SOS lavoratori “fragili”, Catellani (Lega): “A causa del Covid rischiano salute, stipendio e posto di lavoro: la Regione li tuteli”

8/10/2020 – “Quanti sono nella nostra Regione i lavoratori fragili e in quale percentuale sono costretti a rimanere a casa, in malattia, rischiando il posto di lavoro, a causa della totale assenza di tutele specifiche nel corso di un’emergenza sanitaria che li vede in pericolo? Quali azioni intende intraprendere la Giunta a tutela della loro salute ma anche del mantenimento occupazionale e salariale?”. Lo chiede all’esecutivo di via Aldo Moro un’interrogazione del Gruppo Lega ER a prima firma del consigliere Maura Catellani. 

Maura Catellani, consigliere regionale Lega

La questione tocca i “lavoratori fragili” del comparto pubblico e privato, ossia tutte quelle persone in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità e tutti quei lavoratori a rischio per immunodepressione, patologie oncologiche o fruitori di terapie salvavita. Fino al 31 luglio le disposizioni di legge equiparavano la loro assenza dal lavoro, legata alla maggior probabilità di sviluppare in forma grave la patologia da infezione SARS-CoV-2, all’assenza per ricovero ospedaliero. Ma dal 1° agosto le tutele sono venute meno e oggi i lavoratori fragili si trovano a dover chiedere giorni di malattia, rischiando di perdere il posto del lavoro in caso di assenza prolungata. 

“La circolare congiunta n.13 del 4 settembre 2020 indica che ai lavoratori “deve essere assicurata la possibilità di richiedere al datore di lavoro l’attivazione di adeguate misure di sorveglianza sanitaria, in ragione dell’esposizione al rischio da SARS-CoV-2, in presenza di patologie con scarso compenso clinico (a solo titolo esemplificativo, malattie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche)”, prosegue il testo dell’atto depositato da Catellani e dal gruppo Lega in Consiglio regionale . 

“Il datore di lavoro, da parte sua, deve comunicare al medico una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore o dalla lavoratrice e della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività e le informazioni sull’integrazione del documento di valutazione del rischio. A questo punto il medico esprimerà il giudizio, fornendo indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice, riservando il giudizio di non idoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative – prosegue Catellani. E’ del tutto evidente, quindi, che nell’ipotesi – non infrequente – dell’impossibilità per l’azienda di adottare soluzioni maggiormente cautelative, il medico emetterà di giudizio di non idoneità che, seppur temporanea metterà il lavoratore nella condizione di doversi assentare dal lavoro per un periodo di tempo impossibile da determinare, essendo la motivazione dell’assenza direttamente correlata all’effettiva durata della fase di emergenza sanitaria non ancora conclusa”. 

“Una situazione che pone i lavoratori fragili, per ragioni connesse allo stato di salute, a esporsi proprio malgrado, anche al rischio potenziale ma certamente concreto della perdita del posto di lavoro con le inevitabili gravissime ricadute di tipo sociale che ciò comporta” conclude il consigliere regionale del Carroccio Maura Catellani.

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Una risposta a 1

  1. Francesco Rispondi

    03/11/2020 alle 15:53

    Maura Catellani, consigliere regionale Lega

    e p.c Matteo Salvini senatore della Lega

    Egr. Senatore Salvini,  Maura Catellani, consigliere regionale Lega, sono un lavoratore pugliese dipendente da 37 anni, da alcuni anni ho patologie pregresse di cardiopatia ipertensiva, bronco pneumopatia cronica ostruttiva di grado severo e di diabete di tipo 2. nonché titolare  della legge 104 /92 e con un invalidità riconosciuta dalla stessa INPS. Vi scrivo con la speranza che forse possiate  fare qualcosa per noi lavoratori fragili, ossia per quei lavoratori che non possono aderire allo smart working, vi  posso assicurare che ho scritto a giornalisti di varie reti italiane, ma mai avuto udienze e nemmeno risposte. Il punto è che essendo i più esposti a rischio, noi dovevano essere tutelati per primi. E invece siamo stati dimenticati come fossimo gli ultimi, lasciati soli di fronte al dilemma di perdere il posto o la salute. Siamo i “lavoratori fragili”, una categoria che il decreto “Cura Italia” aveva protetto stabilendo che l’assenza dal lavoro per portatori di disabilità e affetti da gravi patologie fosse equiparata al ricovero ospedaliero. Oggi vi chiedo cortesemente a gran voce se potete intervenire per farci avere un po’ di dignità battendo i pugni sul tavolo del governo “Conte… una maggioranza di incapaci” c’è poi un tema di discriminazione tra malati: quello che può essere reimpiegato stando a casa avrà una via d’uscita da questo limbo e gli altri no, penso ai bidelli come agli operai, ai trasportisti etc. Noi rischiano il posto e la pelle.Non è accettabile.Egregi sig.ri, io vi stimo moltissimo per tutto quello che avete fatto prima quando c’erate voi al governo, ora che state all’opposizione vi stimo di più perché non siete scesi a compromessi.
    Nella speranza che prendiate in
    considerazione la mia lettera vi saluto
    cordialmente.

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