L’agriturismo diventa scuola anti Covid
Ventidue bambini a lezione alla Casa del Gufo
E “studiano” anche piante, orto e animali

17/10/2020 -A lezione nella Casa del Gufo. E’ la realtà vissuta ogni giorno dai 22 bambini della terza elementare di Ghiarda ospiti di un agriturismo reggiano Cia dove, oltre alla classica didattica, imparano ‘sul campo‘ l’amore per gli animali e la natura.

Il tutto, lontano dai rischi Covid causati in primis dai temuti assembramenti dentro e fuori le scuole. “È una esperienza molto positiva che rappresenta un esempio per tutto il territorio – nota Antenore Cervi, presidente Cia Reggio, l’associazione di categoria cui fariferimento la Casa del Gufo – Siamo a disposizione per mettere in contatto istituti scolastici che necessitano di spazi e agriturismi dove svolgere le lezioni. I nostri uffici sono pronti per sbrigare tutte le pratiche burocratiche”.

L’ingresso dell’agriturismo-scuola

“La lungimirante richiesta del Comune è arrivata in piena estate e ho subito risposto positivamente: i miei figli hanno frequentato quella scuola e negli anni precedenti avevamo già realizzato diversi progetti insieme, tanto che il nome stesso dell’agriturismo è stato scelto nel corso di un lavoro con gli alunni”, racconta il proprietario Gildo Ferrari. È così iniziato il percorso per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie dalla Regione.

“Le pratiche da sbrigare, gli ostacoli e i nodi non sono certo mancati ma dalla Regione abbiamo avuto la massima disponibilità e con grande soddisfazione di tutti in un mese di lavoro abbiamo raggiunto il risultato finale sperato”, commenta Roberto Ploia (responsabile dei tecnici Cia).

L’aula ricavata nell’antico casolare

“I piccoli hanno iniziato l’anno scolastico nell’agriturismo e qui loconcluderanno – aggiunge Dallari -. Visto che si tratta di un tempo pieno, le lezioni sono dal lunedì al venerdì. Oltre all’aula, abbiamo ricavato lo spazio mensa e, possibilità assai gradita, la classe può occupare anche gli spazi verdi esterni dove sono iniziate una serie di attività come l’aratura, la semina, il contatto con gli animali, la messa a dimora di piante, la creazione di un orto“.

Dallari annuncia poi che “questa esperienza non rimarrà unica: l’intenzione è proseguire con i campi estivi e la fattoria didattica”.

Gildo Dallari e la moglie Clara

“In questa fase dove crescono le preoccupazioni per la diffusione del virus e la necessità di intervenire sulla scuola – sottolinea Cervi – gli agriturismi e le fattorie didattiche Cia possono essere importanti spazi alternativi alle aule, spazi dove viene garantito il distanziamento sociale necessario all’attività didattica e vengono rispettati tutti i requisiti di capienza, sicurezza e igiene. Le aziende agrituristiche potrebbero, così, svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere i Comuni in difficoltà e, allo stesso tempo, ricavarne una fonte di reddito, andando a compensare le perdite di una stagione irrimediabilmente compromessa dal Covid-19, che ha colpito in modo drammatico tutto il settore del turismo rurale ed enogastronomico”.

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