impegno per 2,5 milioni in erogazioni nel 2021

Non sono tempi nemmeno per la fondazione Manodori: un tempo molto ricca, oggi deve fare i conti con una drammatica riduzione delle risorse, considerato chele banche non distribuiscono dividendi.

Così il presidente Romano Sassatelli deve fare i salti mortali per tirare fuori dal bilancio quella soglia minima di risorse da redistribuire alla città, sotto la quale la fondazione dei reggiani diventerebbe marginale.

E così, girando emrigirando il borsellino, il consiglio generale della Fondazione Manodori è riuscito a definire l’obiettivo di 2 milioni e mezzo per le erogazioni del 2021. Inoltre annuncia ulteriori vendite di di pacchetti azionari di Unicredit,alfine di ridurre la concentrazione nel settore bancario e diversificare maggiormente gli investimenti.

Romango Sassatelli

“I contributi del prossimo anno – spiega un’ampia nota della Manodori – “andranno a favore dei progetti a maggiore ricaduta sociale e che rispondono a bisogni concreti. Anche per il 2021 sono previsti bandi per intervenire sulle nuove povertà, in particolare per welfare e educazione. Verranno privilegiate le iniziative realizzate in rete tra soggetti diversi e in grado di generare altre risorse, per garantire continuità e maggiore efficacia. Sarà attivato il monitoraggio della ricaduta sociale e la valutazione d’impatto dei progetti finanziati, a partire da quelli ritenuti a contenuto innovativo”. 

“Nonostante la contrazione delle risorse legata alla fase critica che si sta attraversando a causa della pandemia da Covid-19, la Fondazione Manodori riesce a garantire l’erogazione dei fondi a favore del territorio reggiano, rafforzando la propria attenzione alle situazioni di maggiore disagio e vulnerabilità”.

“Il 2020 è un anno complesso per la nostra comunità. – conferma il presidente Romano Sassatelli – In accordo con altri enti ed istituzioni, abbiamo quindi messo a disposizione fondi straordinari per fronteggiare l’emergenza sanitaria e per concorrere poi a ripartire. Come mai prima, anche i nuovi strumenti attivati, tra cui i bandi, saranno particolarmente utili a sostenere i soggetti più fragili e tutte quelle attività che faticano a ripartire o dovranno rimodulare la propria operatività”..

 “Saremo quindi tutti impegnati – prosegue Sassatelli – ad essere vicino agli enti pubblici, alle scuole, ai presidi ospedalieri e sanitari, alle parrocchie e alle organizzazioni del mondo del volontariato e della cooperazione sociale, ai soggetti attivi nella gestione dei luoghi di cultura, come teatri e musei. Molti saranno in difficoltà a risollevarsi dopo questa fase critica, o impegnati a loro volta a dare supporto alla comunità, e cercheremo di dare tutto il nostro aiuto”.

Palazzo Da Mosto

Nel corso del 2020 le trasformazioni del contesto economico-finanziario, condizionate inevitabilmente dagli effetti dell’emergenza sanitaria, hanno portato inoltre la Fondazione Manodori ad adeguare la gestione del patrimonio e del controllo dei rischi, ridisegnando il percorso di diversificazione del proprio portafoglio.

 “In quest’ottica – aggiunge –  proseguirà la graduale riduzione della concentrazione sul settore bancario, compatibilmente con le condizioni di mercato, e l’impostazione di piani operativi e tempistiche coerenti con la salvaguardia del patrimonio e la stabilità delle erogazioni”.

Di recente, fra l’altro, è entrato a pieno regime l’utilizzo di tutto gli spazi di Palazzo da Mosto che attualmente sta ospitando una mostra, sei classi di una scuola media inferiore, aule didattiche dell’Istituto Peri, uno studentato in appoggio ad Unimore.

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