L’inferno di via Settembrini alla Camera
Interrogazione di Fiorini sul carcere di Reggio
Ispezione ministeriale conclusa con 60 contestazioni

10/10/2020 – “I ministri della Giustizia e dell’Interno intervengano per ripristinare adeguati livelli di sicurezza nel carcere di Reggio Emilia e nelle strutture sanitarie esterne per ricoveri con piantonamento dei detenuti al fine di evitare eventuali tentativi di evasione”.

E’ quanto si legge un’interrogazione parlamentare depositata dalla deputata della Lega Benedetta Fiorini, firmata anche dai parlamentari Andrea Ostellari e Jacopo Morrone. L’iniziativa prende spunto non soltanto dalla recente denuncia dei sindacati, ma anche dall’esito di un’ispezione ministeriale che si è conclusa con ben 60 contestazioni sulla conduzione della struttura.

Il carcere di Reggio Emilia

.”La scorsa settimana, davanti al carcere di Reggio Emilia si è tenuto un sit-in di protesta, organizzato dai sindacati Sappe, Osapp, Uilpa, Sinappe, Fns Cisl, Uspp, Cnpp e Cgil, per denunciare le gravi condizioni in cui versa l’istituto carcerario – riferisce Fiorini – di recente il carcere di Reggio è stato sottoposto a una visita ispettiva ministeriale che si è conclusa con oltre 60 contestazioni a fronte delle 40 osservazioni fatte nei luoghi di lavoro dalla stessa organizzazione sindacale Sappe”. 

Solo nei primi sei mesi del 2020 “nella casa circondariale si sono verificate 100 aggressioni al personale e tra detenuti, il numero più alto tra tutte le carceri dell’Emilia-Romagna, oltre a 76 atti di autolesionismo in cella e 16 tentativi di suicidi. Su 4000 aggressioni a livello nazionale, 400 si distribuiscono negli istituti della regione aggiunge Fiorini – I sindacati segnalano inoltre forti criticità quali la pianta organica della Polizia Penitenziaria (190 agenti realmente impiegati a fronte dei 240 previsti), la mancanza di una serie di figure essenziali come operatori giuridico pedagogici e sanitari. Le conseguenze – conclude l’interrogazione – sono pesanti anche per i lavoratori costretti a turni estenuanti, mancanza di riposi settimanali e soppressione delle ferie”.

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