Riciclaggio, in sei mesi 3 mila 500 operazioni sospette in Emilia-Romagna

5/10/2020 – Emilia-Romagna in calo, dal quinto al sesto posto, per quanto riguarda le segnalazioni di riciclaggio nel primo semestre 2020. Citando il report di Uif-Banca d’Italia, è la Cgil a diffondere da Modena i dati illustrati in un’ottantina di pagine e tabelle. La classifica grigia di chi ne conta di più, al momento, recita Lombardia, Campania, Lazio, Veneto, Sicilia e appunto Emilia-Romagna che appare in flessione rispetto all’anno precedente. Posto che si tratta di segnalazioni più che fondate, nel senso che Bankitalia scrive che ne ha trasmesse ben 86,9% agli organi investigativi “valutandone la gravita’ finanziaria”, il sindacato insiste facendo riferimento ad altri elementi.

La tabella dell’Emilia-Romagna, lungo un trend “certamente preoccupante” anche per la Cgil, registra 3.484 segnalazioni raccolte dalla Banca d’Italia negli ultimi sei mesi: significa un calo del 6% e dell’11% rispetto al primo e al secondo semestre dell’anno scorso, nell’ambito di “una tendenza che speriamo sia mantenuta dal nostro sistema economico-produttivo-professionale emiliano-romagnolo“, sottolinea il sindacalista Franco Zavatti. Che aggiunge: “Restano comunque dati allarmanti, se pensiamo che da questi nostri territori regionali sono 20 le segnalazioni sospette che partono ogni giorno, domenica compresa”. Appaiono particolarmente pesanti i dati in alcune province: se la prima è Bologna, con 824 ‘riciclaggi’ segnalati, seguono Modena con 518 (ne parte una ogni otto ore) quindi Reggio Emilia, Parma, Rimini, Forli’, Ravenna, Ferrara e Piacenza. I settori produttivi più “esposti e colpevoli”, secondo la Cgil riguardano l’industria, l’edilizia, l’agricoltura, il commercio e i servizi.

(fonte: agenzia Dire)

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