L’ORGIA DEL POTERE
Vi spiego il Pd partito del Deep State
Il legame con le Procure pericolo per la democrazia: il caso Reggio

DI DARIO CASELLI

Dario Caselli

Dire che il Pd si fa sempre più partito-Stato, può sembrare un’osservazione forte, ma molti elementi la suffragano. In primo luogo nel famoso ventennio berlusconiano, il Pd ha governato la metà degli anni, possiamo quindi parlare di ventennio dimezzato. Poi, dalla fine del 2011 è stato sempre al governo, con l’eccezione del Conte uno, durato circa un anno.

E’ un decennio in cui il Pd ha sempre governato, pur senza mai aver vinto le elezioni, anzi l’ultima volta le aveva perse rovinosamente.

In questi anni anche a causa della buona sorte nelle scadenze, il Presidente della Repubblica è sempre stato vicino o organico al Pd, da Scalfaro a Ciampi, da Napolitano a Mattarella, ciò ha determinato equilibri favorevoli al Pd nella formazione degli organi giudiziari, come la Corte Costituzionale e il Csm, dove il potere di nomina del Presidente è tutt’altro che irrilevante.

Il Presidente della Repubblica, oltre a un forte potere di nomina, presiede la Magistratura e le Forze Armate, ha un forte potere di indirizzo e di condizionamento dei governi, sia in fase di nomina, che di approvazione di leggi e decreti.

Non ricordiamo atti particolarmente avversi ai governi del Pd, mentre è difficile negare il ruolo di Scalfaro nella caduta del primo governo Berlusconi e di Napolitano in quella dell’ultimo. Pure Mattarella rischiò la crisi istituzionale, dicendo di no a Savona ministro del Tesoro nel governo giallo verde, per poi approvare ministri del Conte due che avevano ben meno qualità dell’attuale Presidente Consob.

Pure la vicepresidenza del Csm, l’organo di autogoverno della Magistratura, è da tempo appaltata a ex deputati del Pd, da Nicola Mancino, a Legnini, che, sceso dall’alto scranno, si è candidato a presidente dell’Abruzzo e dopo la trombatura elettorale è stato nominato commissario per le zone terremotate.

Luca Palamara

Fino all’attuale Davide Ermini, alla cui nomina hanno lavorato tutte le correnti interne, comprese Magistratura Indipendente e Unicost di Palamara. Le stesse che si intrattenevano all’hotel Champagne con il deputato del PD, Lotti, già braccio destro di Renzi, per concordare le nomine dei capi delle Procure.

Ora che il Pd sia egemone nei giornali e nelle Università, può dispiacere a qualcuno, ma fa parte delle cose, la sinistra ovunque è forte in questi ambienti, mentre la destra è forte nei settori economico- finanziari.

Diverso e molto grave è invece lo stretto legame tra Pd e Procure, che condiziona pesantemente la vita democratica del Paese, come abbiamo visto anche a Reggio, dove una dettagliata informativa che indicava legami fra la ‘ndrangheta ed esponenti dell’amministrazione comunale e del Pd, è stata completamente ignorata dal Pm del processo Aemilia, che poi dopo essere stato nominato Procuratore capo a Reggio Emilia, ringraziava il Palamara: come si vede, tutto si tiene.

A differenza degli altri paesi, in Italia anche il sistema finanziario è legato alla sinistra, cioè al Pd.

I maggiori azionisti di Intesa, la prima banca del Paese, sono le Fondazioni Cariplo e S Paolo di Torino, i cui vertici sono uomini del Pd.

Per anni il Presidente di Intesa è stato Bazoli, uno dei padri nobili della sinistra cattolica e pure l’attuale Presidente ha sviluppato la sua carriera all’ombra di Romano Prodi.

Profumo, il banchiere che ha costruito Unicredit, si vantava di recarsi a votare alle primarie del Pd per Rosy Bindi e ora è stato nominato ai vertici di Leonardo.

Nessuno pertanto si scandalizza che a presiedere Unicredit vada l’ex ministro Padoan, tuttora deputato del Pd, eletto per ironia della sorte a Siena, la città di MPS, banca portata al fallimento e caricata sulle spalle dei contribuenti da una lunga sequela di pseudo manager, rigorosamente del PD. Come si vede, tutto si tiene.

Graziano Delrio ispirato

Né si può negare che il Pd sia il partito del Deep State: burocrati, generali, ambasciatori, guardano con favore a chi protegge le loro qualità e soprattutto garantisce i loro grandi privilegi.

Terrorizzati dalla vittoria grillina, ora dormono sonni tranquilli: quelli che dovevano aprire il sistema come una scatola di tonno si sono rivelati dei veri tonni e poi anche a loro piace vivere bene nella placida e corrotta capitale, dove l’unica bestemmia è la parola meritocrazia.

E’ questo Deep State che è collegato a quello degli altri Stati e soprattutto agli eurocrati, che ha fatto sputare sangue al Conte uno e che oggi lo sostiene a vele spiegate, tanto, finita la pandemia, i debiti li dovranno pagare gli italiani con una corposa patrimoniale.

Insomma, gli unici che hanno la patente per governare in Italia, sono quelli del Pd.

Però se questo accade, è anche per colpa di un centro-destra che non ha mai saputo costruire i quadri dirigenti, le relazioni internazionali, una seria cultura del governo e perché no, del Potere.

Quando De Gasperi mandò i comunisti fuori dal Governo e fece ripartire il Paese, aveva un’idea, una squadra e un popolo. Il centrodestra attuale ha solo un popolo.

Al Pd forse manca il popolo, ma ha una idea che è conservare il potere con chiunque, a qualunque costo, fino alla morte, ovviamente del Paese e ha una classe dirigente adattissima a questo scopo, basta pensare a Franceschini o Delrio, per capire che sono sugheri inaffondabili. Cattolici adulti, a volte divorziati, frequentatori dei sacri palazzi di oltre Tevere e sostenitori della pillola del giorno dopo. Come si vede, tutto si tiene.

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11 risposte a L’ORGIA DEL POTERE
Vi spiego il Pd partito del Deep State
Il legame con le Procure pericolo per la democrazia: il caso Reggio

  1. Dario Rispondi

    25/10/2020 alle 10:13

    Caselli dopo oltre 20 anni non ha ancora digerito di aver perso la presidenza della Manodori.

  2. Eugenio Marchi Rispondi

    25/10/2020 alle 10:38

    Non e’ corretto giudicare il Caselli commentatore sulla base del suo passato. Articolo vero, tagliente nella sua verità, tocca le corde della triste realtà. La coerenza fra dichiarato ed agito e’ un altro film. E purtroppo riguarda molti ex e presenti del mondo politico e istituzionale. In fondo, riguarda l’uomo nella sua intrinseca natura. Non certo per giustificare, ma per scrivere le cose come stanno. Chi e’ senza peccato…

  3. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    25/10/2020 alle 10:51

    Analisi lucida della realtà politica di questo disgraziato Paese che è diventato l’Italia e di questa provincia Reggiana infeudata ai signorotti del PD. Ottimo Caselli, come sempre.
    Penoso il commento firmato “dario” che evidentemente infastidito dalla scomoda verità non trova di meglio che insultare stizzito. Un ragionamento no? Se il poveretto in questione non è d’accordo con quanto affermato da Caselli, perché non motiva le sue ragioni? Vien da pensare che non ne abbia affatto … Viene in mente un ritornello: “La verità ti fa male … lo so” e il titolo calza ancora di più : “NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE” Pare scritto per il Procuratore Capo Marco Mescolini e il PD …
    Saluti ai lettori,
    Alessandro Raniero Analisi lucida della realtà politica di questo disgraziato Paese che è diventato l’Italia e di questa provincia Reggiana infeudata ai signorotti del PD. Ottimo Caselli, come sempre.
    Penoso il commento firmato “dario” che evidentemente infastidito dalla scomoda verità non trova di meglio che insultare stizzito. Un ragionamento no? Se il poveretto in questione non è d’accordo con quanto affermato da Caselli, perché non motiva le sue ragioni? Vien da pensare che non ne abbia affatto … Viene in mente un ritornello: “La verità ti fa male … lo so” e il titolo calza ancora di più : “NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE” Pare scritto per il Procuratore Capo Marco Mescolini e il PD …
    Saluti ai lettori,
    Alessandro Raniero Davoli

  4. Ivaldo Casali Rispondi

    25/10/2020 alle 15:08

    Complimenti al Dr.Caselli per l’eccellente articolo meritevole di essere pubblicato anche su altri organi d’informazione!
    Ottimo il commento di Davoli.
    Un grazie al Direttore Ghiggini che, a differenza di altri, da spazio anche alle voci scomode!

  5. Dario Caselli Rispondi

    25/10/2020 alle 15:34

    Desidero in merito al solito post anonimo e vigliacchetto che tira in ballo, distorcendole, vecchie vicende, precisare alcune cose: la mia vita non si è fermata dopo le mie dimissioni dalla Manodori, ho avuto altri incarichi, anche di maggior importanza, ma questo non ha alcuna importanza. Importa che quando ho lasciato la Fondazione il patrimonio liquido della stessa ammontava a 100 milioni di euro, quando sono entrato era di 2,5 milioni. Il patrimonio complessivo superava i 450 milioni di euro. Oggi il patrimonio totale dalla Manodori, non arriva neppure a 200 milioni di euro. Dopo di me la Fondazione è sempre stata diretta da uomini del Pd, non è difficile affermare che la Manodori va ad aggiungersi al lungo elenco di fallimenti del Pd. Molto altro potrei dire e sono pronto ad un confronto pubblico sul tema. Richiesta che come sempre credo verrà disattesa. Nessuna dicotomia tra dichiarato ed agito, errori ne avrò commessi, come tutti ma non ho mai portato il cervello all’ammasso e mi sono sempre comportato da uomo libero ed indipendente, del resto a differenza dei reggicoda del regime vivo del mio lavoro.

  6. Fabio Filippi Rispondi

    25/10/2020 alle 17:25

    Grande e veritiera analisi del dott. Dario Caselli, fine commentatore reggiano.
    Dal 1994 in Italia funziona spudoratamente così, ma quelli del Pd fingono ancora di scandalizzarsi e continuano a negare l’evidenza.

  7. L'Eretico Rispondi

    26/10/2020 alle 08:44

    Spunti interessanti in parte condivisibili.
    Sulla Manodori lascerei perdere Caselli: le perdite sono anche (anche) il risultato di scelte passate, probabilmente condivisibili in quel contesto. Chi è venuto dopo di lei non avrà brillato ma molto scelte erano già state fatte ed erano difficili da smontare.
    Il PD, purtroppo, ha la patente per governare perchè gli altri non hanno neanche il foglio rosa: nell’imbarazzo, voti chi ha la patente con la speranza che faccia meno incidenti di quelli che non c’è l’hanno.
    Il Parlamento è pieno di difetti ma l’unica cosa che ha sempre centrato è stato il Presidente della Repubblica. Opporsi ai Governi di Berlusconi era sacro: i governi di Berlusconi erano impresentabili con atteggiamenti Sud Americani.
    Non puoi fare Ministro una solo perchè ha un bel culo…..daiii…siamo seri.
    Per il resto condivido. Palamara è stata una cosa allucinante anche se risaputa da tempo.

  8. Ivaldo Casali Rispondi

    26/10/2020 alle 12:12

    Una sola cosa, incontestabile, i Governi Berlusconi non erano ABUSIVI ma votati DEMOCRATICAMENTE dal popolo italiano!!!

    • L'Eretico Rispondi

      26/10/2020 alle 16:12

      Solo quello.

      Peccato che l’On. Berlusconi abbia pagato il suo avv. facendolo eleggere in Parlamento (ci deve essere andato 2 volte).
      In altri paesi se scoprono il Presidente del Consiglio fare delle orge (come Berlusca) lo cacciano in 7 secondi, salvo che non parliamo del Sud America, Africa o Thailandia.
      Ti rendi conto di chi ha fatto eleggere in Parlamento? Facciamo l’elenco? Il fatto che gli altri non abbiano fatto di meglio non è una giustificazione.

  9. Dino Angelini Rispondi

    26/10/2020 alle 13:47

    sarebbe interessante sapere ciò che pensa Caselli di quell’area finora rimasta nell’ombra che ha partorito Renzi e il renzismo.

  10. Alfonso Rossi Rispondi

    26/10/2020 alle 13:53

    Grazie reggioreport, grazie Ghiggini, grazie Caselli.

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