Processo Angeli e Demoni
L’annuncio: “Ministero Giustizia parte civile”
In aula col mal di pancia anche l’Unione Comuni val d’Enza

29/10/2020 – Il ministero della Giustizia è “ufficialmente parte civile” nelprocesso Angeli e Demoni sugli affidi in Vald’enza e i bambini strappati ai genitori, processo che si apre domani, venerdì 30 con l’udienza preliminare in Tribunale a Reggio Emilia.

Lo ha annunciato il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi , del Movimento 5 Stelle.

“Sono molto felice di poter annunciare che, come promesso, il ministero della Giustizia è ufficialmente parte civile nel procedimento “Angeli e demoni” sugli affidi in Val d’Enza che prenderà il via domani a Reggio Emilia. È un importante segnale di attenzione alla vicenda – precisa Ferraresi – In attesa che si proceda in Parlamento a una riforma complessiva del sistema degli affidi, su cui stiamo lavorando con grande impegno, ci auguriamo che il processo si svolga in tempi celeri e accerti ogni responsabilità sui fatti accaduti”.

I sindaci dei comuni della Vald’Enza con l’on. Rossi, in attesa di Salvini

108 CAPI D’IMPUTAZIONE PER 24 INDAGATI

Sono 24 gli imputati per un totale di 108 capi d’imputazione tra cui peculato d’uso, abuso d’ufficio, falsa perizia anche attraverso l’altrui inganno, falso ideologico, tentata estorsione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, frode processuale, depistaggio o frode in processo penale, rivelazione di segreti in ordine a processo penale, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, maltrattamenti in famiglia, lesioni dolose gravissime e violenza privata.

Federica Anghinolfi intervistata da Rete 4

Tra gli imputati in primo piano Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali dell’Unione comunale, ilguru dell’aossicazione Hasel e Gretel Claudio Foti con la moglie, lapsicoterapeuta Nadia Bolognini, oltre al sindaco di Bibbiano Andrea Carletti del Pd,accusato di aver dato copertura alle azioni dei servizi e dello staff di Claudio Foti.

Sono 155 i testimoni citati dall’accusa e 48 le parti offese, tra cui l’Unione dei Comuni Val d’Enza, i Comuni di Gattatico e Montecchio, il ministero della Giustizia e la Regione Emilia-Romagna.

PARTE CIVILE (MA COL MAL DI PANCIA) l’UNIONE COMUNI VAL D’ENZA

29/10/2020 – Alla vigilia dell’udienza preliminare -e dopo la decisione anticipata dalla Giunta di Montecchio – anche l’Unione Comuni val d’Enza ha fatto sapere ufficialmente che “tutti i Comuni dell’Unione si costituiranno parte civile”.

Una decisione annunciata con un certo imbarazzo e l’ineliminabile schiuma alla bocca nei confronti delle famiglie, dei politici e dei media che da oltre un anno invocano senza fumisterie verità e giustizia nella vergognosa vicenda degli affidi che ha additato Bibbiano e la val d’Enza al ludibrio mondiale.

“Un atto che dobbiamo alle nostre comunità, travolte nell’estate scorsa dai contenuti dell’inchiesta denominata dalla Procura “Angeli e Demoni” e dalle conseguenze che questa ha portato con sè sui territori”: così scrive il presidente dell’Unione, che non tralascia di considerare “la sofferenza profonda di tante famiglie, di tanti operatori e di intere comunità fatte oggetto, in modo spesso strumentale ed irrispettoso di generalizzazioni ed attacchi assolutamente ingiustificati”.

Claudio Foti prima dello scandalo Angeli e Demoni

Il Presidente Palù, infine, rifila il solito attacco a chi chiede verità e giustizia mettendo in rilievo anche le responsabilità politiche delle amministrazioni e del partito che in Val d’Enza e in tutta la provincia si è affidato mani e piedi a Claudio Foti e alle sue visioni diventate sistema pedagogico di cui hanno fatto le spese tante famiglie.

I regali dei genitori mai consegnati ai bambini in affido

 Senza tradire un minimo di dubbio e di vergogna, il Presidente conclude: Non nascondiamo la nostra preoccupazione per come questa nuova fase sarà affrontata da una certa parte del mondo dell’informazione e dalla politica“. Per poi aggiungere che “possa aprirsi una fase nuova anche in questo senso, capace di favorire un dibattito coraggioso e pacato sul tema della gestione di situazioni di abusi e maltrattamenti sui minori, garantendo comunque protezione e riservatezza alle tante sofferenze di cui questa inchiesta si è occupata ed in special modo quelle dei minori.

Il sindaco Carletti con l’avvocato Giovanni Tarquini

Altrettanto noi ci auguriamo che una buona volta vengano passate al setaccio le responsabilità politiche – ben diverse da quelle penali, e talvolta superiori – della rete culturale e ideologica che ha portato al disastro di Bibbiano, e per il quale i sindaci, gli assessori, i funzionari tesserati e non che lo hanno alimentato, dovrebbero vergognarsi di camminare per strada. Sempre naturalmente in un dibattito “pagato e coraggioso”. Quel coraggio che, sino ad oggi, è mancato proprio al partito del sindaco Carletti.

PIERLUIGI GHIGGINI

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