La parrocchiale di Reggiolo riapre 8 anni dopo il sisma
Messa solenne col vescovo Camisasca. I danni e la ricostruzione

24/10/2020 – Domenica 25 ottobre alle ore 17 la chiesa Santa Maria Assunta di Reggiolo sarà consegnata alla comunità, dopo 3.070 giorni dal terremoto di otto anni fa, con la Messa solenne presieduta dal vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca.

A Reggiolo, dopo il progressivo recupero delle chiese delle frazioni del capoluogo, finalmente la Comunità cristiana potrà varcare la soglia della sua chiesa maggiore, chiusa al culto per 3.070 lunghissimi giorni. Circa oltre 3 milioni di euro quelli investiti in questa prima fase dei lavori con risorse pubbliche e private; già assegnati dalla Regione Emilia Romagna un altro milione di euro per il completamento dei lavori strutturali, mentre sono state e saranno ancora a carico della parrocchia le opere di finitura e di adeguamento funzionale.

La chiesa di Santa Maria Assunta di Reggiolo

Alla vigilia della solenne riapertura dell’edificio sacro, a presentare alla Stampa i lavori fatti e i risultati conseguiti sono stati il sottosegretario della giunta regionale, Davide Baruffi, la funzionaria della Soprintendenza Valentina Oliverio, il Sindaco di Reggiolo Roberto Angeli, il vicario generale della Diocesi mons. Alberto Nicelli e Angelo Dallasta direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi, con il parroco di Reggiolo don Francesco Avanzi.

Il sottosegretario ha espresso vivo compiacimento per l’intervento, ricordando come «ogni volta che si riapre qualcosa, il nostro pensiero corre immediatamente a chi non c’è più e alle vittime del terremoto. La ricostruzione, per noi che abbiamo vissuto il sisma, prima di essere una serie di numeri e dati, è fatta di persone in carne ed ossa, che hanno sofferto e che avevano bisogno di ritrovare la loro normalità. Per questo siamo partiti dalla scuola e dal lavoro. Ma una comunità vive anche dei propri spazi di incontro e di socialità, di cultura e di preghiera. In questo, le chiese hanno un posto tutto particolare, perché rappresentano anche la parte essenziale del nostro patrimonio architettonico e della nostra identità».

I lavori di restauro nella chiesa di S. Maria Assunta

«Senza l’apporto di tutte le Istituzioni preposte – ha detto a sua volta monsignor Nicelli – non sarebbe stato possibile raggiungere oggi questo traguardo e avere la gioia immensa di restituire alla comunità parrocchiale di Reggiolo la propria chiesa, che è a un tempo un luogo fisico e un luogo dello Spirito. A livello diocesano resta ancora tanto lavoro da fare, ma la strada percorsa insieme con la Regione, il Ministero, i Comuni, le Parrocchie coinvolte, ha dato e continua a dare frutti abbondanti».

A illustrare le scelte tecniche messe in atto per il recupero dell’edificio è stata l’arch. Ilaria Gasparini dell’omonimo studio reggiano di progettazione, che ha messo in luce le difficoltà dell’intervento e le metodologie applicate per ridare alle strutture ferite la capacità di reagire positivamente a possibili future sollecitazioni telluriche.

LA CHIESA PARROcCHIALE DI REGGIOLO

L’edificio

Attestata dal XVI secolo, la parrocchiale di Reggiolo si presenta oggi con un impianto architettonico radicalmente diverso da quello che la “pianta Marliani” documenta a metà Seicento.

L’attuale configurazione della chiesa è dovuta, infatti, al progetto del modenese Cesare Costa (1858-1868), che rielabora la precedente proposta di Pietro Sottili (1846), di fatto ricostruendo l’edificio che, tuttavia, ingloba parte delle antiche strutture e soprattutto il cappellone realizzato nel primo Settecento per ospitare l’affresco miracoloso della Madonna delle Grazie.

Il progetto del Costa, già attivo a Reggio nella costruzione del Teatro Valli, pur mantenendo un impianto a tre navate, accentua la baricentricità spaziale segnata da una bassa cupola, di fatto proponendo una pianta a croce greca allungata. I rari ed esili pilastri contribuiscono a dare unitarietà all’ambiente, attribuendo così una maggiore enfasi allo spazio, non vincolato dalla sequenza longitudinale.

Settecentesco è la sobriamente elegante torre campanaria, ricostruita a seguito di una situazione di grave crisi strutturale dell’antico campanile.

I DANNI DEL SISMA

I movimenti tellurici del 20 e 29 maggio 2012 hanno fortemente messo in crisi le strutture del complesso parrocchiale. Danni sono stati immediatamente registrati alle sacrestie e ai locali pertinenziali della chiesa. Ma a subire i maggiori contraccolpi delle scosse sismiche sono stati il bellissimo campanile e l’elegante edificio di culto. Questo è stato interessato da significative lesioni agli alzati e da gravi sconnessioni e crolli parziali in più punti delle volte della chiesa, con lesioni negli archi e negli architravi longitudinali; schiacciamento alla base dei pilastri; ribaltamento dei fronti, danni che hanno immediatamente reso inagibile l’edificio.

Non meno gravi le lesioni subite dal campanile, con i piedritti della cella campanaria ruotati su se stessi e rischi di parziale collasso strutturale.

I lavori di recupero

Il progetto di restauro e consolidamento dell’edificio, studiato in via esecutiva dallo studio Gasparini Associati di Reggio Emilia e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, ha avuto come obiettivo di risarcire i danni del sisma con il consolidamento strutturale e la risoluzione dei gravi problemi statici che minavano la stabilità della chiesa.

Gli interventi hanno comportato opere di incatenamento, riparazione e consolidamento delle murature, ricostruzione delle volte parzialmente crollate e consolidamento di tutti gli impalcati, il consolidamento generale del campanile, il restauro delle finiture superficiali sui fronti interni ed esterni, il rifacimento degli impianti termici ed elettrici . Quest’ultimo intervento ha beneficiato anche di un contributo messo a disposizione dai fondi 8×1000 della Chiesa Cattolica, mentre l’impianto di illuminazione è stato realizzato grazie al generoso contributo dell’imprenditore Fabio Storchi, attuale presidente di Unindustria Reggio Emilia.

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