La Curia non ascolta le proteste e replica “Una moneta per la cultura”
Ma Gioacchino da Fiore non fa più paura:
il Liber Figurarum esposto al pubblico in gennaio

8/10/2020 – La Diocesi di Reggio Emilia replicherà in due fine settimana di gennaio l’iniziativa “Una moneta per la cultura“, con la distribuzione in piazza Prampolini di circa centomila libri (di cui 35mila provenienti dalla biblioteca del Seminario e dalla biblioteca dei Cappuccini) contro l’offerta di un’euro. I fondi così raccolti saranno a destinati a sostenere la nuova Biblioteca Teologica Città di Reggio, di cui il vescovo monsignor Massimo Camisasca ha firmato ieri il decreto di erezione in Fondazione ecclesiale.

Negli stessi weekend del 16 e 17 gennaio, e 23-24gennaio, sarà esposto al pubblico il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore, un tesoro bibliografico, artistico e teologico di portata mondiale. Quello di Reggio è una dei tre codici esistenti del Liber Figurarum: fu scoperto negli anni Trenta in un baule di libri abbandonati e riconosciuto da monsignor Leone Tondelli, parroco di Bibbiano e insigne biblista. Successivamente furono rintracciati i codici di Londra (il più antico dai tre) e di Dresda. Da sempre il frate e filosofo Gioacchino Da Fiore è in bilico, a seconda dei tempi, fra santità ed eresia, ed è per questo che il Liber è tuttora considerato da taluni pericoloso dal punto di vista dottrinario, quindi da nascondere agli occhi dei fedeli e del pubblico. L’esposizione di gennaio, che promette di diventare un evento di rilievo internazionale, elimina una volta per tutte anche gli ultimi cascami della damnatio memoriae che si era abbattuta su questa opera straordinaria.

Il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore nella sua teca

L’ostensione del Liber, nella cappella Coccapani del palazzo della Curia, ingentilisce un po’ la decisione di insistere “visto l’inatteso successo di pubblico” con lo smembramento dei fondi ritenuti superflui di due biblioteche religiose, che si fondono in una sola, attraverso le repliche di gennaio di “Una moneta per la cultura”, con la finalità di raccogliere fondi per l’operazione, che complessivamente costerrà non meno di un milione di euro in cinque anni. E ciò nonostante le proteste che si sono levate soprattutto tra gli intellettuali egli insegnanti cattolici dopo la lettera aperta, fortemente critica sull’iniziativa dei libri in piazza, indirizzata al vescovo Camisasca dallo studioso e libraio antiquario Luigi Rigazzi.

L’annuncio è arrivato questa mattina dalla Diocesi con un ampio comunicato nel quale, per la prima volta, viene illustrata nel dettaglio la fusione, con i suoi effetti, delle due biblioteche del Seminario edei Cappuccini, in una sola Biblioteca Teologica Città di Reggio, che avrà sede in piazza Vallisneri

A disposizione del Seminario resteranno 15 mila libri (dei 95 mila originari) mentre i fondi anteriori al 1830 saranno tutti riversati nella Biblioteca Capitolare del palazzo dei Canonici (chiusa al pubblico da anni per inagibilità) il cui patrimonio passerà da 12 mila a 25 mila volumi, comprese 500 cinquecentine, diverse decine di incunabuli e manoscritti.

Nel frattempo la Curia attende il via libera della Soprintendenza per avviare i lavori di ristrutturazione della Capitolare, dove troverà posto anche il Liber Figurarum.

Nessun risposta, se non indiretta, alle proteste per “Una moneta per la cultura”, ritenuta da molti il contrario di un’operazione culturale. Come se Rigazzi e gli altri che hanno elevato le loro rimostranze non avessero diritto a delle spiegazioni. Ma così gira oggi in Vescovado.

Il comunicato si limita a precisare che con l’aiuto di alcuni sacerdoti e dei frati di via Ferrari Bonini è stato valutato il patrimonio librario delle due istituzioni, riscontrando che era “pressocchè identico”. Inoltre la Biblioteca Capitolare costituiva da decenni un “serio problema”: “L’immobile in cui veniva ospitata era inagibile, non vi erano impianti antincendio e buona parte dei volumi non era catalogata sul portale della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2015 non era più accessibile alla consultazione“.

la Biblioteca Capitolare

NUOVA BIBLIOTECA DI TEOLOGIA E FILOSOFIA: IL COMUNICATO DELLA DIOCESI

8/10/2020 – Il 7 ottobre 2020 il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca ha firmato il decreto di erezione della Fondazione ecclesiale “Biblioteca Teologica Città di Reggio”. Si tratta di un tassello importante nel grande progetto di riordino della Diocesi e, in particolare, del Seminario Vescovile, dello Studio Teologico Interdiocesano e del patrimonio librario della Diocesi.

La storica biblioteca del Seminario Vescovile, composta da oltre 95 mila libri provenienti prevalentemente da fondi donati e dalla Biblioteca Capitolare, da decenni rappresentava per la Diocesi un serio problema: l’immobile in cui veniva ospitata era inagibile, non vi erano impianti antincendio e buona parte dei volumi non era catalogata sul portale della Conferenza Episcopale Italiana. Dal 2015 non era più accessibile alla consultazione.

Nel 2018 il Provinciale dei frati Cappuccini padre Lorenzo Motti e il Vescovo decisero di comune accordo di verificare la possibilità di creare un’unica biblioteca specializzata in Teologia e Filosofia.

Grazie alla generosa disponibilità dei frati Cappuccini e del personale della loro Biblioteca e con l’aiuto di alcuni sacerdoti diocesani è stata portata avanti un’analisi dei libri presenti nelle due biblioteche.

Confrontando gli abbonamenti a riviste attivi (95 per il Seminario e 70 per i Cappuccini), ben 36 erano doppioni. Preso atto che il patrimonio librario era pressoché identico e che entrambi gli enti sostenevano all’incirca le stesse spese in abbonamenti, personale e utenze per garantire un identico servizio a studenti e studiosi, fu decisa la fusione delle due biblioteche e l’erezione di una fondazione di culto chiamata “Biblioteca Teologica Città di Reggio”.

Nel corso del 2019 sono stati trasferiti e messi in sicurezza i fondi librari quali il “Fondo Lombardini” (4.500 volumi ), il “Fondo Mercati” (8.000 volumi), il Corpus Christianorum e Sources Chrétiennes (2mila volumi), il fondo di storia locale (2.000 volumi) e circa 2.000 libri mancanti  di teologia e filosofia; 15.000 volumi sono rimasti al Seminario Vescovile per costituire una biblioteca interna a disposizione dei seminaristi.

I libri antichi (anteriori al 1830) sono stati destinati al fondo della Biblioteca Capitolare che ha visto accrescere il suo patrimonio da 12.000 volumi a circa 25.000 (tra questi si contano circa 5.000 cinquecentine, 15 incunaboli e alcuni manoscritti).

La Diocesi attende il benestare della Sovrintendenza per iniziare i lavori di ristrutturazione della Biblioteca Capitolare, presso il Palazzo dei Canonici, che si affaccia su piazza Prampolini. Si tratta di una location affascinante che sarà presto aperta al pubblico. 

In questa biblioteca troverà posto il Liber Figurarum di Gioacchino da Fiore. Se ne contano solo tre esemplari al mondo e uno di questi è proprio a Reggio Emilia.

Nel prossimo mese di gennaio, per quattro giorni, verrà straordinariamente esposto al pubblico presso la cappella Coccapani nel Palazzo di Curia.

Dalla biblioteca del Seminario sorgeranno, quindi, due prestigiose biblioteche: la Biblioteca Capitolare, ristrutturata, ampliata, aperta al pubblico e dotata di personale dedicato e, in collaborazione con i frati Cappuccini, la Biblioteca Teologica Città di Reggio, in piazza Vallisneri, ospitata in un immobile recentemente ristrutturato”.

DUE WEEKEND COL LIBER FIGURARUM E “UNA MONETA PER LA CULTURA”

Circa 35mila volumi (in buona parte doppi o non di interesse per la nuova biblioteca) si sono sommati alle donazioni di settembre e sono stati destinati all’iniziativa “Una moneta per la cultura”. L’inaspettato successo di pubblico e i numerosi libri che continuano a essere donati da famiglie ed enti hanno creato le condizioni per riproporre l’iniziativa nei weekend del 16/17 e del 23/24 gennaio 2021 sempre in piazza Prampolini a Reggio Emilia in occasione dell’esposizione al pubblico del Liber Figurarum.

I fondi raccolti attraverso questa iniziativa verranno impiegati per sostenere la nascita delle due nuove biblioteche.

Sia per i frati Cappuccini che per la Diocesi si tratta nel complesso di un investimento notevole che finalmente offrirà alla città due biblioteche degne di questo nome.

I due enti hanno messo a disposizione nel complesso:

  • ·         80mila euro per l’adeguamento dell’immobile della nuova Biblioteca Teologica Città di Reggio;
  • 30mila euro per la movimentazione, lo stoccaggio e la pulizia dei fondi librari;
  • 300mila euro per la ristrutturazione della Biblioteca Capitolare;
  •  50mila euro come fondo iniziale della fondazione
  •   45mila euro per l’apertura della biblioteca;
  •  100mila euro annui per le spese di gestione della Fondazione Biblioteca Città di Reggio.

Le due biblioteche potranno contare anche su 26mila euro annui di contributi CEI.

Nei prossimi 5 anni l’investimento complessivo sarà superiore al milione di euro. Una cifra che esprime quanto la Chiesa abbia a cuore l’offerta culturale nell’orizzonte dello sviluppo integrale della persona umana.

DATI TECNICI

Biblioteca Capitolare, ingresso da via Toschi, composta da 25.000 volumi antichi tra i quali 5.000 cinquecentine, 15 incunabuli, alcune decine di manoscritti. Aperta al pubblico, 1 sala studio e ricerca, 1 sala incontri da 60 posti.

Fondazione Biblioteca Teologica Città di Reggio, piazza Vallisneri 1. I fondi librari dei Cappuccini e della Diocesi sono ora specializzati nell’ambito prettamente teologico e filosofico, in modo da fornire alla Città di Reggio Emilia una biblioteca specializzata ad integrazione delle già prestigiose biblioteche della comunità cittadina presenti sul territorio.

La biblioteca è continuamente aggiornata a supporto dello Studio Teologico Interdiocesano e della formazione dei Cappuccini dell’Emilia-Romagna. Oltre ai testi riconducibili all’ambito teologico e pastorale, che costituisce il cuore pulsante della biblioteca, sono stati conservati i fondi ritenuti di un certo valore. Tra questi vanno menzionati il corposo fondo di storia locale, quello di francescanesimo, tuttora in espansione, il fondo Rosmini e la ragguardevole sezione dedicata al giudaismo. La riorganizzazione della biblioteca è stata anche l’occasione per rinvenire e raccogliere tematicamente numerose opere di letteratura e di storia tra cui una significativa sezione documentaristica sul fascismo e sul nazismo.

Oltre a quattro luminose sale per la consultazione e lo studio, la biblioteca dispone di una sala ad uso didattico e di una conference room con capienza di 40 persone per dibattiti culturali, conferenze, presentazioni di libri.

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5 risposte a La Curia non ascolta le proteste e replica “Una moneta per la cultura”
Ma Gioacchino da Fiore non fa più paura:
il Liber Figurarum esposto al pubblico in gennaio

  1. carlo baldi Rispondi

    08/10/2020 alle 18:49

    Forse, in accordo col Centro Studi di S. Giovanni in Fiore, si potrebbe organizzare un convegno internazionale sulla figura di Gioacchino da Fiore e sui Gioacchiminidi, tra i quali fra Salinbene de Adam. Nell’occasione, esporre il Liber Figurarum e copia degli studi di don Tondelli e delle due ricercatrici di Oxford. Se poi il Convento di Montefalcone non fosse finito tragicamente col fallimento, sarebbe stata l’occasione per sollecitare interessi. Dobbiamo cioè pensare ad iniziative che ci tolgano dal pantano delle beghe di provincia e valorizzare meglio quel po’ che abbiamo.
    Per la città sarebbe un salto di qualità.

  2. Marco Rispondi

    10/10/2020 alle 08:11

    Ci siamo fatti della menzogna un rifugio e nella falsità ci siamo nascosti
    Isaia 28,15

  3. Giorgio Rispondi

    13/10/2020 alle 07:06

    Pregitissimo dott. Baldi, certamente il codice Florense è un grande tesoro da valorizzare. Ma non può essere usato in questa infamante vicenda come specchietto per le allodole.
    Del resto non mi pare sia stato tenuto mai nascosto e certamente non è stato camisasca o il suo discutibile entourage a scoprirlo. Ho avuto mille occasioni per vederlo in museo diocesano, come recentemente a Palazzo Magnani.
    Il guaio vero è che è andato in fumo un giacimento culturale della città e della provincia, bruciato da chi distrugge ciò che non capisce, illudendosi di ricostruire una città che non era a pezzi!
    E questo è schoccante! Destabilizzante!
    Soprattutto perché fatto con leggerezza, incompetenza, diabolica scaltrezza, lucido tornaconto non solo economico, semplicemente per autoreferenzialità e dimostrazioni sterile di una forza che fa venire in mente gli eroi palestrati del cinema mitologico (genere peplum) degli anni 60 che distruggono città di cartone illudendosi di essere Ercole. Dove sono finiti i principi illuminati che promuovono la CULTURA, quella con la C maiuscola;una cultura integrale per un nuovo umanesimo?

  4. Bruna Rispondi

    13/10/2020 alle 12:48

    Giorgio, lei ha la mia stima e la mia ammirazione per la chiarezza “fulminante” con cui esprime le sue idee e la capacità di fare luce su ciò che gli altri tendono a presentare sotto mentite spoglie. Bravo! Bravo davvero

  5. Giorgio Rispondi

    15/10/2020 alle 07:47

    Gentilissima Signora Bruna, i Suoi generosi apprezzamenti mi imbarazzano e non so se li merito. Esprimo (sorda voce nel deserto) il mio disgusto per miopia (o cecità totale) di una istruzione in cui credo; che da 2000 anni promuove cultura; che ha una visione dell’uomo a 360°, ma che a Reggio sta dimostrando semplicemente di essere un sepolcro imbiancato. Esternamente indorata e zuccherina, ma dentro marcia e inadeguata ad affrontare seriamente i problemi degli uomini. I vertici ecclesiastici reggiani, al momento, nulla hanno di evangelico, irretiti in una prospettiva di potere e di vetrina autocentrica e autoreferenziale… Ma ci sta tutto (la storia insegna!) se almeno ci fosse intelligenza, capacità, rette intenzioni, autentica cultura. Poiché non basta scrivere libri per essere uomini di cultura… Ma è disgusto e disgustante l’apatia della città, delle sue istituzioni politiche, sociali, culturali, imprenditoriali. I vescovi, grazie a Dio, passano. Ma chi darà forma ai cocci dei disastri fatti? Buona giornata signora Bruna. Spero comprenderà il dolore immenso che ho in cuore per la mia Reggio!

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