Montagna, si indaga sui Servizi sociali. Perché?
Tutti zitti, nessuno sappia e nessuno parli
Seduta fantozziana del consiglio dell’Unione. Ma c’è poco da ridere…

15/10/2020 – Cos’è accaduto nei Servizi sociali dell’Unione Comuni Appennino reggiano? Perchè la Procura della Repubblica di Reggio Emilia procede con un’inchiesta? Cosa l’ha messa in moto? Quali sono i presunti reati contestati? Sono forse indagati anche degli amministratori? E per quale ragione il Tribunale dei minorenni di Bologna ha estromesso lo stesso Servizio dall’affidamento di tre minori, trasferendo d’urgenza l’incarico ai servizi sociali del comune di Parma?

Sono domande destinate a restare senza risposta, almeno per il momento. Perchè il consiglio dell’Unione ieri sera si è rifiutato di affrontare i nodi contenuti nell’interpellanza presentata in merito dal consigliere di opposizione Alessandro Raniero Davoli. E ciò nonostante il consiglio fosse stato convocato in seduta segreta, a Castelnovo Monti, con unico punto all’ordine del giorno proprio l’atto ispettivo di Davoli. Ma era una seduta convocata sapendo già in anticipo che dell’interpellanza si sarebbe fatto un bel falò.

Alessandro Raniero Davoli

Una riunione dall’andamento kafkiano, dove c’è mancato poco che a finire sotto accusa fosse Davoli, reo di chiedere informazioni su un caso che, evidentemente, scotta troppo per essere affrontato in modo aperto secondo i canoni della democrazia, naturalmente per quanto è possibile, visto che alcuni atti sarebbero secretati.

I sindaci, o almeno alcuni di loro, ovviamente sanno di cosa si tratta. Ma non vogliono parlarne nè intendono soprattutto che se ne parli nelle assemblee degli eletti, i quali però hanno pieno diritto di sapere.

Ieri sera, secondo quanto riferisce Davoli, il presidente dell’Unione Antonio Manari, sindaco di Ventasso, ha subito fatto melina chiedendo al presentatore dell’interpellanza se avesse in mano “una liberatoria”, evidentemente da parte della Magistratura. Dopo essersi sciroppato le legittime dichiarazioni di Davoli, all’improvviso il presidente dell’assemblea Luca Zini, che è anche capogruppo del Pd, decide di rigettare l’interpellanza. A quel punto Davoli cala il carico da undici e chied , come da regolamento, la trasformazione di una parte del documento in una mozione, perchè il consiglio possa discutere e alla fine votare. Mozione nella quale chiede, fra l’altro, l’istituzione di una commissione d’inchiesta.

Grandi conciliaboli, ricerche frenetiche, si può non si può, forse che sì forse che no: “Una scena fantozziana – riferisce Davoli – Si mattono a cercare il regolamento, ma nella loro copia manca una pagina, proprio quella interessata. Ne cercano un’altra. Dopo alcuni minuti scoprono, il segretario Matteo Marziliano e il presidente del consiglio Luca Zini, che ho ragione io“. Comunque avere ragione non serve, anzi può diventare una colpa in certi ambienti. E così Zini, che non sa più quali pesci prendere, dichiara chiusa la seduta senza mettere in discussione la mozione. Il tutto in circa un’ora, in cui l’unica cosa emersa con chiarezza è che dei pastrocchi ai servizi sociali non si deve parlare.

Eppure, nel corso della seduta, il consigliere di opposizione aveva anche dichiarato di sapere da dove era nata l’inchiesta della Procura.

“INCHIESTA NATA DA UN RAPPORTO DELL’ AUSL”

Ha detto Davoli: “Conosco anche l’ipotesi di reato e vi ho anche messo, e scusatemi se sono stato così trasparente, da dove è partito il tutto. Quindi non dalla denuncia di un genitore, non dalla denuncia di uno stradino, di un operatore ecologico, (con tutto il rispetto per loro), ma è nata dalla relazione che ha fatto un dirigente del servizio Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza, (AUSL Reggio Emilia) e ho messo anche il nome.”

Antonio Manari

A questo punto alcune domande sorgono spontanee: chi e cosa si sta coprendo? Quale obbligo o interesse hanno i sindaci e il Pd a non riferire su una questione la cui gravità affiora con evidenza, anche i mezzo a silenzi e documenti riservati? Siamo di fronte, speriamo di no, a una Bibbiano bis?

E magari nella seduta consiliare di ieri sera, è avvenuta delle regole e dei diritti dei consiglieri? Di ciò è convinto il consigliere Davoli, che infatti annuncia denunce a raffica e un esposto al prefetto Iolanda Rolli con la richiesta di commissariamento dell’Unione.

Il Municipiodi Castelnovo Monti

“La mia interpellanza – ricorda l’esponente Lega-FdI – era centrata sul clamoroso decreto del Tribunale dei Minorenni di Bologna, che ha tolto tre bambini che erano affidati ai Servizi Sociali dell’Unione e li consegnati alle cure dei Servizi Sociali del comune di Parma. Il presidente Manari, per non rispondermi , è ricorso all’espdiente di chiedermi da chi avessi ricevuto il decreto del Tribunale e se avessi otenuto una “liberatoria”. Gli ho fatto osservare che non è il tempo nè la sede per certe furbizie, e che comunque toccava a lui e ai sindaci informare i consiglieri dei documenti ricevuti dall’Unione e dai Comuni, visto che abbiamo pieno diritto, minoranze e maggioranze, di essere messi a conoscenza di tutti gli atti. Ho fatto presente che certi comportamenti si chiamano, sul piano giudiziario, omissioni e anche culpa in vigilando.

Inoltre ho rilevato che, senza gettare la croce su nessuno, esiste perlomeno un giudizio del Tribunale dei Minori dell’inadeguatezza dei nostri Servizi nel trattare questi minori. E siccome i Servizi non sono un’entità astratta ma sono incarnati nelle persone, allora se queste persone si sono rivelate in questa occasione inadeguate, ho chiesto che, se non sivogliono sospendere dal servizio, almeno vengano spostate ad altra area, ad occuparsi di altro”. Ma niente da fare: “Muro, hanno fatto muro -dice il consigliere – sino a quando con un’arroganza da antologia non solo non hanno risposto all’interpellanza, ma hanno dichiarato inammissibile la mia mozione”.

E come è finita? “Li ho avvisati che stavano violando una legge dello Stato e che li denuncerò alla Procura della Repubblica. Cosa che farò nei prossimi giorni, con l’aggiunta di una segnalazione al Prefetto Jolanda Rolli, che ha il compito di vigilare sul regolare funzionamento e sul rispetto delle norme da parte degli enti locali. Nella segnalazione – conclude Davoli – chiederò il commissariamento ad acta dell’Unione Montana, e la diffida al Presidente dr. Antonio Manari, al presidente del Consiglio Luca Zini, e al segretario dell’Unione Montana, dr. Matteo Marziliano, per aver violato una legge dello Stato, il decreto legislativo 267 del 2000″.

IL TESTO DELLA MOZIONE DAVOLI (NON DISCUSSA)

Oggetto: – Istituzione commissione consigliare d’indagine, Servizi Sociali Unificati

Presentata da Alessandro Raniero Davoli, consigliere del gruppo consiliare Lega – Fratelli d’Italia

Premesso che

Si ritiene utile e doverosa la costituzione di una commissione d’inchiesta consiliare, relativa alla situazione intervenuta nei Servizi Sociali dell’Unione Montana, conseguente al Decreto del Tribunale dei Minorenni di Bologna, numero 977/20

Considerato che

Per attuare in pieno la sovranità propria del consiglio, è necessario conoscere per decidere e deliberare,

Chiedo al Consiglio dell’Unione Montana:

1) di esprimere voto favorevole all’istituzione di una commissione d’indagine, regolata ai sensi dell’articolo 44 del DLG 267/2000. (Parere Ministero Interni) “il comma 2 stabilisce che il Consiglio possa istituire, al fine di garantire il controllo consiliare, commissioni di indagine sull’attività dell’Amministrazione.

Circa la possibilità che l’attività oggetto dell’indagine sia riferibile ad ambiti  tecnico-gestionali, si rappresenta che  non si ravvisano impedimenti a che la commissione, quale articolazione dell’organo rappresentativo dell’ente, possa esercitare la funzione di controllo  politico amministrativo su settori a contenuto  tecnico”.

L’art.19 del DLG 267/2000, specifica l’organizzazione ed il funzionamento delle  commissioni speciali prevedendo che alle stesse siano riconosciuti tutti i poteri necessari per l’espletamento dell’incarico, compresa la  possibilità di acquisire la documentazione ritenuta necessaria, nonché di sentire Amministratori e Dirigenti dell’Ente e degli Enti partecipati.  Al termine dei lavori, la Commissione approva una relazione conclusiva nella quale vengono declinati i fatti accertati e gli esiti  delle indagini svolte, nonché  una  proposta finale. Nella prima seduta successiva al deposito degli atti il Consiglio dell’Unione Montana adotta le conseguenti decisioni.2) La commissione d’indagine sarà composta di …… membri, comprendenti i capigruppo consiliari e almeno un consigliere per ogni gruppo, se non altrimenti disposto dal regolamento dell’Unione.

Fiducioso nell’accoglimento di questa mozione, ne propongo la discussione e la votazione in aula,

Alessandro Raniero Davoli, consigliere, gruppo Lega – Fratelli d’Italia

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Una risposta a 1

  1. Susanna Rispondi

    16/10/2020 alle 08:07

    Se c’e una indagine della MAGISTRATURA in corso allora c’e segreto sulle INDAGINE.in questo caso l’unica comunicazione da fornire era la seguente:C’E INDAGINE MAGISTRATURA IN CORSO SIAMO TENUTI AL. SILENZIO”. E non tirare fuori fantastiche richieste di “liberatorie” Consultate un buon avvocato. Vi dirà ( analizzati gli atti) quale è la CORRETTA RISPOSTA. in 2 parole

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